22 Marzo 2011

L’Italia unita

Appunti, Comunicati stampa

L’unità d’Italia, di così grande attualità, si può praticare in molti modi. La mia dichiarazione di ieri sulle operazioni militari in Libia

LIBIA: SCALFAROTTO (PD), IRRESPONSABILE DIVIDERE PAESE TRA PACIFISTI E NON =
Roma, 21 mar. – (Adnkronos) – ‘L’intervento di ieri di Sel sulla condanna delle operazioni internazionali in Libia e’ sbagliato.
Siamo tutti contro la guerra, ma ora non possiamo defilarci dagli impegni internazionali e, anzi, dobbiamo essere protagonisti e garanti del ritorno della democrazia in quei territori. Dividere il paese tra pacifisti e interventisti e’ da irresponsabili’. Ivan Scalfarotto, vicepresidente del Partito Democratico non condivide la posizione emersa ieri dal Coordinamento Nazionale di Sinistra Ecologia Liberta’ che condanna gli interventi, anche italiani, in Libia.

‘Il presidente Napolitano e’ stato chiaro, l’Italia non e’ in guerra, adempie agli accordi internazionali affinche’ il regime libico cessi gli attacchi contro il suo stesso popolo. Dobbiamo essere consapevoli che l’Italia -spiega Scalfarotto- per la sua posizione geografica e politica non puo’ che sostenere e promuovere le risoluzioni votate in pieno accordo con la comunita’ internazionale.
Chi oggi sostiene che dovremmo defilarci, come la Lega o Sinistra e Liberta’, rischia di compromettere la posizione dell’Italia e soprattutto di lasciare al loro destino quelle popolazioni che vedono l’intervento internazionale come l’impulso iniziale per un nuovo corso democratico. Le vie diplomatiche, dalle sanzioni, all’esilio, al riconoscimento dei ribelli, sono state adottate prima di questi interventi e non sono state efficaci’.

‘Tutti noi ci auguriamo che l’intervento arrivi presto ai suoi obiettivi e che non provochi vittime innocenti, ma fermarci ora sarebbe pericoloso e sbagliato. L’Italia, -conclude il vicepresidente dei democratici- a dispetto del peso piuma del nostro governo, deve proporsi come punto nevralgico della diplomazia in tutta l’area del Mediterraneo e deve farsi garante di una ricostruzione dei paesi del nord Africa che metta al centro il bisogno di democrazia che i popoli stanno esprimendo’.