25 settembre 2012

Io sto con Matteo Renzi

Appunti

Credo che l’Italia abbia bisogno di speranze, di tornare a credere in se stessa, di convincersi che ha in sé tutte le energie per uscire fuori dalla situazione in cui si trova. La politica per me è tutto il contrario di quello che vediamo in questi giorni. È impegno civile, energia e lavoro messi a disposizione di un’idea di paese. E il lavoro in un grande partito è il modo più efficace per proteggere la democrazia e le istituzioni.

Penso che il PD sia stata un’idea rivoluzionaria per la sua grandezza, che si è in parte rinsecchita e rinchiusa in se stessa strada facendo. Ha lasciato la sua ambizione di parlare all’intero Paese e ha a tratti adottato, con la crisi, il ruolo della parte in un conflitto. La mia idea è che le primarie siano una splendida occasione: non per dividersi in mille rivoli di appartenenze ma per parlare alle tante Italia che guardano a noi con speranza e dimostrare di quante buone idee siamo capaci.

Ho provato in questi anni a costruire ponti. Mi diverte assai di più trovare ciò che mi unisce ai miei compagni di lavoro, anche quelli dalle posizioni più distanti, da ciò che da loro mi divide. Ho sempre cercato vie che fossero immediatamente comprensibili. Come nel traffico, anche in politica la prima misura di sicurezza è quella di fare sempre manovre prevedibili per chi è dietro di te.

È per tutte queste ragioni che ho deciso di dare una mano a Matteo Renzi alle prossime primarie.

Matteo rappresenta plasticamente in questo momento quella proposta di innovazione per la quale ho lavorato, insieme a tanti altri, per molti anni. E oggi è la persona più in grado di raggiungere quell’obiettivo. Il rinnovamento non è una parola vuota: se si può innovare significa che il sistema è contendibile e aperto; se le chiavi dell’armadio passano di mano, nessuno può costruirsi uno scheletro, in quell’armadio.

Rinnovamento è leggere il proprio tempo con gli occhi di chi lo vive. Comprendere che parole quali Europa, donne, informazione, lavoro, famiglia hanno un senso completamente diverso oggi da quello che rivestivano venti o trenta anni fa. E che quando usiamo quelle parole, quando su quelle parole costruiamo politiche e leggi, ci riferiamo a realtà che si sono profondamente modificate.

Renzi rappresenta poi una linea economica che è quella che sento più mia. Il PD ospita in sé, com’è giusto e normale per un grande partito occidentale, anime diverse. Oggi, l’anima riformista nel nostro partito è in sofferenza e il programma di Renzi – perché esiste: basta leggerlo – è un programma schiettamente riformista, che parla senza equivoci a tutti i riformisti.

Ridurre il debito pubblico anche attraverso significative dismissioni, sostenere scelte strategiche per la crescita individuando il modo di finanziarle in modo rigoroso, parlare di merito, semplificare, rendere l’Italia un luogo attraente per gli investimenti stranieri, accettare l’ineluttabilità della riforma delle pensioni e la necessità di regole semplici e universali per il mercato del lavoro non sono posizioni di destra. Sono strumenti diversi e nuovi, rispetto a quelli tradizionali, per raggiungere obiettivi di sinistra: equità, dignità, una società nella quale ciascuno possa sostenere le proprie aspirazioni.

Renzi, poi, parla alle persone dentro e fuori dal partito. Io non credo sia una minaccia: credo sia una fortuna. Per troppo tempo abbiamo considerato l’elettorato italiano più simile a una tifoseria legata a una maglietta da un rapporto di fedeltà simile a una fede che a una moltitudine di adulti in grado di formarsi un’opinione e di mutare quell’opinione nel tempo, se messi davanti a buone proposte.

Soprattutto in un momento in cui la politica è così priva di credito, poter rafforzare una voce che ha la capacità di essere ascoltata al di là degli steccati, quelli ideologici e quelli di partito, mi pare una grande opportunità per chi, come me, pensa che la politica sia una delle attività più nobili e alte che sia dato di intraprendere. E che la politica debba continuamente lasciarsi giudicare e contaminare dal mondo che la circonda, senza averne paura.

