Vedi come va il mondo: noi abbiamo fortemente voluto, candidato ed eletto Pietro Ichino in Parlamento e ora pare che la lotta ai fannulloni sia diventato il cavallo di battaglia del centro-destra. Mentre va molto di moda a sinistra attaccare Ichino come fosse un nemico dei lavoratori, Berlusconi ha capito benissimo che per ogni dipendente che non lavora ce n’è un altro che lavora per due e, non avendo un Ichino sotto mano, ha lasciato fare a Brunetta che si è portato a casa un indiscutibile successo mediatico.
La marcia di avvicinamento al governo mi ricorda sempre di più quella vecchissima barzelletta… “Papà, papà, è lontana l’America?” “Zitto e nuota”.


16 risposte a “E' lontana l'America?”
ma sai, Ivan, il problema non e’ tanto come il centrosinistra consideri Ichino (a me personalmente piace). Il punto e’ che, liberissimo di dire che le posizioni di Ichino non sono le posizioni del centrosinistra, ma nel farlo dovrebbero dire quali sono le posizioni – alternative ad Ichino – che nel PD intendono sostenere per riqualificare la PA. Su questo ultimo punto, invece, silenzio totale o frammenti colpevolmente sparsi qua e la’. Qualunque cosa avesse fatto Brunetta, sarebbe stata meglio del silenzio del PD attuale.
Ma Sig.Scalfarotto esistera’ davvero questa super-categoria dei “nullafacenti” della quale Ichino, lei e Brunetta parlate? Oppure, come capita per altre categorie, tipo ad esempio quella de ” i giovani”, essa e’ solo una invenzione dialettica per dare contenuto a delle astrazioni “sgonfie”?
E’ reale questa immagine un po’ manichea di alcuni uffici pubblici “infestati” da nullafacenti? Aggrediti da questa marea di inguaribili oziosi che si comportano come agenti patogeni in un corpo sano? Oppure si tratta di una semplificazione demagogica che serve solo a far quadrare i conti dei propri discorsi?
Lei, che come HR manager dovrebbe intendersene, sapra’ certamente che non lavora solo colui che non vuole, bensi anche colui che non viene di fatto impiegato poiche’ non motivato, non coinvolto, non responsabilizzato, non utilizzato, non valorizzato. Non lavora anche colui che e’ inserito in una organizzazione che, per incapacita’, difetto o pianificazione, fa altrettanto.
Si puo’ “non lavorare” per centinaia di cause diverse e dividere, per opportunismo politico, il mondo del lavoro in due semplici categorie ( o al massimo 3!) e’ solo demagogia che nasconde anche una certa dose di pregiudizio, quello radicato in Italia e secondo il quale il dipendente pubblico sia un irrinunciabile fannullone che assembla in se tutti i principali difetti della nostra razza italica.
Ho lavorato 3 anni nel pubblico e da 17 sono nel privato, posso dirle con franchezza che a parita’ di condizioni al contorno i comportamenti tendenzialmente sono gli stessi. Il fannullone, come ‘intraprendente-meritocratico, non sono due tendenze comportamentali che si acquisiscono geneticamente ma che crescono e si sviluppano su precisi “humus” organizzativi. Colpire, sanzionare il comportamento solo sulla base dei numeri prescindendo dalle responsabilita’ della organizzazione e’ parlare un linguaggio semplicistico che piace alle masse ma che difficilmente migliorera’ le prestazioni.
Del successo mediatico di Bruenetta francamente me ne infischio.
Se e’ il successo mediatico che si cerca in seno al PD sarebbe fin troppo semplice vincere le elezioni.
Io, da sinistra, guardo al cambiamento e alla soluzione dei problemi con un approccio etico e sociale che sia coerente con i miei principi politici. Per gli stessi principi continuo a pensare inaccettabili le tesi di Ichino e certe “convergenze” Ichino-Brunetta mi convincono oggi, ancor piu’ che ieri, che sia stato uno sbaglio la sua candidatura e un errore la sua elezione.
