16 Gennaio 2011

Gli annunci domenicali di Enrico Letta

Appunti, Comunicati stampa

Siamo alle solite. Ci sciroppiamo 8 ore di direzione nazionale per stabilire delle cose, giuriamo e spergiuriamo che le discussioni le faremo nei luoghi deputati e non sulle pagine dei giornali e poi, voila, il vicesegretario del partito Enrico Letta annuncia l’alleanza con Casini dalle colonne del Corriere della Sera. Come si fa a non rispondere?

“Letta Vicesegretario PD rispetti le scelte della Direzione Nazionale del partito”, nota congiunta dell’on Sandro Gozi e Ivan Scalfarotto.

“E pensare che giovedì in direzione nazionale Bersani aveva invitato a rispettare le decisioni del partito ed evitare polemiche sugli organi di stampa! L’invito del Segretario era pieno di buon senso, forse Letta in quel momento era distratto o altrove”. Così l’on. Sandro Gozi e il Vicepresidente del Partito Ivan Scalfarotto hanno commentato l’intervista di Enrico Letta apparsa oggi sul Corriere della sera.

“Il Vicesegretario Letta non esprime certamente la posizione emersa dalla direzione nazionale – precisano i due esponenti del PD. In quell’occasione infatti abbiamo deciso di ripartire dagli italiani, dai loro problemi e dalle nostre proposte al paese, ribaltando l’approccio politicista delle alleanze, del ‘dimmi con chi vai e ti dirò chi sei’ che ha tormentato il PD in questi mesi. Proposte che verranno identificate in modo chiaro e concreto dopo l’assemblea nazionale di Napoli, dedicata al tema centrale dei diritti civili e delle libertà personali. Su quella base dialogheremo con le altre opposizioni e sceglieremo il leader della coalizione con le primarie, la cui importanza la Direzione nazionale ha confermato, su nostra richiesta. E soprattutto – sottolineano Gozi e Scalfarotto – la direzione non ha deciso di sostituire l’alleanza con Vendola con quella con Casini, al contrario di quanto oggi inopinatamente sostiene Letta”.

“Il Vicesegretario Letta è rimasto evidentemente impantanato in una querelle ideologica del secolo scorso e riduce il PD a una mera fusione tra ex DS ed ex popolari – concludono il deputato e il Vicepresidente PD. Il problema è invece proprio quello di proporre agli italiani una visione del paese radicalmente innovativa offerta da un partito democratico aperto alle diverse culture del centrosinistra e all’intera società italiana”.

9 risposte a “Gli annunci domenicali di Enrico Letta”

  1. Davide Folino ha detto:

    Io guardo al centro-sinistra.
    Letta guarda a Casini, di conseguenza al Terzo polo, perciò al nuovo centro-destra deberlusconizzato.
    Io continuerò a guardare al centro-sinistra.
    Enrico Letta non sarà mai più un mio punto di riferimento.

  2. Monica Nardi ha detto:

    Come si fa a non rispondere? Magari si prova a concentrarsi aul merito delle questioni poste. Vendola lo fa? Federalismo, rilancio della competitività, proposte concrete per i giovani. Vi siete innamorati della retorica vana e velleitaria di un piccolo profeta parolaio e avete perso di vista buona parte del dibattito sul profilo identitario del pd. Letta dal 2007 porta avanti una visione del progetto democratico così come esso era stato disegnato nelle sue prime intuizioni da andreatta e da prodi nella prima metà degli anni 90. Partito POST-IDEOLOGICO, nessuna continuità con la logica degli ex (ex ds ed ex margherita), mescolanza vera e rinnovamento. In virtù di questa impostazione si candidò alle prime primarie del pd mettendo su una rete in 15 giorni, contro le scelte fatte, quelle sì dirigisticamente, da entrambe le segreterie dei partiti fondatori, pronte a sostenere la candidatura unica e plebiscitaria di veltroni. Torniamo a ‘leggerci’, a studiare, a confrontare idee anche diverse con spirito costruttivo. Vendola è contagioso anche in questo: banalizza tutto, radicalizza tutto, non entra mai nel merito delle politiche pubbliche e quando lo fa, come nel caso specifico degli emendamenti alla riforma gelmini, prende dei clamorosi strafalcioni tecnici che però passano inosservati perchè tutti si concentrano sulle sue odi estrose all’orecchino ‘punctum’ à la Barthes (sic)

