13 Giugno 2013

L’obiezione di coscienza e la 194

Appunti, Attività parlamentare, XVII Legislatura

Sono molto in ritardo col blog perché tra aula e commissione il tempo è ristrettissimo, ma volevo, seppur con ritardo, raccontare della votazione dell’altro ieri sulle mozioni relative all’obiezione di coscienza sulla 194.

Ne ha parlato Luca Telese su L’Inkiesta, dipingendomi come un (eroico?) dissidente. In realtà mi sono limitato a ribadire col mio voto cose che dico da sempre, in una situazione parlamentare parecchio strana: 9 mozioni separate e tutte accolte dal governo, e Scelta civica addirittura spaccata con due mozioni differenti.

Il fatto è che tutte le mozioni dicevano cose sostanzialmente simili (e cioè che la 194 prevede l’obiezione di coscienza ma che questa non deve far venir meno la possibilità di ricorrere all’interruzione di gravidanza), ma lo facevano con accenti notevolmente diversi: qualcuna con un accento forte sul diritto delle donne, altre guardando particolarmente alla protezione del diritto degli obiettori. Tinagli e Binetti, si capisce, non possono stare dalla stessa parte su questo tema.

Cosicché il PD ha deciso di astenersi su tutte le mozioni (come forma di rispetto al governo che le aveva accolte tutte) e di votarsi la propria. Io e alcune colleghe (in particolare) abbiamo invece deciso di schierarci. Non per voler deliberatamente venir meno alle indicazioni del partito, ma perché quando si decide di astenersi alla fine si decide che sì e no pari sono, che in fondo vanno bene entrambi.

Ecco, per me su questi temi non è così. E se il partito, con le sue giuste motivazioni, ha deciso questa volta di sostenere la propria tesi – come al solito, una tesi molto equilibrata che avrebbe potuto e forse dovuto essere la base di una mozione unitaria come nel caso del femminicidio – e di astenersi sulle altre, io non mi sono sentito di rinnegare cose che sono parte del mio patrimonio ideale da sempre.

L’obiezione di coscienza è in molti casi un alibi che paralizza l’uso della legge e che costringe i pochi medici non obiettori a fare esclusivamente, o quasi, interruzioni di gravidanza. Le statistiche parlano chiaro. E se bisogna riconoscere questo diritto a chi davvero lo sente, bisogna anche schierarsi contro gli abusi e stare sempre e comunque dalla parte delle donne e del loro diritto ad autodeterminarsi. Cosa che a moltissimi uomini, nella storia, ha fatto venire l’orticaria.

Così, oltre che per quella del PD, ho votato per la mozione di SEL, quella di Irene Tinagli e sulla risoluzione della sempre ottima Pia Locatelli del PSI. Mi sono invece astenuto sulla mozione di M5S, del PdL e del Centro democratico e ho votato contro la mozione della Lega, della Binetti e di Giorgia Meloni che nel dibattito aveva detto, pur con la sua solita mirabile tecnica oratoria, parole veramente brutte e inascoltabili (tipo che lei si schiera coi bambini non nati perché le donne si possono fare le associazioni e andare davanti alle telecamere e i bambini – i feti – no).

2 risposte a “L’obiezione di coscienza e la 194”

  1. lisa ha detto:

    Mi piacerebbe sapere il perchè delle astensioni sulle mozioni di M5S, PDL e centro democratico.
    Ad ogni modo, ti ringrazio per il tuo voto e ti auguro buon lavoro
    Lisa

  2. David Séchard ha detto:

    Salve,

    sono senz’altro fuori tema qui ma volevo chiederti Ivan, non è una vergogna
    che il neo-eletto sindaco di Roma, Marino dica di preferire restare in famiglia
    piuttosto che andare al Pride?

    Ti prego non restare in silenzio su questo. Non sei tenuto a rispondermi
    ma ti seguo e ti stimo. E francamente ne ho abbastanza dei cattolici
    conservatori moderati nel Partito Democratico. Ma non potrebbero andare
    a formare un bel partito vecchia maniera che così finalmente intercettano
    le paure dell’elettorato timorato del Creatore e vissero tutti felici e contenti?