7 Maggio 2014

Morosità

Appunti

Il bravo Lello Parise mi fa l’onore di coinvolgermi in qualche modo, pur senza citarmi direttamente, nel suo articolo “Il Pd coi conti in rosso – la black list dei morosi”, pubblicato ieri sulle pagine nazionali di Repubblica. Mi trovo ad essere escluso, a quel che pare, dall’elenco di coloro che sono in regola con il versamento dei trentamila euro pattuiti come contributo alle casse del partito al momento della elezione, e che per tale ragione vanno considerati corresponsabili pro quota della condizione tutt’altro che brillante delle casse del partito pugliese.

Avrò una formazione linguistica un po’ retrò, ma mi risulta che “morosi” siano coloro che vengono meno ad impegni assunti, e che nelle liste nere finiscano quelli che hanno fatto qualcosa di male. Io invece, che prima delle elezioni del 2013 non avevo mai fatto politica professionalmente, dopo aver versato diciottomila euro prima ancora di essere eletto (di cui 13 mila raccolti con una colletta tra amici e parenti), ho concordato con il tesoriere regionale pro-tempore del mio partito il pagamento della parte residua in rate mensili, che ho sempre scrupolosamente onorato. In aggiunta, si intende, ai 1.500 euro mensili che verso alle casse nazionali del partito con la medesima puntualità. Dopo poco più di un anno dall’inizio della legislatura, il mio debito verso le casse del Pd pugliese è di 9.500 euro, che ovviamente provvederò a corrispondere con lo stesso scrupolo.

Spero grazie a questo di essere riabilitato: non dal mio partito, che non mi ha mai mosso alcun rilievo o appunto; ma almeno da Lello Parise, che è un giornalista molto valido e che stimo, e dai miei ventitré (o giù di lì) affezionati lettori.

Una replica a “Morosità”

  1. Andrea ha detto:

    io sono il 24esimo, e non ce ne era bisogno