26 Febbraio 2013

Il post che volevo chiamare “Ho perso”

Appunti

Strana la vita. Nel 2008 abbiamo perso le elezioni, io non sono stato eletto, ma ho titolato il mio commento al voto “Sono contento”. Questa volta, invece, che abbiamo preso il premio di maggioranza e questo comporterà, tra l’altro, la mia elezione in Parlamento, per quanto ci pensi non mi viene in mente nessun titolo più adeguato per questo post di “Ho perso”. E parlo di me, non del PD.

Sono stato eletto eppure “ho perso” perché le ragioni per cui ho cominciato a far politica potrebbero facilmente essere sintetizzate in una sola: quella di contribuire a fare dell’Italia una democrazia europea, matura, moderna. Lo scrivevo solo un paio di giorni fa commentando il film “Girlfriend in a coma” Di Annalisa Piras e Bill Emmott. E invece mi viene da dire “ho perso” perché i risultati elettorali di ieri ci fanno diventare un paese che è tutto il contrario di quello per cui lavoro e in cui vorrei vivere, sempre più lontano dall’idea di una grande e forte democrazia occidentale, bipolare, con una classe dirigente che ci assicuri doti come responsabilità e competenza: noiose e prevedibili, forse, ma vitali. Alla luce di questi risultati, vi dirò, non mi viene dunque di lasciarmi andare a festeggiamenti o trionfalismi per un’elezione che pure rappresenta per me un traguardo, un’altissima responsabilità e che prefigura un’esperienza della quale – va da sé – sono onorato sin d’ora.

Vedo infatti tre ragioni di grande preoccupazione. La prima è l’ennesima resurrezione di Berlusconi. Ha perso tantissimi voti, ma è sempre là: come nel 2006 a un’incollatura da noi, a costringerci a far l’alba per sapere com’è andata. Con le sue promesse da imbonitore, come i prodotti che fanno ricrescere i capelli o i beveroni alle piante che ti fanno dimagrire di 20 chili in pochi giorni che ti ipnotizzano durante la notte dalle televisioni locali. Il nostro ineffabile vecchietto, col suo capello catramato e con le sue battute da lumacone, riesce comunque a portarsi a casa più di 9 milioni di voti. La negazione di ogni principio di accountability: ce l’abbiamo davanti dal 1994 e questo paese è in stato comatoso (come fino a ieri avrebbe detto Bill Emmott: sospetto che ora sia andato a ritirare il certificato di morte presunta). Non ha uno straccio di risultato da esibire, né economico, né sociale. Un certificato dei carichi pendenti più lungo di un rotolone Regina. Parole di conforto per la mafia e per Mussolini. Palle sparate verso il cielo come programma elettorale. Eppure al mondo che ci guarda, dobbiamo spiegare ancora che Berlusconi è un protagonista della nostra politica e un uomo a cui un pezzo rilevante del paese affiderebbe volentieri le chiavi della macchina.

La seconda preoccupazione è il trionfo di Grillo. Un trionfo. Grillo prende 8 milioni e 700 mila voti, un numero impressionante, ed è il primo partito alla camera dei deputati. Piazze stracolme di persone acriticamente commosse e plaudenti. La proposta: il sovvertimento del sistema democratico basato sulla delega, nella promessa di un sistema basato sulla democrazia diretta. Con la piccola clausola dell’espulsione di ogni dissidente. Se il PD funzionasse come M5S altro che deputato! Io, con le mie idee sempre in minoranza, sarei stato probabilmente già deportato in Siberia. Ieri in televisione ho visto un bel servizio di “Piazza Pulita” sul comizio di San Giovanni, e mi ha fatto paura. Grillo solletica con abilità i peggiori istinti di un popolo giustamente indignato e deluso. E coltiva il culto della sua personalità, occhieggiando tra le altre cose a Casa Pound, rifiutando l’idea della cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia e annunciando la sua rivoluzione al grido di “siete circondati!”. “Circondato? Dice a me?”, mi verrebbe da chiedergli, se non trovassi questo modo di far politica una cosa da brividi. Altro che grande democrazia occidentale.

