11 Novembre 2008

Chi rappresenta il Paese?

Diario

L'Unità.jpgIl mio pezzo per L’Unità di oggi (anche on-line nel nuovo sito, peraltro molto bello!).

Come se già non bastassero i fusi orari, la nostalgia di casa e la consapevolezza di quanto sarà difficile tornarci, noi poveri italiani all’estero siamo stati in questi anni di seconda repubblica anche tormentati dal nostro ruolo di ambasciatori del nostro paese part-time, ruolo ricoperto a titolo gratuito, si capisce, e senza gli appannaggi tipici della carriera diplomatica.

E già, perché uno ci mette sempre un po’ a capire che l’esilio sovente rappresenta l’unica alternativa al nepotismo, all’assenza di meritocrazia, al precariato cronico, al corporativismo e alla gerontocrazia imperanti nel belpaese e non è certo una scelta facile quella di fare le valigie e ricominciare da un’altra parte.

Ma alla fine si va, sperando che il dolore e la rabbia che accompagnano l’esilio rappresentino almeno la catarsi che emenda dalle magagne nazionali. E invece no: ogni tentativo di diventare parte di un nuovo paesaggio si è infranto negli ultimi anni sulle prodezze verbali dell’ineffabile destra italiana e del suo eroe eponimo, Silvio Berlusconi. Che si trattasse della giornata del kapò, di quella delle corna o, finalmente, dell’abbronzatura di Obama, alzi la mano chi tra di noi italiani all’estero non si sia trovato ad affrontare il dito puntato di un collega o di un vicino: «Italian? Ah! Berlusconi!».

Eh già perche si fa in fretta ora a prendersela con Carla Bruni, ma la verità è che ogni qual volta il nostro presidente del consiglio dà in escandescenze, mentre voi in Italia avete la possibilita di indignarvi e sottrarvi alla vostra quota parte di responsabilità manifestando il vostro dissenso, qui all’estero invece nessuno di noi puo sfuggire. Sei italiano? Beh, allora spiegaci come funziona: come avete fatto a scegliervelo, perché non lo defenestrate, ma non vi vergognate almeno un po’. E hai voglia a spiegare che non c’eri, che hai orgogliosamente votato per il Pd, che tua nonna era una staffetta della Brigata Garibaldi, ma niente. Il marchio d’infamia resta lì, indelebile sulla tua reputazione. Una marcia in salita per smentire l’aspettativa che ogni italiano sia in fondo un pochino Berlusconi: la battuta pronta, la mano morta e l’occhio bovino. Io non credo che la signora Sarkozy abbia pensato per davvero le cose che ha detto: tagliare le proprie radici fa male e nessuno lo sa meglio di chi l’ha già quasi fatto.

Ma basterebbe solo cambiare un po’ le parole per ottenere un pensiero che tutti quanti noi “italieni” abbiamo fatto in questi giorni. Davanti alle prime pagine dei giornali e alle domande di chi ci vive intorno non avremo pensato forse di dimetterci da italiani, ma tutti siamo stati silenziosamente d’accordo nel pensare che l’Italia che rappresentiamo non ha veramente nulla a che fare con quella roba lì.

60 risposte a “Chi rappresenta il Paese?”

  1. alessandro ha detto:

    Io invece, da italiano “in esilio”, la penso proprio come madame Sarkozy née Bruni. Perché oltre al Berlusca ci sono i Borghezio, i Calderoli, i Gasparri, i Bossi, i Gentilini, i Fini (quello di Genova e della Diaz), i Volonté, le Binetti, i Bobba, i D’Alema, i Rutelli, i Fassino (“anche noi anche noi” – e sai a cosa mi riferisco) e i Veltroni (la staffetta della brigata Bertone – e sai di nuovo a cosa mi riferisco). E ci sono i milioni e milioni di italiani che hanno votato ‘sta gente e che alle battute del Berlusca ci ridono di gusto, alle sparate razziste dei leghisti applaudono, che avallano le uscite omofobe piddine, che pendono dalle labbra del papa quando sbava contro i gay (ma fanno abortire la figlia se resta incinta o divorziano senza problemi), che reclamano la mano dura della legge contro gli immigrati “perché-non-se-ne-può-più” e poi fanno il loro porco comodo sbattendosene delle regole e delle leggi (dall’auto in doppia fila all’evasione fiscale). E ci sono quelli che ora ti scriveranno che se non ti sta bene l’Italia puoi restartene all’estero o quelli del “troppo comodo criticare stando fuori, dovresti stare nelle merda con noi” – a dimostrazione che, destra o sinistra, un sacco di italiani alla fine son tutti uguali: pronti a far fronte compatto contro chi fa loro notare che stanno facendo qualcosa di sbagliato o di contrario allo spirito democratico o alle semplici regole del vivere civile (prova a dire qualcosa a uno che butta una cartaccia per terra in Italia e vedi come ti tratta). Troppo comodo dire che non rappresentiamo quell’Italia: l’Italia è quella, visto che quelli sono gli italiani nella loro maggioranza.