Qualcuno mi farà sicuramente notare che Renzi proviene da una cultura politica diversa dalla mia, e che le sue posizioni in tema di diritti civili non sono sempre state in linea con le mie. Il fatto oggi è che il programma di Renzi adotta le civil partnership, in modo ancor più netto di come descritto nella carta degli intenti del partito. Mi basta? No. Io resto per il matrimonio. Così come non mi bastano le posizioni di Renzi sulle adozioni, specie dopo le dichiarazioni recentissime di Giuliano Pisapia.

Ma io credo che in politica sia doveroso semplificare, trovare il tratto comune, e poi lavorare per cambiare. Persuadere, spingere. E anche ascoltare, però, senza pretendere di aderire soltanto a chi la pensa su tutto al 100% come te. Del resto è per questo che abbiamo fondato il Partito Democratico scommettendo sulla sintesi tra culture, percorsi e storie diverse.

Ed è per questo che mi sono sforzato in questi mesi di convincere molti compagni e compagne di strada, quelli con cui ho fatto un lungo percorso in questi anni, ad unirsi a quello tra di noi che mi pare oggi nelle migliori condizioni per incidere nella realtà nel senso che insieme abbiamo sempre auspicato. A superare le differenze e le legittime aspirazioni per costruire un gioco di squadra che rispondesse alle attese di chi in tanti anni ha riposto in noi le proprie speranze, le proprie aspettative. Non mi è particolarmente riuscito, ma mi consolo pensando che queste primarie siano solo una tappa di un cammino che non potrà che restare condiviso.

Mi piacerebbe che la politica diventasse un’attività più ispirata alla logica di ciò che ci pare giusto invece che soltanto a ciò che ci pare utile. In fondo sta semplicemente in questo la ragione della mia scelta di oggi, che resta una scelta di impegno per il nostro Partito e per il nostro Paese.

41 risposte a “Io sto con Matteo Renzi”

  1. Barbara ha detto:

    Una scelta come sempre coerente e coraggiosa. Grazie di esistere, Ivan 🙂

  2. pietro ha detto:

    Matteo Renzi,sposta l’asse del PD verso la destra, quindi verso Berlusconi.

  3. Franco Pauletto ha detto:

    Io invece sto con Laura Puppato: la sua proposta mi sembra più genuinamente progressista, il personaggio più trasparente.

  4. Barbara ha detto:

    @Franco, ha qualche chance? Perché non è che stiamo facendo un congresso e che quel che sceglieremo – al di fuori del vincente – cambierà qualcosa, anche se solo nel PD. A questo giro le candidature terze servono solo a salvarci la coscienza – di noi elettori – risparmiandoci la fatica democratica di scegliere qualcuno che abbia rilevanza. Perché a questo giro, arrivare secondo già conta poco, gli altri nulla.
    Certo, sarebbe stato bello avere un candidato unico dell’area innovatrice, e Ivan ci ha provato per anni. Ma come vedi non è successo.
    Io credo che a noi elettori, a questo giro, spetti anche di insegnare ai “giovani innovatori” che la prima cosa che occorre, per contendere all’establishment la guida del partito e del paese, è accantonare le differenze fino a che non si sia riuscito a mandare a casa una classe dirigente che si autoconserva e che fin qui ha pure fallito, per poi in seguito ritrovare ognuno le proprie legittime differenze. Altrimenti ci terremo D’Alema forever, perchè loro sì che sono capaci di farlo. Ti pare che quelli che si stanno schierando con bersani, tutti, abbiano le sue stesse posizioni? ma manco per niente! E’ che sanno per certo che Bersani comunque salvaguarderà le loro posizioni di potere, perché questo è il patto che non si riesce a scardinare. Stavolta ne abbiamo la possibilità: usiamola.

  5. Alessandro Bocchetti ha detto:

    … E io ti seguo, Ivan!
    Ieri ero a Roma ad ascoltare Matteo, e quello che mi porto dentro è che magari a questo giro ce la facciamo a far saltare il tavolo….
    Ciao A

  6. idelbo ha detto:

    Caro Ivan…ti leggerò , ma non ti seguo!