L’operazione “Brunetta” conferma quanto dice Leo Perutz: cambiate le condizioni a contorno, la P.A. statisticamente cambia comportamento (se i dati sono correttamente rilevati, elaborati, comunicati).
Ma la domanda delle domande rimane però la stessa: perché ad un dipendente pubblico non si applicavano le STESSE regole del settore privato (compreso licenziamento)? Perché si è permesso a chi NON lavorava, di NON lavorare?
Purtroppo Brunetta fa, tardi, qualcosa di sinistra che Prodi non ha fatto.
Perutz, scusi, ma lei dove vive? Adesso ci vuol far credere che le pubbliche amministrazioni sono piene di stakanovisti male utilizzati? E magari tutti assunti in trasparentissimi concorsi sulla base del proprio merito individuale? Guardi: se vuole prendersi in giro da solo, faccia pure, ma almeno abbia il buon gusto di evitarci la ramanzina.
La realtà è che il PD è un partito che vive sul voto del pubblico impiego, come Alleanza Nazionale. La P.I. non la si voleva e non la si poteva toccare. Poteva farlo solo un Brunetta, un nano antipatico e molto intelligente, craxiano, che se ne fotte di certe conseguenze elettorali. Per una volta che la destra fa una cosa da destra liberale, riconosciamolo e ammettiamo che il PD non poteva e non voleva e non sapeva come fare.
…non il PD, caro “primo anellide”, ma – come ben sai – una coalizione di dilettanti-allo-sbaraglio, quelli che, a Montecitorio, “porca vacca, mi son dimenticato i panini !!! ….e ho anche lasciato il walkman in pullman !”….
diciamo le cose come stanno, che almeno, la Lanzillotta (un po’ ministra-per-caso, certo)…ne aveva buttate giù, di cartelle, poi manco lette…!
Io non voglio far credere nulla di piu’ di quanto ho scritto ed io non ho parlato di stakanovismo del pubblico impiego quanto di una semplificazione ad uso demagogico che divide il mondo della PA in due categorie. Migliorare l’efficenza della PA non significa mettersi a parlare un linguaggio da caserma ( o da maestra elementare, se si preferisce), migliorare la PA significa prima pianificare le burocrazie, riorganizzare gli orari di lavoro, le funzioni, i collegamenti, pungolare i dirigenti, stare con il fiato sul collo addosso ai funzionari e riqualificare gli impiegati che spesso giacciono abbrutiti nei loro sgabuzzini.
E’ il lavoro stesso delle PA ad essere degradato e degradante prima ancora che il tasso di operosita’ degli impiegati.
Quando entro in un ufficio circoscrizionale per un rinnovo della CI e’ questo che noto innanzitutto prima ancora che l’impiegato fannullone.
Tutti a parlare di meritocrazia, la panacea di tutti i mali, quando nessuno riesce a definire come dovrebbe essere “misurato” questo merito e facendo finta di ignorare che il merito, nel pubblico come nel privato, viene misurato spesso in termini soggettivi e valutato da commissioni, da singoli dirigenti, da strutture orientate o influenzabili.
Chi racconta le favole? Io o il Sig. Scalfarotto? Che fa finta di ignorare che anche nel privato esistono le cordate dirigenziali? Che e’ difficile fare carriera in una media o grande azienda se non si rimane agganciati al propulsore giusto? Che e’ sufficiente un cambio di gestione per sprofondare nell’oblio dopo aver toccato con merito il cielo?
Chi si prende in giro da solo? Io o chi fa finta di credere che certe assunzioni si effettuino solo nell’ambito minuto della PA a vantaggio di impiegati fannulloni? Io o chi crede che sia un articolo, un titolo accademico a fare la differenza di merito? Conosco brillantissimi cervelli ( e li conoscete anche voi!), gente che ha publicato e strapubblicato, che e’ rimasta negli States per 1-2 anni. Gente in gambissima, di sinistra, tosta sotto ogni punto di vista professionale ma che se non fosse stato per il concorso ad hoc, cucito su misura da una apposita commissione, ad excludendum di tutti gli altri candidati, non sarebbe riuscita mai a tornare e a prendere la cattedra in Italia. Gente che va da Piero Angela oggi a parlare di merito, di ricerca, di necessita’ di importare i modelli stranieri, di fuga dei cervelli ma che a suo tempo non indugio’ un minuto a sottoscrivere una tessera del PSI pur di non essere tagliata fuori dal flusso dei finanziamenti.