  2. Selfs. ha detto:

    Tua nonna partigiana avrebbe preso a sberle Paola Binetti, tanto per cominciare. Il tuo modo di stare nel PD e’ parte del problema.

  3. scalpha ha detto:

    Mia nonna non era partigiana: si tratta di un’iperbole.

  4. Negroski ha detto:

    La Binetti gode dell’esenzione dai dazi e dalle sberle. (vedi Patti Lateranensi)

  5. Anellidifumo ha detto:

    Scalpha, temo che anche quella di Selfs fosse un’iperbole.
    Sono d’accordo anche io con Carla Bruni. Gli italiani sono degnamente rappresentati da Berlusconi e non tanto per via dei tanti nomi impresentabili che sono stati eletti (in modo indiretto) in Parlamento, ma soprattutto per come sono, mediamente, gli italiani. Prendi l’uomo semplice della strada: convinto di essere il più furbo e il più civile (!) di tutti, sempre pronto a trovare un escamotage alla legge, o comunque un’eccezione. Abbiamo inventato il Fascismo nel 1922 e siamo stati un popolo razzista, solo che poi siamo sempre stati in grado di saltare sul carro del vincitore e rinnegare ciò in cui credevamo il giorno prima. Così abbiamo creato il mito degli “Italiani brava gente” e dell’Italia antifascista, che lo vediamo oggi quanto siamo un popolo di antifascisti, vè? E’ lo stesso riflesso di Berlusconi che dice una cosa e il giorno dopo la smentisce.
    Perfino tu, caro Ivan, che ti ritieni tanto distante da quel modello, hai fatto della battaglia al nepotismo una bandiera (giustamente, per altro, e io su questo mi batto con te) salvo poi trovare la tua amicale eccezione alla regola. E condividi il partito con gente impresentabile, sostieni un leader sconfitto dalle elezioni che crede apertamente nel fatto che la cosa più importante sia alla fine l’essere in tanti, non l’essere validi. Un pensiero prettamente berlusconiano.

  6. Antonio Cane ha detto:

    Grazie Scalpha per l’articolo: hai descritto benissimo la situazione di noi italiani all’estero e l’imbarazzo di avere Berlusconi come Presidente del Consiglio.

  7. renato ricci ha detto:

    volevo solo fare i comlpimenti ad Anelli di fumo… l’analisi di oggi è semplicemente grandiosa… bravoooooo….peccato che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire (leggre in questo caso) alludo allo scaltro Scalpha naturalmente….saludos….

  8. PaoloB ha detto:

    A me basterebbe e avanzerebbe che gli italiani all’estero (tutti bravi, onesti, seri, lavoratori, brillanti e quant’altro) spiegassero a me e a tutti quelli come me (razzisti, disonesti, voltagabbana) dove è che sono nati, sono cresciuti e sono stati educati.
    Giusto per capire come è che loro sono usciti così bene e io sono uscito così male.

  9. Luigi Ruggeri ha detto:

    caro Paolo, tu ne sei uscito così male perchè non ne sei uscito. Te ne stai li a difendere l’indifendibile perchè ci stai dentro e si sa che prima di affrontare l’impresentabilità degli italiani è necessario affrontare l’impresentabilità di se stessi, entrare in crisi, e poi con fatica uscirne. Un percorso difficile che alcune persone fanno un po’ forzati dalla loro natura e che altre fanno per scelta. Ci puoi provare anche tu e poi uscirne migliore.
    Auguri.
    Luigi.

  10. Luigi Ruggeri ha detto:

    caro Paolo, tu ne sei uscito così male perchè non ne sei uscito. Te ne stai li a difendere l’indifendibile perchè ci stai dentro e si sa che prima di affrontare l’impresentabilità degli italiani è necessario affrontare l’impresentabilità di se stessi, entrare in crisi, e poi con fatica uscirne. Un percorso difficile che alcune persone fanno un po’ forzati dalla loro natura e che altre fanno per scelta. Ci puoi provare anche tu e poi uscirne migliore.
    Auguri.
    Luigi.

  11. PaoloB ha detto:

    Luigi, ci conosciamo? Ci siamo mai presentati? Sai cosa faccio nella vita? Non mi pare.
    Allora, parla per te.

