14 Ottobre 2013

Curare l’infezione, non i suoi sintomi

Appunti

Non capisco tutte le polemiche che si sono scatenate sulle parole di Matteo Renzi sull’amnistia. Ieri l’ho ascoltato da Lucia Annunziata e le sue parole mi sono parse condivisibili: e lo dice uno che pensa che il tema delle carceri sia una vergogna nazionale. Non mi è sembrato che Renzi fosse contrario all’amnistia tout court, ma che denunciasse il fatto che in Italia, tra un’amnistia o un indulto e un altro, non accade assolutamente nulla.

Penso dunque che siano necessarie molte azioni, tra le quali assai probabilmente anche un’amnistia, ma che quest’ultima in tanto si regge in quanto sia accompagnata da riforme strutturali. Lo scandalo dei troppi detenuti in attesa di giudizio. Le troppe norme che in Italia creano una cultura della repressione penale, a cominciare dalla Giovanardi e dalla Bossi-Fini. Lo stato pietoso dell’edilizia carceraria.

E allora va bene ricorrere a provvedimenti straordinari, ma insieme ad essi si prendano finalmente decisioni di lungo periodo, destinate a curare le cause dell’infezione e non i suoi sintomi. Vale per le prigioni, vale per tanti altri aspetti della nostra vita civile e sociale.

6 risposte a “Curare l’infezione, non i suoi sintomi”

  1. Cristiano ha detto:

    Che caso, sto guardando in questo momento proprio quella trasmissione sul sito della RAI e stavo pensando esattamente la stessa cosa.

  2. piergiorgio ha detto:

    essì certo, però inizialmente renzi non ha detto proprio questo. Lui ha detto “clamoroso autogol ecc. ecc.” Poi, ad effetto raggiunto, si aggiusta il tiro, si contestualizza…sappiamo come vanno queste cose in politica. Per quel che mi riguarda sono d’accordo coi radicali che quando c’è un vero e proprio crimine in atto (e si può ben dire in senso tecnico non solo etico-politico visto che la Corte Europea dei diritti dell’uomo ha stabilito in una sentenza sorta da un caso italiano che il sovraffollamento in certe condioni, quali le nostre appunto, costituisce “tortura”) la prima cosa da fare è interrompere il crimine. Non ci si può sottrarre e stop.
    Si può benissimo invece, anzi SI DEVE, come giustamente dici tu, accompagnare l’amnistia, con riforme strutturali. Però tutte le volte che qualche politico salta su con questa ovvietà per non dire un “si” chiaro ala necessità dell’amnistia, mi verrebbe da dirgli, come avrei detto a Renzi: “bene fatele. Chi vi ha impedito di farle in tutti questi anni? e chi vi impedisce di farle? e chi vi ha detto che se fate l’aminstia non dovete fare anche le riforme strutturali?”.
    Quindi l’argomento è sostanzialmente inconferente. Perchè se significa che le riforme strutturali vanno fatte insieme con l’aministia siamo tuti d’accordo, e dipende solo dalla volontà politica di farle, duqnue è pleonastico.
    Se invece significa che NON SI PUO O NON SI DEVE FARE O NON SI E D’ACCORDO COL FARE l’aminstia SE NON SI FANNO INSIEME ANCHE QUELLE ALTRE COSE allora è sbagliato perchè non si può accettare ulteriormente il protrarsi indeterminato di un crimine che va interrotto il prima possibile subordinandolo alla realizzazione di quelle riforma: cose giustissime di per sé, ma se non vengono fatte per colpa dei partiti questa colpa non può essere pagata da chi subisce ed ha abbondantemente subito il crimine.

  3. piergiorgio ha detto:

    P.S. a scanso di equivoci sono un sostenitore e simpatizzante di Renzi e l’ho pure votato alle sfortunate primarie dell’anno scorso. Spero che vinca e gli faccio il mio in bocca al lupo. Quindi non c’è nesuna strumentalità personale nella mia critica (come invece ahimé in tanti dirigenti PD che si sono risvegliati d’un tratto da un lungo sonno scoprendo solo ora di essere a favore di aministia e indulto quando, almeno negli ultimi 2 anni, non hanno mai e dico mai neanche lontanamente sostenuto, incoraggiato, aiutato, ma nemmeno ascoltato o dato udienza sui media in qualche modo alla battaglia radicale).
    Tuttavia in questo caso penso Renzi abbia sbagliato.
    Nel merito si intende. Sul piano della corsa alla segreteria (e poi chissà…) invece certamente si è “posizionato” bene: un pò mi fa piacere lo ammetto ma comincio a temere che si abitui un po’ troppo anche lui alla strumentalità elettorale…I leader devono essere capaci di guidare…è l’unica speranza che ci è rimasta sarebbe davvero deludente vederlo smarrirsi.