  7. paola zanotto ha detto:

    Bravo Ivan! condivido la tua scelta! Per portare nei fatti ciò che il programma si pone come ambiziosi obiettivi, il tuo contributo in questa campagna credo sarà importantissimo, oltre che per le primarie stesse, Grazie!

  8. stefano ha detto:

    adesso dopo i sondaggi positivi per Renzi tutti sul carro del probabile vincitore? Meglio tardi che mai comunque

  9. Oscaruzzo ha detto:

    Ma se volete una politica liberista non fareste meglio ad andarvene in un qualche partito liberista e/o di destra invece di continuare a distruggere la sinistra italiana? Grazie.

  10. Marco ha detto:

    No, Ivan, io invece non sto con Matteo Renzi, e mi stupisce che ci stia tu. Non ho dimenticato, e credo che anche tu la ricordi la polemica di Renzi contro la CGIL sull’apertura dei negozi il primo maggio, in cui riuscì a sostenere – non so se per ignoranza o per malafede – che così i lavoratori dei negozi avrebbero potuto SCEGLIERE se lavorare o meno quel giorno. Credo che tu, venendo dal settore delle Risorse Umane, sia pienamente in grado di vedere l’assurdità di questa affermazione. Non possiamo ritrovarci con un segretario che “per principio” voglia far pagare la crisi ai più deboli, ai lavoratori, mentre assumeva in posti dirigenziali alla regione e poi in comune i suoi amichetti senza alcuna qualifica per le funzioni dirigenziali in cui li piazzava.

  11. Filippo ha detto:

    Bravo Ivan, analisi lucida e generosa come al solito.

  12. scalpha ha detto:

    @Oscaruzzo: La sinistra liberale esiste in tutta Europa. In Italia diventa destra.

  13. scalpha ha detto:

    @Marco. Quando mi spiegherai perché il cameriere di una pizzeria può e deve lavorare il primo maggio (così come il medico dell’ospedale e l’autista dell’autobus) mentre il fatto che il primo maggio lavori il commesso del negozio di scarpe diventa un attentato ai diritti dei lavoratori.

  14. scalpha ha detto:

    @Stefano. Tutti chi, scusa?

  15. Lorenzo Sturpino ha detto:

    Ottima scelta! E’arrivato il momento di aprire le finestre e dare aria a questo paese. Non per essere monotono, Ivan, ma condivido pienamente la tua scelta. Credo che Renzi rappresenti in questo momento l’unica alternativa realisticamente possibile, vincente e nello stesso tempo innovativa. E sinceramente non capisco certi arroccamenti ideologici che non fanno altro che perpetuare certo conservatorismo di sinistra.

  16. Gianni Tendola ha detto:

    Sono d’accordo che la candidatura di Renzi sia l’unica che possa cambiare il PD e avvicinarlo alla gente, perchè rappresenta la discontinuità di un PD rimasto chiuso in se stesso e più simile agli altri che convergono per essere autoreferenziali e difensori di rendite di posizioni che hanno finito per provocare l’attuale ondata di antipolitica.
    Gianni Tendola. La Spezia

  17. pam ha detto:

    L’unica cosa che non mi torna è questa “e poi lavorare per cambiare. Persuadere, spingere”, ecco Renzi non mi pare proprio la persona che possa cambiare..anzi il contrario, che può essere un bene perchè non si fa tirare la giacchetta ma dell’altra…forse “democratico” non lo rappresenta molto. Però spero che tu abbia ragione per te e per chi crede in lui.

  18. AndreaB. ha detto:

    Non ho ancora fatto la mia personale “scelta” in quanto sto ancora cercando di capire e studiare.
    Ma condivido in pieno ed apprezzo molto l’impostazione mentale che ha spinto Ivan a fare la scelta che ha fatto.

  19. stefano ha detto:

    Mi riferivo al fatto che da qualche giorno ho l’impressione che ci sia meno paura nel PD di dire sto con Renzi, additato come il diavolo o un ragazzaccio. Se mi sbaglio riguardo a te chiedo scusa sin da ora. Non conoscevo le tue posizioni che oggi leggo e condivido. Un saluto.