  12. alessandro ha detto:

    PaoloB, non si tratta di dire che tutti gli italiani rimasti in Italia sono razzisti, disonesti ecc.; inoltre, ti posso assicurare che all’estero è pieno di italiani “furbetti”, disonesti, razzisti ecc. Però è un fatto che la classe politica italiana è quella che è, e non è piovuta dal cielo, ma è stata scelta soprattutto dagli italiani “d’Italia”, specialmente a livello locale (noi “emigrati” votiamo solo per le nazionali e solo dal 2006); e se glielo fai notare, gli italiani “d’Italia” ti rispondono con un cattolicissimo “e chi sei tu per crederti migliore di me” (chi è senza peccato scagli la prima pietra, insomma). Il fatto è che un italiano all’estero si confronta con altre realtà, e se non è troppo occupato a perseguire il suo “particulare”, magari in maniera poco pulita (ripeto: ce ne sono molti di italiani all’estero che sono così), si rende conto che il maggior problema dell’Italia non è la crisi economica, ma la mentalità degli italiani, compresa la sua finché viveva in Italia. Rileggiti il mito della caverna di Platone: quando il tizio che ha visto che le ombre sul muro erano solo un’illusione lo dice agli altri, quelli lo vogliono far fuori, accusandolo di credersi migliore di loro. Meglio restare a guardarsi l’ombelico, insomma, e dire che gente come Scalfarotto o Anelli (o il sottoscritto) sono solo dei superbi che si credono migliori. Io non sono ontologicamente migliore degli italiani d’Italia: ma stare all’estero mi ha aperto la mente su un sacco di cose e quindi, sì, migliore di molti di loro. È normale: quanto più esperienza si fa nella vita, tanto più si cambia e si acquisiscono nuovi, importanti punti di vista. Chi resta attaccato allo scoglio stile cozza verghiana difficilmente cambia e acquisisce la capacità di mutare qualcosa del suo mondo.

  13. Paolo ha detto:

    Un paio di conoscenti che passavano di qua mi hanno chiesto che ci facessi in un battibecco su questo sito: mi hanno confuso con quel PaoloB che scrive qui sopra e che non sono certo io.
    Davvero singolare la coincidenza sui contenuti di quel botta-risposta tra quel tipo e Luigi ma passiamo oltre.
    Su quest’articolo che ho letto ieri su L’unità on line ho comunque espresso già ieri la mia opinione in proposito: chi vuole la legge sulla home page del mio sito.

  14. Paolo ha detto:

    Un paio di conoscenti che passavano di qua mi hanno chiesto che ci facessi in un battibecco su questo sito: mi hanno confuso con quel PaoloB che scrive qui sopra e che non sono certo io.
    Davvero singolare la coincidenza sui contenuti di quel botta-risposta tra quel tipo e Luigi ma passiamo oltre.
    Su quest’articolo che ho letto ieri su L’unità on line ho comunque espresso già ieri la mia opinione in proposito: chi vuole la legge sulla home page del mio sito.

  15. neurobi ha detto:

    Berlusconi rappresenta perfettamente un paese di “brava gente” che acclama i Saviano e gli eroi antimafia, poi però un ragazzo viene pestato dai figlioli dei mafiosi in una discoteca con 1500 persone e nessuno ha visto niente.
    La stessa brava gente che “han fatto bene i poliziotti della Diaz”, e magari anche i vigili urbani squadristi di Parma, e perfino quei bravi romagnoli sanguigni che hanno dato fuoco al senza tetto…
    Che brava gente gli italiani.

  16. PaoloB ha detto:

    Mi affascina questa cosa dell’esperienza all’estero che apre nuovi orizzonti. Mi affascina perchè è unidirezionale.
    Ossia, un italiano che va all’estero diventa migliore. Ma un francese (o un inglese o un tedesco) sono migliori per definizione. Se vengono in Italia suppongo che regrediscano.
    Comunque, un suggerimento. Domandatevi perchè agli stranieri piace tanto sentire un italiano all’estero che parla male del suo paese.

  17. PaoloB ha detto:

    Mi affascina questa cosa dell’esperienza all’estero che apre nuovi orizzonti. Mi affascina perchè è unidirezionale.
    Ossia, un italiano che va all’estero diventa migliore. Ma un francese (o un inglese o un tedesco) sono migliori per definizione. Se vengono in Italia suppongo che regrediscano.
    Comunque, un suggerimento. Domandatevi perchè agli stranieri piace tanto sentire un italiano all’estero che parla male del suo paese.

  18. Antonio Cane ha detto:

    Gentile Signor PaoloB,
    Le Sue osservazioni sono argute.
    La domanda che Lei pone, e cioè se gli stranieri siano migliori per definizione, sarebbe inammissibile qui in Germania. Si andrebbe a parare su un discorso di superiorità di razza con le implicazioni spiacevoli del caso. Ogni paese ha la sua storia e i suoi difetti.
    Può essere vero che agli stranieri piaccia sentire male dell’Italia dall’italiano. Tuttavia è molto difficile trovare un italiano all’estero che parli male dell’Italia. È più facile trovare un italiano all’estero che parli male di Berlusconi.
    Non credo che gli italiani all’estero si sentano molto più offesi di un italiano in Italia della presidenza di Berlusconi. La differenza è che all’estero ti scelgono come interlocutore e tu ti senti costretto a spiegare i fatti politici italiani.
    E per finire le dico che parlare male di Berlusconi significa salvare l’onore dell’Italia all’estero.
    Io sono convinto di non essere riuscito a farLe cambiare idea e mi sembra anche che le Sue osservazioni siano quelle solite della destra. Per cui mi reputerò soddisfatto anche solo per il fatto che Lei abbia avuto la compiacenza di leggere fino a qui e che Lei non si sia sentito offeso dal mio chiarimento.
    Cordiali Saluti!