  3. Meursault ha detto:

    Eh Scalfarotto mio…
    Nascere di sinistra e ritrovarsi valletti dei preti. Che amaro risveglio…
    A parte i soliti vaneggiamenti delle “alleanze condivise e del progetto allargato alla lettura interiore”, se propongono l’asse cuffaro-ratinger lei che pensa di fare? Rimanere sul Titanic?
    Ma a sto punto perchè Enricuccio non ha proposto l’alleanza con lo zio? Tanto lì è diretto…
    Facci sapere Ivan che ti lanciamo un salvagente.

  4. Monica Nardi ha detto:

    Ma che noia, Meursault. Cuffaro, Ratzinger, lo zio. Nessun argomento più convincente, eh? Mamma mia, fa passare la voglia di parlarsi. Ma non vi annoiate anche voi a dire sempre le stesse cose, peraltro così scontate e fuori bersaglio?

  5. alessandra calise ha detto:

    Io non credo che Enrico Letta abbia parlato attraverso i giornali. innanzitutto la linea lettiana, a differenza di quella di altri, è sempre stata chiarissima. Alleanza con il Centro di Casini, con l’unico fine di mandare a casa Berlusconi. E’ questo il punto: mandare a casa Berlusconi, e i suoi aggiungo. E’ importante specificare questo perchè mentre tutte (e sfido a trovarne una che non lo sia) le interviste e le dichiarazioni di Enrico Letta siano tagliate su qyesto aspetto, lo stesso non può dirsi di Vendola, che non perde una sola occasione per farsi propaganda elettorale. E questo non è ammissibile. Il PD, tra l’altro, ha già avuto un leader bravissimo nella retorica, che però ha mollato il partito in un momento delicatissimo a livello storico e politico. E a rimboccarsi le maniche per risollevarlo non è stato certo vendola che un partito suo ce l’ha e lo usa solo quando vede che il PD gli fa spallucce. Non è ammissibile, da uno che si proclama futuro leader del centro sinistra, un atteggiamentoe del genere. Coloro che ci cascano, evidentemente, sono prede di facili affabulazioni, ma la storia, soprattutto quella di questi giorni, ci insegna che chi ci casca rimane fregato.

  6. Claudia Geraci ha detto:

    avrei due, banali, domande.
    1. Vendola è, dunque, “il popolo” da cui dobbiamo ripartire? o forse “il Popolo” per eccellenza? (occhio alle similitudini tra queste definizioni e quelle della parte avversa…)

    2.quali sono i miracoli Vendoliani, voglio dire, che ha fatto Vendola per l’Italia finora? Cosa motiva la fedeltà incondizionata dei suoi? Cosa porta lunghi e storici percorsi politici a infatuarsene ( a parte la speranza di avere un posto nell’eventuale spartizione) e soprattutto, cosa vi fa credere che se perderà le primarie/elezioni/altro non vi abbandonerà su due piedi per fare il suo partito personale (esattamente come ha fatto in passato)?

    D’accordo, è abile nell’usare le stesse (non erano deprecate?) tecniche di Berlusconi. E infatti i suoi seguaci sono proprio come i giovani azzurrini dei primi tempi. Ma non ci stavamo mettendo una vista a sbattere fuori uno così? Ce ne dobbiamo per forza cercare uno uguale?

  7. alberto anonioli ha detto:

    consiglio di lettura

    Nichi, l’acqua calda della sinistra

    http://www.ilsecoloxix.it/p/cultura/2011/01/17/ANweOIdE-sinistra_acqua_calda.shtml?hl

  8. Fabio ha detto:

    “Le dichiarazioni di Letta non rappresentano la linea del partito”. Una nota firmata da 2 suoi esponenti invece sì, all’unanimità.

  9. Anellidifum0 ha detto:

    Datemi del pessimista, ma secondo me alla fine il PD si allea con l’UDC proprio come sostiene Letta Enrico. E non come vorrebbero Ivan e Gozi.