Chi fa ramanzine ipocrite? Io o iMille? Che predicano la meritocrazia e la trasparenza e poi ipocritamente appoggiano un segretario che ha scelto la capolista a Roma con criteri che definire discutibili e’ poco? Che appoggiano un segretario che nonostante la illeggittimita’ della assemblea costitente ha proceduto con la nomina dei cooptati, portando dentro proprio quel semi-intellettuale, dai meriti assai opinabili, che de iMille e’ ispiratore e animatore?
Come si fa a parlare di “fannulloni e merito” della PA senza aver minimamente risolto le ipocrisie e le incongruenze palesi della propria piccola organizzazione?
attendiamo le sue brillanti soluzioni, messieur Perutz. Oltre alle indicazioni di come metterle in pratica in un’Italia reticente a farlo, ovviamente.
Poi arriva sempre il momento del gregario, di quello in cerca anche lui poverino di uno sgabello, che tira fuori il pernacchio lealista, forma di identita’ sub-culturale, e obbidisce ai richiami di appartenenza alla scuderia, unica logica dalla quale e’ sostanzialmente animato.
Il suo capo-bastone si dilunga in chiacchiere prese in prestito da altri ma invece di prenderne coscienza, esige da coloro che ne sono stati capaci il rigore del quale lui stesso non e’ in grado.
Io, come moltissime altre persone, non mi illudo affatto su cosa occorra a questo paese per cambiare: “lacrime e sangue”, conflitti frontali senza alcun compromesso, altro che la caccia ai “fannulloni” all’ufficio delle poste.
E chi predica riformismi poco originali, andando al tempo stesso a braccetto col sistema che critica, che giudica reticente ad ogni cambiamento, e dal quale dipende invece come un bambinetto di 2 anni dalla madre, con il solo scopo di ottenere quelle garanzie di visibilita’ politica che non vuole costruirsi da solo, e’ solo un teologo del nulla, un compilatore di chiacchiere, un tutor per soggetti dall’ego politico assai sviluppato ma represso.
Lei mi chiede soluzioni, dott.Zuliani, io le pongo un quesito assai piu’ facile al quale rispondere: mi dia una definizione di “fannullone”, una quantita’ numerica, un principio, un processo, una qualita’ assimilabile uno a uno con questa neo-categoria. Avete animato un dibattito sulla questione generazionale senza riuscire a mettervi d’accordo sul termine, vediamo se riuscite a definire meglio almeno questo concetto.
Avete dichiarato superato il concetto di lotta di classe ma adesso, a quanto pare, vi occorre quello di lotta di “categorie” perche’ anche voi, nonostante Uolter, non potete sfuggire al principio sacrosanto per il quale e’ il conflitto che crea il movimento, anche quello politico, solo che a differenza del vecchio trombone di Treviri, voi queste categorie non siete ancora in grado di definirle in maniera univoca e vi affidate a qualche blog, al vostro piccolo naso e al vostro sfarzoso CV per intuirle.
Saluti.
Io le avevo chiesto le sue umili e personali soluzioni, dott. Perutz. Lei mi risponde parlandomi di se’, con altre domande o con prediche e invettive assortite. Va bene trolleggiare nei commenti di un semideserto blog agostiano come una zanzara nello stagno, ma se non sa o non vuole fornire le soluzioni richieste provi a metterci almeno la faccia. Saluti anche lei.
