22 Agosto 2006

Liberté Diversité Fraternité

Diario

Trovo un bellissimo articolo sul Herald Tribune sul lavoro che grandi aziende francesi, in particolare banche ed assicurazioni, stanno facendo per aumentare la rappresentanza di personale appartenente a minoranze etniche.
E’ un’operazione che – rispetto ad ogni tipo di minoranza – moltissime imprese (in paesi da questo punto di vista assai più evoluti del nostro) stanno facendo da tempo. Il portavoce di Adecco, un’importante società di lavoro temporaneo, intervistato dal Tribune nello stesso articolo dice: “In molti paesi per poter concludere un contratto con una banca dobbiamo innanzi tutto chiarire quali siano le nostre stesse politiche in tema di diversità”. Come dire: io banca non ti affido il business di trovarmi lavoratori temporanei se tu non mi dimostri di non discriminare quando fai le tue scelte.
Il presidente di BNP Paribas, dal canto suo, dichiara: “Il nostro business è quello di servire le persone, e per farlo bene è necessario che la composizione della nostra forza lavoro rifletta quella della società in cui viviamo”. Giustissimo. Simili parole si sentono dire da presidenti e amministratori delegati di grandi aziende di tutto il mondo che si affannano a procacciarsi il talento d’ovunque esso arrivi, ma ancora niente al di qua delle Alpi.
Aspettiamo con ansia i PACS e le quote rosa ma sarebbe bene ricordare che il pieno raggiungimento della parità tra i cittadini si vede anche e soprattutto nel mondo del lavoro. La promozione di tempi del lavoro che consenta concretamente di avere più donne in posti di responsabilità, benefit aziendali riconosciuti ai conviventi di sesso uguale o opposto, un pieno impegno a non discriminare sulla base di nessun altro criterio che il merito, sono cose ormai banali e riconosciute in tutta Europa (quella parte d’Europa che non ha paura dei pacs e delle quote rosa, ovvio).
La promozione della diversità fa bene alle aziende e fa bene alla società. Sarebbe bello se la ministra Pollastrini cominciasse ad occuparsene in maniera visibile.

4 risposte a “Liberté Diversité Fraternité”

  1. Francesco ha detto:

    mi ricorda un tizio americano che ho visto in un filmato di repertorio in televisione: era un video in bianco e nero e ‘sto tipo faceva un discorso cominciando con “I HAVE A DREAM”…

    e noi dopo 40 anni quel sogno non l’abbiamo ancora realizzato: certamente (per fortuna!) non siamo nelle condizioni di violenza che spinsero M.L.K. a pronunciare quelle parole, ma comunque la situazione non è rosea: giusto due settimane fa ho sfiorato la lite al pub con degli amici che non accettavano il mio discorso di immigrati “categorie disagiate” nella ricerca di lavoro (l’assenza del quale ne spinge una parte nelle braccia della delinquenza); per loro se nelle carceri la maggior parte dei detenuti è extracomunitaria vuol dire che gli extracomunitari son delinquenti, e la mia teoria di assenza di opportunità di lavoro (per diffidenza dei “padroni” verso gli immigrati) è soltanto una bieca scusa!!!!

    come fai a non litigarci contro queste opinioni???

  2. Paolo ha detto:

    Credo che il problema principale sia proprio il fatto che li consideriamo solo ‘immigrati’ e non persone, ma intanto il mondo cambia e prima o poi dovremo cambiare anche noi
    E credo soprattutto che Scalfarotto non scriva di ‘immigrati’ ma di una societa’ aperta verso tutte le persone, che in Italia mi sembra faccia molta fatica a nascere
    La Francia non e’ che sia messa molto meglio, ma almeno qualche iniziativa seria c’e’ (dopo lo shock che si sono presi lo scorso novembre con le citta’ in fiamme….)

  3. rita liverani ha detto:

    E già caro Ivan!
    Dopo il delutente balletto coi taxisti, dopo le prebende a favore delle Coop, dopo il maxindulto per graziare un pò di amici, adesso gli elettori si aspettano davvero dal Governo qualcosa, non dico di SINISTRA, ma almeno di DECENTE.
    Magari a cominciare proprio dal rispetto della DIVERSITA’.
    Sono tante le cose da fare, le conosciamo a menoria, ma molto onestamente non ne vedo affatto l’inizio.
    Finita la sbornia elettorale, votata la porcata dell’INDULTO, si comincia a settembre con i tributi dalla BASE. La parata di ministri che saranno al festival nazionale dell’Unità per un pò di auto-celebrazione è molto lunga.
    E’ questa la loro visibilità, un’irritante superbia. Per la politica vera servono CAPACITA’,PERSONALITA’, CULTURA, DIGNITA’, PALLE.
    Immagino non stato invitato. Il mondo politico, si sa, non ama molto i corpi estranei che tentano di cambiare il sistema. Questo l’abbiamo capito, ma non digerito.
    Grazie di averci provato. C’è ancora molto, molto da fare.

  4. Jonah ha detto:

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