  19. alessandro ha detto:

    E chi l’ha detto che a un tedesco all’estero non si aprano nuovi orizzonti che in Germania gli resterebbero preclusi? Comunque, se si vuole dare una lettura capziosa di quello che dicono gli altri, come fa Lei, si possono rigirare gli argomenti altrui fino a renderli assurdi.
    E guardi che all’estero hanno grande amore per l’Italia e proprio per questo non capiscono Berlusconi, la Lega, i saluti romani al Campidoglio, la Diaz e Bolzaneto ecc. e per questo ne chiedono ragione. Però io sono stanco di dover spiegare ad amici e colleghi che l’Italia non é solo queste cose.
    Io non parlo male dell’Italia, all’estero, io la difendo. Lei prima chiedeva a Luigi: ci conosciamo? ecc. Bene, lei non mi conosce e non conosce Scalfarotto e non sa probabilmente quanto sia difficile e complessa la relazione che ci lega (noi emigrati) all’Italia: cosa che la fa credere che ci piaccia parlarne male? Io critico solo quegli italiani che la pensano in un certo modo, che non riescono a vedere oltre l’orlo del loro piatto e ne vanno fieri, e che se glielo fai notare ti dicono che sei uno che parla male dell’Italia per piacere all’estero. Critico chi è ignorante, chiuso e provinciale nel senso peggiore, e si vanta pure di esserlo.

  20. claudio ha detto:

    alla lista delle attitudini spocchiose degli intellettuali di sinistra vedo aggiungersi altre voci:
    l’emigrato di successo, i cervelli in fuga, la loro sua visione brillante, non viziata dalla contaminazione mediatica del nano pelato.
    e lo dico da emigrato. non mi pare che cosi ci si renda ne simpatici ne piu’ credibili. autoreferenziali quello certo.
    non condivido neppure: “E hai voglia a spiegare che … hai orgogliosamente votato per il Pd” per ovvie ragioni.
    all’estero non ci prendono per il culo solo per Berlusconi, ma per la monnezza a Napoli, per Alitalia, per i fascisti al governo, per la mafia (ridono meno qui), per la follia al volante, per la maleducazione, per le furberie, per il fatto che anche nelle zone turistiche é difficile trovare uno che ti parli un’altro lingua oltre l’italiano, perché vinciamo mondali di calcio con dei fotomodelli cascatori, perché ci voltiamo a guardare una bella donna, perché gliele portiamo via (qui di nuovo ridono meno)… e la lista é lunga, non sminuirci.
    ciao

  21. claudio ha detto:

    paolo briziobello di presenteefuturo, caspita sei ancora in sella con la tua onemanassociation?
    tra i coopttati e gli invidiosi non-cooptati non so chi é meglio…

  22. claudio ha detto:

    paolo briziobello di presenteefuturo, caspita sei ancora in sella con la tua onemanassociation?
    tra i coopttati e gli invidiosi non-cooptati non so chi é meglio…

  23. Selfs. ha detto:

    Per principio sono contrario a questa ossessione per “l’immagine degli italiani all’estero”. A me basterebbe non fare brutte figure con la mia coscienza. Di quello che pensano gli stranieri, francamente m’importa poco. Ma se vogliamo insistere in questo esercizio del “come ci vedono all’etero”, almeno facciamolo come si deve.
    All’estero si chiedono come mai non esista alcuna alternativa credibile a Berlusconi. Testuale, nell’articolo sui primi cento giorni di Berlusconi, Newsweek annotava “That anyone in Italy has managed to be so successful is surprising”.
    Non so a voi, ma a me questa cosa la chiedono sempre. Come mai non c’e’ uno piu’ bravo di lui in politica? Purtroppo, avverto una strana reticenza ad affrontare questo punto: l’incapacita’ degli italiani “perbene” di farsi valere, di affermarsi, di vincere le elezioni e di prendere il controllo delle cose. Se non fosse perche’ ci manca l’orgoglio di essere nel giusto, il problema di Berlusconi non sarebbe neanche all’ordine del giorno.

  24. Antonio ha detto:

    Se non fosse perche’ ci manca l’orgoglio di essere nel giusto, il problema di Berlusconi non sarebbe neanche all’ordine del giorno.
    Un applauso sincero a Selfs. Sara’ per quello che spendiamo un sacco di tempo in questioni ombelicali di partito invece di metter il naso fuori?