  20. Michela ha detto:

    Avevo deciso ieri che avrei votato Renzi alle primarie, non convinta su tutto quello di cui parla e di come ne parla. Ma convinta che sia l’unico modo per cambiare qualcosa. E che sia’ l’unica possibilità che il PD ha di farcela da solo. Poi quando ho visto il tuo post…. mi sono ancor più compiaciuta della mia scelta.

  21. Marco ha detto:

    @Ivan, forse perché l’acquisto di un paio di jeans o di scarpe non è un servizio essenziale? Per la stessa ragione per cui i carabinieri sono in “servizio permanente effettivo” ed i salumieri no? Ti stimo troppo per prendere sul serio risposte come quella che hai dato!

  22. scalpha ha detto:

    @Marco. Ottimo. La pizza è essenziale. Solo la Margherita, immagino. la Quattro Stagioni è già superflua. Scherzi a parte, chi decide cosa è essenziale? Cosa è essenziale alla nostra economia e al nostro turismo in una città patrimonio del mondo come Firenze? Pensi che in centro a Londra o a Parigi i negozio chiudano?

  23. lilia ha detto:

    Una scelta generosa e coraggiosa. Sono orgogliosa di stare nel PD insieme a te.Buon lavoro.

  24. Marco S. ha detto:

    @Marco. A prescindere dal candidato che tu sceglierai di votare alle primarie (dai tuoi commenti immagino non sara’ Renzi) per e’ importante che il PD superi questo vedere il mondo con il prosciutto sugli occhi. Il tuo commento sul Primo Maggio personalmente mi fa cadere le braccia. Di questa sinistra che mette al primo posto simbolti e tradizioni e poi solo dopo PENSA con la propria testa non se ne puo’ piu’. Votero’ per Renzi sperando che contribuisca nel lungo termine a superare questo modo di ragionare sulle cose.

    @Oscar: Non esiste solo il tuo modo di pensare la sinistra. Se non riesci a vedere la gigantesca differenza tra un Renzi e un Berlusconi forse non hai guardato (o meglio ascoltato) con la necessaria attenzione.

  25. anellidifum0 ha detto:

    Bravo Ivan, ho scelto anche io Renzi tempo fa, anche se per motivi diversi dai tuoi. Ma in generale quello che scrivi in questo post è assai condivisibile ed è frutto di senso di realtà.

    Per me, che sono socialista e laico, Matteo Renzi è distante assai come cultura politica di provenienza. L’immagine che si è data è pure lontana da quella che mi garba vedere nei politici. Tuttavia alcune sue proposte politiche, assieme alla imperativa necessità di mandare a casa la cricca che regge il PD-DS-PDS almeno dal 1991 se non prima, è la cosa che mi convince. Assieme al fatto che la riforma delle pensioni per me non va toccata e che nell’operato del governo Monti io vedo più luci che ombre, anche se pure lì mi sarei aspettato di più e di meglio.

    Cmqe è chiaro che la corsa è a due: Bersani (con Bindi & co) oppure Renzi. Non ci sono altri veri candidati, e occorreva sceglierne uno fra questi due. Quindi, ben fatto, Ivan.

  26. Jacopo ha detto:

    mi sembrano argomentazioni grezze e di destra. il cameriere della pizzeria lavora perchè, il primo maggio essendo una giornata di festa, un locale come una pizzeria non può non essere aperto; gli esercizi commerciali di quel tipo fanno più soldi proprio nelle giornate di festa; o no? (il cameriere poi starà a casa un’altra giornata, se è pagato in regola; se invece è pagato in nero, è un altro discorso); e mettere sullo stesso piano questa situazione rispetto a quelli svolgono un servizio pubblico (medici, autisti) è una semplificazione che non ci si aspetta da un vicepresidente di un partito col 2o e passa per cento dei voti. la “sinistra liberale” è ormai, quella sì, in naftalina; vedi la fallimentare esperienza di blair, che di fatto ha continuato a fare la politica che faceva la thatcher e poi giustamente i laburisti hanno perso le elezioni, e quando si è trattato di scegliere il nuovo segretario, il favoritissimo david milliband, troppo blairiano, è stato sconfitto a sorpresa dal fratello ed, ritenuto (più) di sinistra. renzi è vecchio: nei toni, nei modi,, nel suo nuovismo sterile, nel suo populismo sciatto. insomma, è il leader ideale per il pd!

