25 gennaio 2010

Mangiarsi il futuro

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Scrivo prima ancora di aprire i giornali, questa mattina. La vicenda delle primarie in Puglia pone molti spunti di riflessione e sono certo che fiumi di inchiostro e di parole saranno versati, anche alla Direzione Nazionale di questa mattina. Una cosa però mi preme dire in particolare ed è che in questa storia tutta sbagliata la cosa che considero più sbagliata è stata quella di aver esposto una persona capace, corretta, competente e chiara come Francesco Boccia a sconfitta certa, facendone per di più un simbolo della conservazione e della burocrazia. Francesco è una grandissima risorsa sulla quale costruire questo partito, come lo è Laura Puppato, la cui splendida esperienza amministrativa, la grandissima popolarità e l’unanime rispetto di cui gode in una terra per noi ai limiti dell’impossibile, non sono stati sufficienti a designarla candidata alla Presidenza del Veneto. Persone come Francesco e Laura rappresentano anche anagraficamente la generazione degli Obama, degli Zapatero e dei Milliband, ma in Italia non tocca ancora a loro la direzione strategica, saldamente nelle mani di chi guidava la macchina già quindici anni fa: quello che si richiede loro invece è di farsi carico di operazioni spericolate come quella pugliese o del lavoro quotidiano e durissimo sui territori. Più ancora della crisi di oggi, quello che mi preoccupa davvero è l’angosciosa capacità del nostro Partito di mangiarsi il proprio futuro.