  25. Antonio ha detto:

    Se non fosse perche’ ci manca l’orgoglio di essere nel giusto, il problema di Berlusconi non sarebbe neanche all’ordine del giorno.
    Un applauso sincero a Selfs. Sara’ per quello che spendiamo un sacco di tempo in questioni ombelicali di partito invece di metter il naso fuori?

  26. Antonio Cane ha detto:

    @Antonio: Per mettere il naso fuori? fuori dove?

  27. Zanna Bianca ha detto:

    Grande Selfs
    l’esterofilia strumentale non porta a niente di buono, ma solo ad un circolo vittimistico ed autoreferenziale.
    Si cerchi di capire invece perchè, alla fine in tanti anni, non si è mai presentata un’alternativa valida a Mr.B.
    Spero nel PD, ma le mancate dimissioni di Veltroni ed il suo patetico tentativo di metterla sullo scontro urlato pur di salvare la poltrona, non depongono per nulla bene.

  28. Zanna Bianca ha detto:

    Grande Selfs
    l’esterofilia strumentale non porta a niente di buono, ma solo ad un circolo vittimistico ed autoreferenziale.
    Si cerchi di capire invece perchè, alla fine in tanti anni, non si è mai presentata un’alternativa valida a Mr.B.
    Spero nel PD, ma le mancate dimissioni di Veltroni ed il suo patetico tentativo di metterla sullo scontro urlato pur di salvare la poltrona, non depongono per nulla bene.

  29. Zanna Bianca ha detto:

    Grande Selfs
    l’esterofilia strumentale non porta a niente di buono, ma solo ad un circolo vittimistico ed autoreferenziale.
    Si cerchi di capire invece perchè, alla fine in tanti anni, non si è mai presentata un’alternativa valida a Mr.B.
    Spero nel PD, ma le mancate dimissioni di Veltroni ed il suo patetico tentativo di metterla sullo scontro urlato pur di salvare la poltrona, non depongono per nulla bene.

  30. carcamanno ha detto:

    Pero’ dovrai ammettere che e’ molto piu’ difficile vivere in italia che rintuzzare l’ironia straniera alla macchinetta del caffe’.
    Stando all’estero ti sei tolto una parte di sfighe ma un prezzo lo devi pagare anche te.
    Italiani pizza, mandolino, mamma e berlusconi

  31. Selfs. ha detto:

    @ Antonio Cane
    Penso che Antonio intenda “fuori” dall’autocommiserazione, nel campo aperto della battaglia politica, dove le elezioni sono fatte per vincerle e non per poter dire di aver partecipato.
    @carcamanno
    Il problema va oltre ma secondo me non è solo colpa di Berlusconi. Nelle mie esperienze di lavoro all’estero ho assistito almeno due volte alla discriminazione attiva degli italiani solo perché italiani. In un caso, un progetto di pubblicità molto valido veniva escluso perché secondo i selezionatori “gli italiani consegnano sempre in ritardo”. Nel secondo caso, un esperto rifiutava un’intervista perché gli stanno antipatici il Papa e Berlusconi. Penso che gli stupidi siano dappertutto. In entrambi i casi ho protestato e li ho anche un po’ fatti vergognare. Certo, un’immagine dell’Italia migliore aiuterebbe a evitare queste cose. Ma se uno discrimina in base ai pregiudizi e agli stereotipi, il problema è soprattutto suo e non si può dare la colpa al Papa e a Berlusconi. Ripeto, l’immagine all’estero è un problema, ma è secondario. Trovo prioritario riflettere su cosa gli italiani pensano dell’Italia.

  32. Selfs. ha detto:

    @ Antonio Cane
    Penso che Antonio intenda “fuori” dall’autocommiserazione, nel campo aperto della battaglia politica, dove le elezioni sono fatte per vincerle e non per poter dire di aver partecipato.
    @carcamanno
    Il problema va oltre ma secondo me non è solo colpa di Berlusconi. Nelle mie esperienze di lavoro all’estero ho assistito almeno due volte alla discriminazione attiva degli italiani solo perché italiani. In un caso, un progetto di pubblicità molto valido veniva escluso perché secondo i selezionatori “gli italiani consegnano sempre in ritardo”. Nel secondo caso, un esperto rifiutava un’intervista perché gli stanno antipatici il Papa e Berlusconi. Penso che gli stupidi siano dappertutto. In entrambi i casi ho protestato e li ho anche un po’ fatti vergognare. Certo, un’immagine dell’Italia migliore aiuterebbe a evitare queste cose. Ma se uno discrimina in base ai pregiudizi e agli stereotipi, il problema è soprattutto suo e non si può dare la colpa al Papa e a Berlusconi. Ripeto, l’immagine all’estero è un problema, ma è secondario. Trovo prioritario riflettere su cosa gli italiani pensano dell’Italia.