Nei commenti televisivi di ieri si lodava molto il ricambio che Grillo porterà in parlamento: persone comuni, studenti, disoccupati, impiegati, casalinghe. Bene. Anche il PD ha rieletto per esempio Antonio Boccuzzi, operaio sopravvissuto al rogo della Thyssen. Io stesso vengo da anni passati a lavorare in un’azienda, e nessuno pensa più di me che ogni cittadino debba poter legittimamente aspirare a entrare in parlamento senza necessariamente passare per la gavetta politica. Ma mi pare, e spero di sbagliare, che qui ci sia una differenza: che qui la rappresentanza della “gente comune” sia un modo come un altro per dire il paese dovrebbe rinunciare a darsi delle classi dirigenti. Il che non è bene affatto.

Faccio un esempio: ieri dalla Gruber c’era il corrispondente da Roma della TV tedesca, che aveva appena raccolto una dichiarazione senza né capo né coda sull’uscita dall’Euro fatta da una giovanissima neo deputata grillina. Commento testuale del giornalista estero: “Questa ragazza non può parlare a me come se parlasse con i suoi amici in pizzeria, perché da oggi lei è un leader della vostra nazione e le sue dichiarazioni hanno potenzialmente un impatto a livello internazionale”. E’ questo che intendo. Oppure vogliamo parlare dell’idea di cambiare i presidenti dei gruppi parlamentari con cadenza trimestrale? Come se anche il ruolo di presidente di un gruppo non richiedesse le normali capacità di qualsiasi lavoro di alta responsabilità. Capacità che si affinano anche con un minimo di esperienza e che è impossibile anche abbozzare se si resta in un ruolo per soli tre mesi. Ecco, io spero che le persone comuni, studenti, disoccupati, impiegati e casalinghe che da oggi sono diventate parlamentari si ricorderanno di essere, che a loro piaccia o no, classe dirigente di questo paese e comportarsi come tale: non è snobismo o classismo, è solo il peso che viene dalla responsabilità di rappresentare la nazione.

Voti per Grillo + voti per Berlusconi, comunque, circa 18 milioni 700 mila, pari al 54% e rotti alla Camera. E vallo a spiegare all’estero.

E ora spegnete il campanello d’allarme che sta suonando in voi. Ho ovviamente qualcosa da dire anche sul PD, mancherebbe. Parto da qui: quando decisi di appoggiare Matteo Renzi, tentai di spiegare che la mia scelta non era “contro” il partito, ma “per” il partito. Semplicemente, scegliendo Matteo sceglievo il candidato che più mi sembrava in grado di allargare il nostro consenso e quindi di metterci nella condizione più favorevole per vincere le elezioni. Oggi sono convinto più che mai non solo della bontà della mia scelta, quanto del metodo della mia scelta. Un metodo laico, basato su semplici elementi di risultato. Ma anche un metodo che sottintendeva un’apertura, un’accoglienza, un’appartenenza non partigiana alla politica e al partito. Un metodo del nostro tempo, al di là delle ideologie. Un metodo rispettoso anche delle istanze di cambiamento evidentissime nel paese: non ci dimentichiamo l’esito delle elezioni siciliane, che mi fecero parlare a suo tempo di “sinistri scricchiolii che sarebbe irresponsabile ignorare” e che invece abbiamo evidentemente ignorato.

Ciò su cui mi interrogo, ripeto, non è il merito della scelta: Bersani è persona degnissima, e mi auguro di tutto cuore che riesca a trovare una soluzione che ci consenta di tirare fuori il paese da questo drammatico cul de sac. E anzi, l’ho apprezzato proprio per essere stato in questa campagna un leader europeo, uno che ha parlato con parole di verità e di responsabilità. Dove secondo me avremmo potuto fare diversamente è stato nel metodo, nelle ragioni che hanno condotto il 95% del partito a scegliere Bersani in un moto di protezione di un’identità, di un esistente, di un “usato sicuro” che evidentemente non riusciva a intercettare i movimenti che si andavano sviluppando nella pancia del paese. Per superare questo momento ci servirà, io credo, un PD più incline ad assumersi dei rischi, più ispirato, aperto, radicale e visionario.