  4. gustavo ha detto:

    Anch’io sono un sostenitore e un simpatizzante di Renzi pur essendo un elettore del Centro-Destra.
    Un partito come quello “Democratico” che nel 1989 si chiamava Partito Comunista e che negli anni successivi ha cercato di rifarsi una verginita’ cambiando nome e diventando prima PdS, poi DS e finalmente PD, conservando pero’ l’intero apparato dirigenziale “komunista” e campando solo e soltando di anti-berlusconismo, necessita ormai della svolta definitiva rappresentata dalla “social-democrazia” di Renzi che si ispira. purtroppo, alle moderne socialdemocrazie europee che si alternano con i Liberal-Conservatori nella gestione delle cose pubbliche.
    Dico “purtroppo” perche’ conosciamo i danni provocati dal “nuovo laburismo” (quello britannico e quello eutopeo) sia dal punto di vista sociale sia dal punto di vista economico.
    Spagna ed UK lo dimostrano in modo inequivocabile e la Francia di Le Pen (25% dell’elettorato) lo conferma altrettanto inequivocabilmente mettendo in evidenza la reazione dell’elettorato medio agli “aperturismi” socialisti di Hollande.
    Tuttavia, piuttosto di ritrovarmi ancora tra i piedi i sopravvissuti dell’era Komunista nella Sinistra italiana che si pone come alternativa alla Destra, la scalata di Renzi alla segreteria del PD rimane incoraggiante per tutti gli Italiani, di Destra moderata e di Sinistra moderata.
    A patto pero’ che il “nostro” Renzi si ricordi che troppo “socialismo”, troppo “aperturismo”, troppo “sinistrismo” fanno sempre il gioco della Destra come dimostra lo stallo della politica italiana dove la Destra, con o senza Berlusconi, rimane sempre una forza potenzialmente maggioritaria. E quando non e’ maggioritaria costringe ad umilianti pareggi la Sinistra obbligandola ad inghiottire rospi grossi come l’inciucio della Larghe Intese.
    Nei diciannove anni di “Berlusconismo” la Sinistra che Renzi NON rappresenta ha perso tre volte e per due volte ha pareggiato. In ogni partito “civile” questo avrebbe comportato le dimissioni in massa di tutto l’apparato dirigenziale. In Italia, INVECE, la vecchia Guardia Rossa non vuole cedere di un millimetro e contrasta la “perestroika” e la “glasnot” di Renzi con tutte le forze disperate che le sono rimaste.. Una posizione indubitabilmente reazionaria che conferma agli Italiani quando duro sia ancora lo zoccolo rosso della Sinistra italiana.
    Se Renzi riuscira’ nella titanica impresa contro i reazionari del vecchio PCI la politica italiana se ne trovera’ senz’altro avvantaggiata. Infatti, cosi come la Sinistra auspica una “vera” Destra spurgata del cosiddetto Berlusconismo, cosi la Destra auspica una “vera” Sinistra spurgata del Sinistrismo demagogico che la tiene ancorata al Ventesimo Secolo.

    Il rinnovamento della Destra italiana e’ gia’ in atto: Berlusconi sta uscendo di scena pur rimanendo un formidabile Asso nella Manica.
    Ci si aspetta dunque anche un rinnovamento della laceratissima Sinistra che la porti ad entrare nel Ventunesimo Secolo senza la zavorra del secolo precedente.

    E l’Italia diventera’ un “Paese Normale”.

  5. Enrico ha detto:

    Caro Gustavo,
    spero che tu sia un fake inviato da Cuperlo per screditare Renzi, perché, se questo è il “pensiero” medio di un renziano (odio per la sinistra, assoluta ignoranza di cosa sia la socialdemocrazia…), tremo per il nuovo Pd che si sta apprestando a nascere…

  6. gustavo ha detto:

    Caro Enrico,
    Non sono un “renziano”.
    Vedo in Renzi un socialdemocratico capace di normalizzare la dialettica tra Destra e Sinistra e capace di vincere le elezioni e governare con pragmatismo intelligente invece di perderle o pareggiarle come invece ci ha abituati la vecchia Guardia Rossa del PCI-PdS-DS-PD che quando pareggia governa senza risolvere nessuno dei problemi strutturali dell’economia italiana limitandosi solo a fare anti-berlusconismo.
    E noi elettori moderati di anti-berlusconismo ne abbiamo le p…. piene.

    Noi vogliamo una Destra e una Sinistra moderate che si presentino con dei programmi convincenti e che quando sono al governo li applichino senza reticenze e compromessi e senza cedere a ricatti e ostruzionismi.

    Forse e’ vero che non so cosa sia la Social-Democrazia.
    Pero’ ho sperimentato sulla mia pelle la social-democrazia di Tony Blair e il suo patetico esperimento “Nuovo-Laburista”: i ricchi piu’ ricchi; i poveri piu’ poveri; la bancarotta economica e quella sociale. E sto assistendo all’enorme sforzo Lib/Dem-Cons per riaggiustare lo sfascio del tredicennio New-Labour. Un tredicennio ben piu’ disastroso del “novennio” berlusconiano.

    Sono convinto che Renzi non sia il nuovo Tony Blair italiano: Renzi non vuole una “cool Italy”: vuole un’Italy normale.

    Sono pero’ sicuro di cosa NON sia la Social-Democrazia: non e’ Bersani e non lo e’ tutto l’apparato ex-post-neo-komunista reazionario che tiene la Sinistra italiana ferma al Ventesimo Secolo flirtando con il Demo-Cristianesimo di sinistra.