  33. PaoloB ha detto:

    “Sei italiano? Beh, allora spiegaci come funziona: come avete fatto a scegliervelo, perché non lo defenestrate, ma non vi vergognate almeno un po’.”
    La risposta che io darei a questi soggetti è che, in una democrazia, capita di scegliere personaggi discutibili per questo o quell’aspetto. Fa parte di quel processo di selezione delle classi dirigenti che è propria di ogni democrazia.
    Come tutti i processi governati dagli uomini, può capitare di scegliere personaggi controversi: gli Stati Uniti, che hanno appena eletto il celebratissimo Obama, hanno mantenuto per otto anni al poter George W. Bush. E il possibile presidente degli Stati Uniti aveva scelto come vicepresidente una tizia al cui confronto Borghezio è un raffinato intellettuale.
    Nella democraticissima Francia un tale LePen ha rischiato di diventare presidente della Repubblica. E sempre nella democraticissima ed efficientissima Francia le periferie di Parigi sono esplose in una rivolta popolare durata per giorni, quando era ministro dell’Interno l’attuale presidente della repubblica francese.
    Potrei concludere dicendo che, in generale, la selezione della classe dirigente attraverso processi democratici è un fatto complesso, soggetto a frequenti fallimenti. Questo vale in tutti i paesi democratici, e tutti i cittadini se ne devono fare carico ogni volta.

  34. Selfs. ha detto:

    PaoloB, citi esempi molto interessanti.
    George W. Bush ha vinto due volte le presidenziali ma nel frattempo lo schieramento avverso ha cambiato tre volte il candidato presidente. Il tuo esempio calza, ma fino a un certo punto.
    Le Pen è arrivato alle presidenziali e Lionel Jospin, candidato socialista, ha sottolineato l’evento ritirandosi a vita privata. Il tuo esempio calza, ma fino a un certo punto.
    In Italia lo schieramento avverso continua a sprofondare nell’autoreferenzialità, circondato da vassalli che domandano retoricamente “Se non Veltroni, allora chi volete?”. Questo problema non se lo sono posto né Al Gore, né John Kerry, né Lionel Jospin. Chi perde paga, fine. Ed ecco che alla fine ha vinto Obama, il celebratissimo.
    I cittadini iscritti al PD devono farsi carico di selezionare una classe dirigente all’altezza dei loro proclami e mandare a casa quelli che hanno perso le elezioni. Prima lo fanno, prima salvano la faccia.

  35. Selfs. ha detto:

    PaoloB, citi esempi molto interessanti.
    George W. Bush ha vinto due volte le presidenziali ma nel frattempo lo schieramento avverso ha cambiato tre volte il candidato presidente. Il tuo esempio calza, ma fino a un certo punto.
    Le Pen è arrivato alle presidenziali e Lionel Jospin, candidato socialista, ha sottolineato l’evento ritirandosi a vita privata. Il tuo esempio calza, ma fino a un certo punto.
    In Italia lo schieramento avverso continua a sprofondare nell’autoreferenzialità, circondato da vassalli che domandano retoricamente “Se non Veltroni, allora chi volete?”. Questo problema non se lo sono posto né Al Gore, né John Kerry, né Lionel Jospin. Chi perde paga, fine. Ed ecco che alla fine ha vinto Obama, il celebratissimo.
    I cittadini iscritti al PD devono farsi carico di selezionare una classe dirigente all’altezza dei loro proclami e mandare a casa quelli che hanno perso le elezioni. Prima lo fanno, prima salvano la faccia.

  36. Selfs. ha detto:

    Rettifico l’ultimo passaggio, con una differenza fondamentale:
    I cittadini iscritti al PD devono farsi carico di mandare a casa quelli che hanno perso le elezioni e selezionare una classe dirigente all’altezza dei loro proclami. Prima lo fanno, prima salvano la faccia.

  37. Selfs. ha detto:

    PaoloB,
    Devo ancora capire se per voi del PD siamo o non siamo in una situazione di normale democrazia. Non potete cambiare idea ogni giorno su questo punto. Prendete una decisione, per favore.

  38. Selfs. ha detto:

    PaoloB,
    Devo ancora capire se per voi del PD siamo o non siamo in una situazione di normale democrazia. Non potete cambiare idea ogni giorno su questo punto. Prendete una decisione, per favore.

  39. PaoloB ha detto:

    Selfs,
    prima ero uno di destra. Adesso sono diventato uno di sinistra. Io ho risposto semplicemente alla domanda che poneva il nostro ospite. Che ne dici di restare sull’argomento?

  40. Selfs. ha detto:

    Potrei spiegarti che le mie osservazioni sono in argomento ma mi sembra chiaro che non t’interessa. Perdona il disturbo.