18 risposte a “Il post che volevo chiamare “Ho perso””

  1. Riccardo ha detto:

    Ivan, condivido a pieno il tuo post. Io nel 2008 avevo 22 anni ed ero indeciso se iscrivermi al movimento di BeppeGrillo o al PD. Sono state persone come te, Civati, Renzi, Serrachiani a farmi credere nel PD. Tuttora sono convinto della mia scelta perche’ penso che l’talia si meriti una classe dirigente di livello. Pero’ e’ amaro constatare quanta strada ci sia ancora da fare..

  2. Riccardo ha detto:

    PS: complimenti per l’elezione!

  3. cecilia ha detto:

    Ti ho votato con convinzione alle primarie del 2005, facendo anche nel mio piccolo campagna per te… per un cambiamento.. che non e’ mai arrivato.
    Votato Renzi alle primarie… ancora niente.. un partito elitario autoreferenziale che parla solo a se stesso.
    Ho sempre votato PD.. ma non questa volta, questa volta protesto e voto M5S, perche’ il PD deve capire.
    Per favore azzerate i vertici, niente piu'” questo-e’-un-giovane-voluto-proprio-da Bersani” come fossero una strana razza da integrare, un diversamente abile o cosa so io.. che fa il paio con “abbiamo-anche-noi-un-terremotato-povero nelle-nostre-liste di Mario Monti. Gente ormai anni luce dal famoso paese reale.
    Io e tanti vogliamo tornare a votare PD e credere in un cambiamento possibile. Sono preoccupata dal risultato, dal contesto europeo, ma un messaggio andava mandato. Mi auguro che questa crisi profonda e innegabile porti il PD ad uscire con una nuova faccia pulita e votabile, e che prenda il M5S per quello che e’: la sua unica occasione per riscattarsi.. perche’ ormai non ha piu’ niente da perdere.

  4. Mirco ha detto:

    Io ci spero sempre che il PD possa diventare un partito moderno democrativo e grande. Ci ho sperato ogni volta che ha ricevuto una batosta (e non sono state poche). Ci ho sperato per le primarie. Ora sinceramente non ci spero più tanto, in particolare da quando ho visto che non solo i vertici del PD, ma la base stessa, con le primarie, ha rifiutato il nuovo per tenersi il vecchio (semplificando quello che spieghi meglio tu). Non ci spero piu’ tanto, pero’ aspetto … dai su, non si sa mai …

  5. andrea ha detto:

    Condivido completamente la tua analisi.
    Da qualche mese sono padre e sono affranto per il paese che lasceró a mio figlio. essere responsabili in italia non paga. nessun accordo con nessuno, lasciamo andare a fondo questo paese cosí chi vende sogni si dovrá assumere le sue responsabilitá

  6. francesco ha detto:

    Dico solo, smettiamo di dire che Bersani è una persona degna. Essere degni di essere il segretario del partito che si candida a governare signfica saper gestire una campagna elettorale, signfica mettersi intorno perdone degne. Bersani è un uomo non degno della sua posizione. Veltroni perse le elezioni da uomo degno. Chi chiede di assumersi responsabilità così alte e fallisce cosí miseramente, non è uomo degno. Non ho ricette per il futuro e non so cosa possa ribaltare questa situazione disastrante. Ma si potrebbe cominciare con l’urlare a granvoce che Bersani è indegno. Se sei il numero uno accetti di essere capro espiatorio. Se non lo fai dimostri di non essere persona degna. Diciamolo forte abbiamo perso perchè abbiamo scelto un leader non degno. Meglio urlarlo noi prima che sia Grillo ad obbligarci a farlo.

  7. marco ha detto:

    puoi solo ringraziare Berlusconi e Grillo perché se al loro posto aveste come avversari dei politici veri, seri e capaci (conoscitori tra l’altro di economia e di concetti di sovranità nazionale e popolare), il PD non esisterebbe più da tempo.