  27. anellidifum0 ha detto:

    Jacopo, la “sinistra liberale” è quella di Obama, oggi. E’ stata quella di Zapatero, di Blair, che mi pare abbiano governato a lungo in Spagna e UK, e se dici che non trovi differenze fra la politica economica della Thatcher e quella di Blair, che dirti, si vede che Blair è stato così abile da convincere qualche decina di milioni di inglesi laburisti a votare più volte per le politiche economiche della Thatcher. Un genio del male? O forse ci sarà qualche differenza fra le due politiche? Ivan spesso è più “liberista” che di “sinistra liberale” ma fa sempre in tempo a rivedere certe sue posizioni un po’ troppo da Partito Liberale, anziché da Partito Socialdemocratico, per parlare con termini comprensibili a tutti.

  28. […] e io arriviamo alla stessa conclusione, pur partendo da punti di vista differenti. Un PD sotto Renzi, per altro, potrebbe portare alla […]

  29. Jacopo ha detto:

    quanto a obama, non saprei. diciamo che rispetto agli standard americani è ben poco “liberale” (per fortuna, aggiungo io), visti gli interventi pubblici, consistenti e necessari che la sua amministrazione ha varato in questi anni. poi, ammetto, non condivido più di tanto il mantra “bisogna convincere gli altri a votare per noi”: perchè un conto è se l’altro cambia idea lui, si convince di aver votato “male” in passato, e “viene da te”; ma se per convincere un elettore di destra a votare per te, ti metti a dire ciò che lui vuole sentirsi dire, cioè cose di destra, o a trattarlo come lui vuole (e in effetti renzi mi pare tratti il suo “pubblico” esattamente come “un bambino di dieci-undici anni, neanche troppo intelligente”; berlusconi docet), allora questa non è più politica, ma diventa campagna acquisti. infine zapatero e blair: il primo ha perso di schianto le elezioni inchiodato proprio dalla sua politica economica, con molti elettori socialisti o a casa, o a votare per izquierda unida, o a ingrassare le fila degli indignados. per quanto riguarda blair, io su internet uso citare due riflessioni, se così si possono chiamare. una è di nick hornby, molto intelligente: “io i laburisti li ho sempre votati; però con blair non ho capito perchè io, che sono uno scrittore famoso, devo pagare in proporzione meno tasse di un operaio o di un membro della classe media; questa non è una misìura di sinistra; ne consegue che quello di blair non è stato un governo di sinistra”; la seconda, e mi tocca scendere un po’ di livello (ho una insana passione per gli oasis che mi perseguita dai tempi del liceo), è di noel gallager: “ho sempre votato i laburisti. poi finalmente li ho visti andare al governo e fare le stesse cose che facevano i conservatori. non li voterò più”. voi state descrivendo come nuove e rivoluzionarie ricette rivelatesi fallimentari, e che sono state sepolte in primo luogo dagli elettori; in più propinate da un soggetto che, più che a blair o a zapatero, assomiglia pericolosamente, nello stile e nel vuoto di contenuti, a berlusconi. mah…

  30. enzo lodesani ha detto:

    Bravo Ivan! Aspettavo questa tua dichiarazione.

  31. Doriano ha detto:

    Si spera caro Ivan che il confronto nei circoli sia costruttivo.Certo le dichiarazioni del coordinatore Reggi “manco Ceausescu” e anche in questo blog “mandare a casa la cricca P:D:-DS-PDS ” non fa’ ben sperare. Doriano.

  32. […] sto con Matteo Renzi – Ivan Scalfarotto http://www.ivanscalfarotto.it/2012/09/25/io-sto-con-matteo-renzi/ "…rendere l’Italia un luogo attraente per gli investimenti stranieri, accettare […]

  33. Oscaruzzo ha detto:

    @Marco S. Chi ha detto che non riesco a vedere la differenza tra Renzi e Berlusconi? Berlusconi non e` di destra, ne` liberista, e` solo Berlusconiano. Renzi invece e` un liberista (come Monti, per intenderci).

    @Ivan: la sinistra liberale esiste, ma qua si spaccia un liberista per un liberale.