  41. Antonio Cane ha detto:

    @Selfs: Ho scritto qualche volta sul blog di Storace. Non sai che divertimento.
    Forse lo stesso divertimento che ha PaoloB a scrivere sul blog di Scalpha.
    In un mio commento precedente avevo scritto riferendomi a PaoloB:
    Io sono convinto di non essere riuscito a farLe cambiare idea e mi sembra anche che le Sue
    osservazioni siano quelle solite della destra
    “.
    È un ragionamento tipicamente della destra quello di non voler aver rappresentata l’amata Patria inferiore
    ad una qualsiasi altra nazione. Basta dire che gli stranieri potrebbe trovare bizzaro che un Berlusconi
    sia capo del consiglio italiano, che subito parte la querelle tipica della destra: ma loro non sono mejo de noi!
    Si tratta del famigerato Orgoglio Nazionale. Quello che non capiscono questi signori di destra è che si è molto
    più orgogliosi se si accetta di avere un difetto – vedi Berlusconi – e si è ancora più orgogliosi se ci si mostra fiduciosi
    della venuta di un prossimo governo migliore. Ed è veramente non importante se il prossimo governo sia di
    destra o sinistra. Pertanto non se la prenda caro Selfs, il signor PaoloB non vuole essere scortese: è
    solamente incapace di comprenderLa.
    @PaoloB: ma siamo sicuri che il popolo scelga in maniera democratica i suoi rappresentanti. Do you know the Porcellum? Per non parlare poi del conflitto d’interessi.
    @Scalpha: ma siamo sicuri che il signor PaoloB esista veramente? secondo me è uno che ha pagato il buon Sofri per far aumentare il numero di commenti al tuo blog. Tanto per farti uno scherzetto. Eh? che dici?

  42. Antonio Cane ha detto:

    @Selfs: Ho scritto qualche volta sul blog di Storace. Non sai che divertimento.
    Forse lo stesso divertimento che ha PaoloB a scrivere sul blog di Scalpha.
    In un mio commento precedente avevo scritto riferendomi a PaoloB:
    Io sono convinto di non essere riuscito a farLe cambiare idea e mi sembra anche che le Sue
    osservazioni siano quelle solite della destra
    “.
    È un ragionamento tipicamente della destra quello di non voler aver rappresentata l’amata Patria inferiore
    ad una qualsiasi altra nazione. Basta dire che gli stranieri potrebbe trovare bizzaro che un Berlusconi
    sia capo del consiglio italiano, che subito parte la querelle tipica della destra: ma loro non sono mejo de noi!
    Si tratta del famigerato Orgoglio Nazionale. Quello che non capiscono questi signori di destra è che si è molto
    più orgogliosi se si accetta di avere un difetto – vedi Berlusconi – e si è ancora più orgogliosi se ci si mostra fiduciosi
    della venuta di un prossimo governo migliore. Ed è veramente non importante se il prossimo governo sia di
    destra o sinistra. Pertanto non se la prenda caro Selfs, il signor PaoloB non vuole essere scortese: è
    solamente incapace di comprenderLa.
    @PaoloB: ma siamo sicuri che il popolo scelga in maniera democratica i suoi rappresentanti. Do you know the Porcellum? Per non parlare poi del conflitto d’interessi.
    @Scalpha: ma siamo sicuri che il signor PaoloB esista veramente? secondo me è uno che ha pagato il buon Sofri per far aumentare il numero di commenti al tuo blog. Tanto per farti uno scherzetto. Eh? che dici?

  43. PaoloB ha detto:

    @Antonio Cane
    Posso confermare che esisto davvero. E, sempre se ti interessa, sono un iscritto al PD, che collabora con l’attività locale del partito cercando di fare qualcosa di utile per la mia città e il mio paese (oddio! Ho nominato il mio paese? Sono diventato un criptofascista?)
    Sul Porcellum, farei notare che il “modello” del Porcellum è stata la legge elettorale della Regione Toscana, varata all’epoca congiuntamente da DS e FI.
    Sull’Orgoglio e quant’altro. Io rispondevo semplicemente a Scalfarotto, che si domandava “oddio, ora cosa rispondo”? Un discorso è parlare con un collega dei difetti dei sistemi politici dei rispettivi paesi di origine, dei limiti dei sistemi democratici e delle possibilità di miglioramento. Un altro è farsi mettere sul banco degli accusati come quelli che di ufficio si devono discolpare, perchè “hanno eletto Berlusconi”.
    Se uno mette sul banco degli imputati un PdC, si può discutere quanto si vuole senza problemi. Se uno ci mette sopra tutto un paese, beh, la cosa è leggermente diversa. Perchè a quel punto si considera TUTTO il paese, non solo la parte che ti fa comodo.