  8. CARLO ha detto:

    NON HO MAI VOTATO PCI.DS.PD (ECC) NON SONO UN SIMPATIZZANTE DELLA SINISTRA .MA DEVO RICONOSCERE A QUESTO SIGNORE UN DESIDERIO DI AUTOCRITICA FIN ORA SCONOSCIUTO.COMPLIMENTI,è PERSEGUENDO SU QUESTA VIA E’ CERCARE UN RINNOVAMENTO CHE SI POSSONO PORTARE VOTANTI BALLERINI COME ME ALLA CAUSA….SONO UN VOTANTE ANOMALO CHE HO CREDUTO IN BERLUSCONI (1 SOLA VOLTA PERO’) IN QUELLO CHE FU DEFINITO IL BOIARDO D’ITALIA (CRAXI) E IN BOSSI..TUTTI PERSONAGGI CHE RAPPRESENTAVANO UN CERTO RINNOVAMENTO.HO SBAGLIATO…FACCIO AMMENDA,MA NON HO MAI CAPITO UN PARTITO CHE BASAVA LA CAMPAGNA ELETTORALE SULLA DENIGRAZIONE DEGLI AVVERSARI, E SUL FALSO DOGMA DELL’ESSERE I MIGLIOR,I SOLI PULITI.ECC (POI RISULTATO TALVOLTA CONFUTABILE) ORA QUESTA ONESTA LETTERA MI FA SPERARE CHE IN FUTURO CI SIA UN CAMBIAMENTO ANCHE NELLA CONDOTTA DELLA SINISTRA.UN RINNOVAMENTO REALE,”UNA ROTTAMAZIONE” DI MUMMIE IMPOLVERATE..
    CERTI AVVOCATI (FORSE DIVENTATI TALI CON I PUNTI MIRA LANZA) CHE MI VENGONO PIAGNUCOLARE CHE E’ COLPA DELLA INIQUA LEGGE ELETTORALE,MI FANNO LETTERALMENTE RABBRIVIDIRE.E’ STATA INSTAURATA UNA COMMISSIONE PER CAMBIARLA E NESSUNO __NESSUNO HA VOLUTO FARLO…
    TERMINO SPERANDO CHE LEI ASSIEME A TANTI ELETTI GIOVANI SAPPIA RINNOVARE RADICALMENTE QUESTA NAZIONE CHE PARASSITI IMMONDI HANNO MAL RIDOTTO…BUON LAVORO DI CUORE……..

  9. uqbal ha detto:

    Grillo non mi piace, ma i grillini il loro posto in Parlamento se lo sono guadagnato. Se il PD fosse stato capace di rappresentarli senza per questo sbracare (che poi sarebbe il ruolo delle classi dirigenti) oggi non saremmo a questo.
    E buttarla ancora nel “sono antipolitica” non serve.
    Ci sono tante cose nel marasma di dichiarazioni grilline che stanno a cuore alla sinistra, e molte di queste cose sono “costituenti”. Fatele col m5s (legge elettorale, conflitto di interessi, anti-corruzione, abolizione province (totale o con semplice sterilizzazione), dimezzamento del parlamento, ecc. ecc. e poi tornate a presentarvi alle urne.

  10. Frank ha detto:

    Ivan, la tua elezione rende un po’ meno amaro il triste risultato elettorale che, a prescindere dagli orientamenti politici, non è incoraggiante per nessuno.
    La tua analisi è del tutto condivisibile, a questa si aggiunge la mia rabbia che il PD ha avuto sotto mano il modo di cambiare le cose, di ideare il nuovo e questo sono convinto era Renzi ma una parte del partito ha ragionato come fanno tutti gli altri partiti.
    Purtroppo, come pensai allora, il PD ha perso già nel momento in cui si è spaventato davanti al nuovo, davanti alla sua “ondata grillina” interna che diceva nuova squadra.
    Ivan ti auguro buon lavoro, ne avremo bisogno.

    Frank

  11. Roberto ha detto:

    I politici, sopratutto del Pd, hanno sempre pensato che Grillo fosse una malattia mentre era il sintomo del loro malessere.
    alcune cose con cui Grillo è cresciuto fino a diventare il primo partito nel paese, brrr, potevano essere portate avanti e fatte in passato, come si sarebbe dovuto fare pulizia profonda in tutti gli strati del Pd. Invece si è cercato di apparire solo un po’ migliori dell’avversario del ventennio, Berlusconi, cosa assai facile (apparire solo un po’ migliori), ma assolutamente insufficiente per il popolo, di qualsiasi orientamento politico.