  34. Nik ha detto:

    liberista, liberale…parole.
    Io credo che Renzi come gli altri vadano giudicati per le idee ma soprattutto per i fatti che queste idee generano e che producono nell’azione politica.
    Renzi avrà tanti difetti, ma è uno che governa, che tiene la barra del timone, che non le manda a dire. E imho governa anche bene, a Firenze.
    Pertanto, giudichiamolo dalle idee ma sopratutto dai fatti, e non da come si pone nelle interviste o nelle apparizioni televisive. E non se “pare” liberista, berluschino o altro…

  35. Matteo ha detto:

    Con questa dichiarazione dimostra tutta la sua integrita’ e onesta’. Questo le fa un grandissimo onore. Era un dovere nei confronti degli elettori del PD. Quegli elettori, e sono sicuro che siano la stragrande maggioranza, che votano il PD convinti che sia un partito socialdemocratico e che tuteli la garanzia da parte dello stato di servizi essenziali.
    La piu’ grossa delle inconsistenze che caratterizza il suo partito sta proprio nella divisione economica interna tra liberisti e socialdemocratici.
    Cio’ che ancor di piu’ non ha senso e’ che si contino sulle dita di una mano i parlamentari del PD di ispirazione liberista che appoggiano dichiaratamente Renzi il quale con altrettanta coerenza ha espresso in maniera chiara le proprie posizioni in materia economica. Non ha senso che gli altri parlamentari di ispirazione liberista appoggino Bersani. Ha senso solamente se si giudica la loro posizione in un’ottica elettorale. Di “attaccamento alla poltrona”, direbbero alcuni. Mi pare evidente, come lo si puo’ desumere dai commenti qui sopra e da quelli pubblicati su Il Post che alcuni e-lettori siano rimasti spiazzati dalla sua dichiarazione. Non mi stupisco e questo conferma quanto da me affermato sopra: il PD e’ visto dalla maggiorparte degli elettori come un partito socialdemocratico.
    Il rischio di esternazioni quali la sua e’ proprio quello di perdere una parte consistente di elettorato. Lei ha affrontato questo rischio con integrita’ e coraggio. Dovrebbero fare altrettanto i suoi colleghi di partito.
    Coprirsi dietro la facciata socialdemocratica di Bersani mi pare una vigliaccata e rende poco credibile l’azione di Bersani stesso il cui imbarazzo si traduce in dichiarazioni programmatiche incomprensibili.
    Non dico che i liberisti che supportano Bersani dovrebbero invece sostenere Renzi. Dico solo che le loro idee dovrebbero essere chiare agli elettori. E che l’eventuale programma di Bersani dovrebbe essere una sintesi delle due anime economiche che lo sostengono.
    Quanto al candidato liberista (liberale e’ un’altra faccenda) da lei sostenuto: sono convinto che lei, come la stragrande maggioranza (ahinoi) dei parlamentari, non abbiano idea approfondita di cosa sia l’economia, della struttura monetaria dell’Euro (macroeconomia), e della efficenza di alcune teorie economiche piuttosto che di altre. Immagino che lei si fidi di economisti che conosce e che a loro vengano delegate le decisioni in materia economica. Questo purtroppo ripone in questi economisti un potere enorme. Loro influenzano i politici e i parlamentari che molte volte votano delle leggi senza capire cosa siano.
    Tra gli economisti stessi, non essendo l’economia una scienza esatta, esistono delle enormi diatribe sul cosa sia piu’ efficiente o meno. Io credo che anche in materia economica, come qualsiasi altro settore, il politico debba operare una sintesi tra diverse visioni in modo da adottare una linea che meglio rispecchi quelli che sono i propri ideali. Io non credo sinceramente che il valore della equita’ da lei giustamente rivendicato come valore della sinistra si sposi bene con una certa forma estrema di liberismo. Per l’esattezza non si sposa bene, a mio modo di vedere, in tutte quelle situazioni in cui l’individuo non si possa definire come “consumatore” ma piuttosto come “paziente”, “studente”, “disoccupato” e “padre di famiglia”. Il liberismo e l’ottica del profitto in quelle situazioni non garantiscono equita’. E nemmeno dignita’ o pari opportunita’.
    Io non credo che sia poi cosi’ difficile per chi siede in parlamento o chi si occupa di politica cercare di avere una opinione propria in materia di economia. Gli economisti molte volte si schierano su posizioni molto nette e in antitesi tra loro e le mantegono e sostengono molto spesso in un’ottica campanilistica. Spero che lei abbia valutato tutte le possibili teorie economiche moderne e abbia compiuto quella sintesi che gli economisti non sono in grado di operare e che a mio modo di vedere ogni buon politico dovrebbe fare.
    Complimenti ancora e buona fortuna per la campagna elettorale.