Dott. Zuliani,
non e’ mio uso imbrattare i blog altrui con sterili polemiche personali. Per quanto mi riguarda quindi non ho nulla da aggiungere al suo commento. Mi contatti “la faccia” in privato se vuole, mi applichero’ maggiormente affinche’ possa comprendere argomenti che a quanto pare non solo le sono ostici dal punto di vista concettuale ma anche linguistico. Spero solo che abbia un pochino piu’ di pazienza nell’attendere le risposte, perche’ da domani saro’ in ferie anche io e non potro’ “fannullonamente” disporre di alcun PC.
Saluti
PS … dove e’ esattamente che avrei parlato di me? Me lo dica nella e-mail che mi spedira’ perche’ non riesco a trovarlo.
Leopoldperutz@gmail.com
Non vedo ragione di passare in privato, dott. Perutz, a meno che lei non voglia scappare con la coda tra le gambe. Qui non si stanno discorrendo fatti privati e giammai e’ mia intenzione farlo. Le avevo invece chiesto – e lo chiedo ancora – di renderci note le sue personali soluzioni, con annesse applicazioni in un’Italia reticente a farlo. Credo che l’argomento sia di estremo interesse per tutti i lettori di questo blog e, penso, anche per il padrone di casa. Poi, se lei proprio non puo’ rispondere perche’ deve improvvisamente scappare in ferie, beh, che dire se non: buone vacanze? Saluti e cordialita’.
Caro Lupo Alberto, la Lanzillotta chi sarebbe esattamente, quella donna che è diventata parlamentare e poi ministra in quanto moglie di un certo Fassino? E come avrebbe potuto, costei, fare una battaglia etica all’interno della P.I.? Le sarebbero mancati proprio i requisiti generali di sistema, come dire…
Grazie per il titolo di “primo anellide”, mi pare si confaccia assai bene alla mia augusta persona 🙂
Anellidifumo, si direbbe che tu ti sia confuso la Lanzillotta con la Serafini, che non ha mai fatto il ministro in vita sua.
non che la Lanzillotta sia sposata con uno sconosciuto… Le donne in Italia per fare carriera o devono essere zitelle-lesbiche più o meno represse (e sappiamo a chi ci stiamo riferendo) o devono essere mogli/figlie/amanti.
tutto ciò, a destra come a sinistra, con qualche luminosa eccezione.
Il Perutz, novello fisico della socialità, che vuole principi, numeri, dati, non sa di un cosiddetto tasso di assenteismo calcolato in base al numero di giornate passate lontano dal posto di lavoro e dell’impetoso confronto tra i dati della PA rispetto al settore privato. Il Nostro non conosce nemmeno il concetto di produttività, il rapporto tra la quantità di output e i costi degli input per la produzione: rapporto, ca va sans dire, desolante nella nostra pubblica ammnistrazione. L’eroe degli oppressi statali non conosce nemmeno gli aumenti che il governuccio Prodi, dove stavano anche i suoi carissimi kompagni, ha stanziato a favore di molte fasce di statali, che sono la sola categoria che ha visto il proprio salario aumentare un pochino in questi anni (tuttavia, sempre sotto l’inflazione reale). E, squillo di trombe, non legge forse i giornali che narrano quotidianamente di badge elettronici clonati, “timbrati” per conto terzi, quarti, quinti, sesti, ecc.., mentre si fanno (in serie) lunghissssime pause caffè, secondi-terzi lavori, eccetera… il nostro non sa di truffe di dipendenti mai presentatisi, di assunzioni per diritti famigliari, dinastici, ecc, e non conosce neppure l’ipertrofia di tanti ruoli dirigenziali dove ne starebbero (larghi) la metà, e infine l’impossibilità (o quasi) di licenziare a calci nel sedere i troppi che giocano da mattina a sera a tirarsi le caccole del naso o con i canestrini del cestino. TUTTA GENTE CHE DANNEGGIA NOI CONTRIBUENTI E I TANTI STATALI CHE DEVONO LAVORARE ANCHE PER QUESTI CAPRONI. Contento Perutzetto bello? Sei placato nella tua sete di hard facts? O vuoi lasciare anche tu il tuo CV?