  12. Claud ha detto:

    Ivan, bella sintesi, condivido quasi tutto.
    Ti ho votato alle primarie scorse e ti ho creduto un elemento di novità “disinteressata”, bella, quasi utopica. Da allora ho seguito talvolta il tuo blog.
    Questa volta, col senno di poi sbagliando, Renzi mi ha fatto paura: durante le primarie mi è sembrato troppo aggressivo con il noi-voi, forse anche con un pizzico di populismo gratuito che mi ha sempre spaventato (in passato, prima che si bevessero il cervello e arrivassero addirittura a salvare il berlusca, cosa di per se inqualificabile, ho quasi sempre votato radicale, scelta perdente in partenza).
    Detto questo, alle primarie ho votato un doppio Bersani.
    Poi ho visto Renzi settimana scorsa dalla gruber: lucido, corretto, leale (pochi questo giro…), la sua migliore performance secondo me…
    Solo per dire che da lí dobbiamo ripartire: non posso credere che la prossima volta, facendo il giusto esame di coscienza e rischiando un po’ di più sui talenti non possiamo battere il nulla pneumatico che grillo rappresenta ed anche Berlusconi (non servono dettagli).
    Un ultimo commento su ingroia: dopo la sua dichiarazione post voto, credo che sia un bene per tutti che non sia arrivato al 2%…

  13. Mara Casetti ha detto:

    Berlusconi passera’ alla Storia (quella con la “S” maiuscola che si scrivera’ fra un paio di generazioni) per avere impedito per un “Venticinquennio” alla vecchia guardia rossa comunista, ex-comunista, post-comunista e neo-comunista di prendere in mano i destini nazionali e compiere un disastro irreparabile.

    Appena intravisto in Renzi un autentico social-democratico, giovane e senza pregiudizi ideologici, Berlusconi lo ha accolto a braccia aperte sapendo che un vero socialdemocratico, cioe’ uno che non ha mai tenuto i ritratti di Stalin sulla scrivania e che nel 1968 non era nato e quindi non pensava che le Brigate Rosse fossero bravi compagni che sbagliavano per eccesso di entusiasmo rivoluzionario, avrebbe fatto bene all’Italia e l’avrebbe smessa con l’anti-berlusconismo ottuso che ha paralizzato l’attivita dell’Opposizione alla Destra per un Ventennio impedendo riforme che, oggettivamente, potevano essere condivise sia dalla Destra che da una Sinistra intelligente.

    Invece hanno vinto i Kamussisti e Renzi e’ stato soffocato.

    La puzza del Comunismo e’ ancora troppo forte perche’ una sostanziale maggioranza di Italiani possa premiare un partito ancora troppo rosso.

    Al massimo gli Italiani potranno dare a questa Sinistra i voti necessari per vincere per 24 mila voti o, come di recente, per 125 mila.

    Tutti gli altri Italiani, la stragrande maggioranza, continueranno a preferire i “pagliacci” (come li chiamano quei razzisti dei Tedeschi): sono meno pericolosi dei rossi che sanno solo cambiare il pelo ma non il vizio.

    Date il partito a Renzi: cambiate quelle vecchie facce, cambiategli il nome: chiamatelo Partito Social-Democratico: toglietegli di dosso la puzza di Stalin (e di Vendola) che gli e’ ancora incollata addosso e vedrete che la prossima volta andra’ meglio.

    E anche Berlusconi si ritirera’ dalla scena: la sua missione sarebbe finalmente compiuta: fuori i rossi dalla politica italiana. I rossi che hanno dovuto aspettare la caduta del Muro per fingere di essere cambiati e meritare il rispetto della maggioranza moderata degli Italiani.

    Raggiunto questo risultato l’Italia sara’ veramente un paese “normale”. Ma non certo come lo voleva D’Alema.

    Grazie dunque a Berlusconi per avere finalmente costretto i post-comunisti ex-stalinisti a lasciare finalmente spazio ai giovani socialdemocratici di domani.
    Cioe’ a Renzi.

