1 Agosto 2012

Inglese al Politecnico. Regi decreti contro il futuro

Appunti

Il mio post per iMille.

Il Politecnico di Milano ha stabilito che tutti i suoi corsi del biennio magistrale saranno tenuti, dal 2014, in lingua inglese. Una scelta di buon senso, trattandosi di lauree tecniche e non di istruzione di base. Chiunque voglia occuparsi di ingegneria o di architettura al massimo livello di istruzione in questo secolo, infatti, o saprà farlo anche in inglese oppure è meglio che lasci perdere. Inoltre, in questo modo è possibile pensare di attrarre al politecnico milanese anche degli studenti stranieri, a cui certo non si può chiedere di imparare l’italiano per poi occuparsi non di lirica o di moda ma di ingegneria. La cosa incredibile è che invece di plaudire alla saggia iniziativa del Rettore, il Professor Giovanni Azzone, ben 300 docenti si sono schierati contro la decisione. E ora, evidentemente inconsapevoli della comicità del fatto, hanno addirittura fatto un ricorso al TAR brandendo la pretesa incostituzionalità della decisione (si tratterebbe nientemeno che di una minaccia per la libertà di insegnamento!) e, udite udite, un Regio Decreto del 1933 che impone l’uso dell’italiano come lingua ufficiale per l’insegnamento. Utilizzare una norma di epoca fascista risalente a ottanta anni fa per tentare di arginare il futuro: sarebbe bastata questa piccola osservazione per comprendere l’assurdità del tutto. Quanto è difficile fare cose normali in Italia.

Una replica a “Inglese al Politecnico. Regi decreti contro il futuro”

  1. mario ha detto:

    Non c’entra niente la libertà di insegnamento. C’entra che questi signori non sanno l’inglese e non vogliono perdere il posto.