  36. Marco ha detto:

    No, io non sto con Matteo Renzi. Renzi è la continuazione del modello berlusconiano : apparenza, liberismo, superficialità.

    Io credo che la crisi economica che investe l’Italia abbia bisogno di una sinistra vera, che torni a parlare di ridistribuzione e di transazioni sulle attività finanziarie. Scimmiottare quella destra liberista che ha fatto tanto male all’Europa e al mondo, proprio mentre la Francia con Hollande riscopre la giustizia sociale, mi sembra suicida.

    Mi delude Scalfarotto nel seguire questo personaggio, cosi’ clericale (è vicino a CL), antipatico e artificiale. Io voglio una sinistra

  37. AndreaB ha detto:

    D’accordo con Nik che le parole liberale, liberista ecc… abbiano un senso relativo. Non nel senso che siano parole vuote ma nel senso che i concetti di liberale, liberista ecc… sono concetti prima di tutto ovviamente soggettivi (anche gli economisti hanno idee diverse su quello che e’ o non e’ liberista) e poi anche concetti molto ampi. Per cui spesso l’uso di queste parole porta ad etichettature molto secche ed approssimative.
    Dal mio personale e modesto punto di vista un certo tipo di liberismo (quello all’incirca di cui parlano ad esempio Giavazzi ed Alesina nel loro “Il libersimo e’ di sinistra”) sarebbe auspicabile se si hanno veramente a cuore certi ideali considerati di “sinistra”.

  38. silbi ha detto:

    “Mi piacerebbe che la politica diventasse un’attività più ispirata alla logica di ciò che ci pare giusto invece che soltanto a ciò che ci pare utile. In fondo sta semplicemente in questo la ragione della mia scelta di oggi”
    Ecco, a me pare proprio il contrario.
    Hai scelto di stare con il candidato che può vincere, che ha i soldi e l’organizzazione dietro, anche se non la pensi come lui.
    Non sono d’accordo. Per me, il fine non giustifica mai i mezzi…

  39. Andrea ha detto:

    L’intervento è interessante per la profondità degli argomenti, anche se dissento (io alle primarie voterò Bersani). A mio avviso i temi centrali sono due. 1) il PD ‘cardine’ di una coalizione di centro sinistra non può prescindere da una visione maggioritaria del sistema elettorale, se manca questa manca la ns ragione di esistere. La visione maggioritaria deve essere quella che per noi è migliore negli interessi del Paese e diventare imprescindibile nel ns modo di fare politica. 2) nella visione maggioritaria del Paese il punto centrale e distintivo del centrosinistra sono le regole economiche uguali per tutti (come il liberale Einaudi insegnava) ma soprattutto l’attenzione al welfare. A mio modesto avviso il punto di programma di Renzi sul welfare è contradditorio e non dice nulla. Inoltre riguardo al primo punto non getta ponti, non unisce ma è nato per dividere. Per questi motivi voterò Bersani

  40. Ilaria ha detto:

    🙂 anche io sto con Matteo. Lo seguo da più di un anno, ho avuto la possibilità di ascoltarlo in più occasioni, di parlargli e guardarlo dritto negli occhi e quello che ho ascoltato e ho visto mi è piaciuto moltissimo. La mia speranza, circa le sorti del mio Bel Paese, era ridotta in cenere da anni ed anni di umiliazioni internazionali, di disoccupazione e continui furti da parte dei politici a scapito dei cittadini. ADESSO! il mio entusiasmo è rinato, e per la prima volta nella mia vita sento il bisogno e la possibilità concreta di dare una mano per cercare di cambiare l’Italia, ADESSO!

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