  14. Roberto M ha detto:

    Ciao Ivan,
    condivido solo in parte la tua analisi.
    Anche io ho votato Bersani alle primarie, proprio perché in Renzi vedevo troppa destra. Alla fine penso ancora di aver visto giusto, e penso che fra uno di destra vero (Berlusconi) e uno di destra del PD (Renzi) gli elettori avrebbero scelto quello di destra vero.
    Il problema è tutto scritto nella prima parte della tua analisi, che condivido in pieno: questo paese non è un paese maturo e i suoi elettori votano di pancia e non di testa.
    E io ne ho viste tante: alla fine degli anni ’80 era Bossi che gridava “Roma ladrona” e i suoi appendevano cappi in parlamento. Dal ’94 in poi Berlusconi ci ha raccontato in continuazione di non essere un politico ma un imprenditore, poi Di Pietro si è proposto di fare pulizia, adesso abbiamo un nuovo pulitore che si chiama Grillo. La solfa è sempre la stessa: i politici sono tutti ladri, votate me che non sono un politico / li voglio mandare tutti a casa.
    Si cavalca sempre l’onda giusta e se l’onda cambia, si cambia onda: Bossi prima era anticlericale, poi è diventato difensore della religione, Berlusconi era per il maggioritario, poi è passato a sostenere il proporzionale, per poi ripassare al maggioritario (lui è specialista nel cambiare come cambia il vento). Lo stesso Grillo voleva candidarsi alla segreteria del PD.
    Se ancora nel 2013 si può vincere dicendo: abbasso le istituzioni, abbasso le banche, abbasso l’euro, abbasso le tasse, mi dispiace ma non c’è nulla che possiamo fare.
    Cosa possiamo dire? Le istituzioni sono garanzia per i più deboli? Le banche permettono all’economia di funzionare? L’euro è una moneta stabile e forte e ci permette di competere a livello mondiale? Le tasse servono per redistribuire il reddito?
    Ci risponderebbero: sostituiamo le istituzioni con il blog di Grillo (che evidentemente è molto più democratico delle elezioni), aboliamo le banche (e le imprese dove lavoriamo come riceveranno finanziamenti? semplice: stampando moneta), torniamo alla lira (allora sì che si stava bene: inflazione al 20% e risparmi delle famiglie svuotati), aboliamo Equitqalia ma puniamo gli evasori (come? non saprei).
    Aggiungiamoci quelli che sbavano a sentir parlare di restituzione dell’IMU, condono fiscale/edilizio e la frittata è bell’e fatta.
    La sinistra responsabile ha votato PD e coalizzati, la destra responsabile ha votato Monti e coalizzati.
    Certo, poi c’è il voto ideologico: estrema sinistra e movimenti che hanno votato per Ingroia, quel 2-3% di estrema destra che ha votato le sue liste, coalizzate con Berlusconi e non.
    Tutto il resto del paese ha votato di pancia. Così non si va da nessuna parte.
    Anzi, forse sì: si va all’estero.
    Ciao

  15. Andrea ha detto:

    Ciao Ivan, ti seguo da sempre e la tua elezione è una della note positive. Io condivido solo in parte la tua analisi, anche io ho votato Bersani alle primarie, e sono d’accordo con quanto ha scritto Roberto M. qui sopra. Non sempre sono d’accordo con i contenuti delle tue analisi ma sempre condivido il tuo atteggiamento e il tono, che dovrebbe essere scritto nel dna di tutti i ns. dirigenti : se vogliamo essere un grande partito con anime diverse all’interno il dibattito deve cercare di essere costruttivo, spesso dalla base (blog e strumenti vari) per arrivare ai vertici i toni sono opposti come atteggiamento. Ti auguro buon lavoro. Per finire avrei una domanda : è proprio necessario ospitare commenti come quello di Mara Casetti qui sopra? Tanti auguri per la tua nuova avventura.

  16. scalpha ha detto:

    @andrea: Mara Casetti è in realtà un noto troll i cui commenti spessisimo cancello. In questo caso si è anche molto trattenuto.

  17. roberto ha detto:

    Molto bella questa riflessione mah!!!!!!!!!!!!,adesso?………,per prima cosa Bersani dovrebbe dimetersi, pur avendo tutta la mia stima e lascare posto ad un’altro ,a chi?……..direi Renzi, poi si vedrà.

  18. Annamaria ha detto:

    Caro Ivan, condivido le tue riflessioni, sono orgogliosa che tu sia stato eletto nella mia Puglia. Sei proprio una bella persona.

  • Elezioni Regionali Puglia Scalfarotto Presidente

  • Ivan Scalfarotto

    Deputato di Italia Viva e Sottosegretario di Stato al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. È il fondatore di “Parks - Liberi e Uguali”.