10 Settembre 2013

L’accantonamento

Democrazia, Diritti

La Cassazione ha depositato le motivazioni della sentenza sui fatti di Genova. Nella caserma di Bolzaneto, nei giorni successivi al G8 di Genova del 2001, il “clima” fu quello di un “completo accantonamento dei principi-cardine dello Stato di diritto”. Parole terribili che restano, gravissime e pesanti, nella storia e sulla coscienza del paese.

Una replica a “L’accantonamento”

  1. gustavo ha detto:

    D’accordo, onorevole Scalfarotto.

    Pero” “nella storia e sulla coscienza del Paese” restano e resteranno anche le vicende NO TAV, fatte di sabotaggi, vandalismi e attentati alle Forze dell’Ordine che sono lì per difendere le Leggi dello Stato Democratico e costano ai contribuenti italiani, tra cui Lei, miliardi che potrebbero essere destinati a riparare i tetti delle scuole che cadono a pezzi.

    Sono certo che tra i NO TAV ci sono anche i militanti NO GLOBAL, quelli con la maschera e le pietre nello zaino, che protestano democraticamente per creare un mondo “piuggiusto eddemmocrattico”.

    E dal 1968 che in Italia e nel Resto del Mondo democratico muoiono centinaia di poliziotti e decine di migliaia rimangono invalidi a causa della violenza protestataria dei dimostranti.

    Quello dei “Tutori dell’Ordine” e’ un mestiere pericolosissimo, oggi.

    Tutti gli Stati, non solo l’Italia, a volte si macchiano di gravissimi reati che non hanno nulla a che fare con la tutela dell’ordine pubblico e la difesa della proprieta’ pubblica e privata, ma sono solo il frutto di decenni di frustrazioni per dover stare entro i sacrosanti limiti dei “principi cardine dello Stato di Diritto” quando i dimostanti attentano alla stessa incolumita’ dei tutori dell’ordine rendendo spesso le famiglie orfani di padri giovani, onesti e coraggiosi che con un salario di fame difendono la legalita’ democratica.

    Se vuole fare “qualcosa di sinistra”, onorevole Scalfarotto, promuova una campagna di sinistra per far cessare l’assedio e le violente provocazioni verso chi protegge i lavori del TAV, approvati democraticamente dal Parlamento italiano con Legge dello Stato.

    Quando, presto, ci scappera’ il morto, qualcosa sulla coscienza comincera’ a pesare anche per lei e per chi difende come espressione di democrazia il dissenso violento, sistematico, organizzato, anarco-populista e, spesso, assassino.