  44. alessandro ha detto:

    @ PaoloB
    E infatti sul banco degli imputati ci andrebbe messo tutto il paese, hai ragione. E non solo per Berlusconi, o la Lega, o il PD (se questo è quanto di meglio le forze di opposizione riescono a fare…), o Genova, ma per tante altre cose: l’incapacità di gestire le grandi sfide del presente, dall’immigrazione all’emergenza ambientale e energetica; l’incapacità di rinnovarsi (in ogni settore, dall’università alla politica); il corporativismo medievale (gli imprenditori figli di imprenditori, i notai figli di notai, i farmacisti figli di farmacisti, i tassisti figli di tassisti, gli edicolanti figli di edicolanti ecc.); un capitalismo di imprenditori assolutamente non disposti ad assumere rischi o a investire in ricerca e innovazione tecnologica, ma buoni solo a costruire sistemi di scatole cinesi (Tronchetti Provera) o a privatizzare i guadagni e socializzare le perdite (tutti i manager FIAT, ma non solo); lo scempio ambientale illegale (e di questo sono responsabili milioni di italiani) e legale (e di questo sono responsabili migliaia di comuni); gli sprechi di denaro pubblico a ogni livello; il fatto che ogni domenica in cui c’è il campionato si muovano orde di barbari pronti a saccheggiare autogrill e stazioni e a provocare lesioni gravi o persino la morte dei loro “nemici”; un razzismo dilagante e di cui nessuno si vergogna, anzi…; un’inciviltà generalizzata che va dal modo in cui ci si comporta in strada (pedoni compresi) a quello in cui ci si comporta nei locali pubblici; devo continuare…? Dici che all’estero sono uguali o peggiori? Beh, dipende dall’estero… Ci sei mai stato in Germania, in Francia, in Gran Bretagna, nei paesi nordici…? Certo, se il nostro metro di misura devono essere altri, ce la caviamo, per ora. Ma allora che cazzo ci stiamo a fare nel G8, se ci orientiamo su chi ci sta dietro e non su chi ci sta davanti?

  45. Selfs. ha detto:

    PaoloB è perfetto per il PD. E il PD è perfetto per lui.
    – Pensa di essere “di sinistra”;
    – Elude le questioni scomode dicendo che sono “fuori tema” e risponde solo a quelle facili;
    – Quando qualcuno sostiene che l’Italia ha una democrazia precaria, risponde che è invece robustissima;
    – Al massimo se ne esce dicendo che “il problema è un altro” (del resto “L’Italia ha dei problemi, ma chi non li ha?”);
    – Le cose gli stanno bene come sono: “Ragazzi, dove sta il problema?” (Sottinteso: se ci fosse stato un problema, l’avrebbe già risolto Walter).
    Il ragazzo farà strada.

  46. Selfs. ha detto:

    PaoloB è perfetto per il PD. E il PD è perfetto per lui.
    – Pensa di essere “di sinistra”;
    – Elude le questioni scomode dicendo che sono “fuori tema” e risponde solo a quelle facili;
    – Quando qualcuno sostiene che l’Italia ha una democrazia precaria, risponde che è invece robustissima;
    – Al massimo se ne esce dicendo che “il problema è un altro” (del resto “L’Italia ha dei problemi, ma chi non li ha?”);
    – Le cose gli stanno bene come sono: “Ragazzi, dove sta il problema?” (Sottinteso: se ci fosse stato un problema, l’avrebbe già risolto Walter).
    Il ragazzo farà strada.

  47. PaoloB ha detto:

    @Selfs
    Quello che io penso di essere, mi sembra poco rilevante ai fini del discorso.
    Sulle questioni che sono “fuori tema”. In una discussione io sono abituato a trattare un argomento per volta, non 27. Sono abituato a prendere in considerazione in cui esistono delle premesse, delle argomentazioni e una o più conclusioni. E sono abituato a contestare le premesse, le argomentazioni o le conclusioni.
    Se metto di mezzo qualcos’altro, dal mio punto di vista sto cambiando discorso. Sto andando “fuori tema”. Poi, se vuoi, posso risponderti su tutte le questioni che vuoi. Qui la questione da cui si è partiti è “cosa dire agli stranieri eccetera?”
    Infine, le cose NON mi stanno affatto bene come stanno così. Chi mi conosce sa che ho contestato pesantemente assai le scelte di Veltroni più di una volta.
    Ho già detto (su mailing list, in via privata, durante dibattiti) che il cambio di segretario e di una buona parte della classe dirigente del partito sarebbe un tentativo sano per resistere al disastro annunciato delle europee.
    Ho detto anche che continuando così il 27% alle europee sarà un successo, e che in quel 27% NON ci sarà il mio voto (e di tutti quelli che riesco a convincere).
    Ultima postilla: capisco la gerontocrazia, ma a un passo dai quarant’anni sentirsi chiamare ragazzo fa decisamente sorridere.

  48. Selfs. ha detto:

    Caro PaoloB,
    Se quello che pensi di essere è poco rilevante, allora cosa lo scrivi a fare?
    I miei giudizi su di te sono basati su quello che hai scritto. Non ti conosco al di là della risposta sbrigativa che hai dato a me e dei commenti che hai lasciato dopo. Mi baso su quelle parole e ribadisco il mio giudizio. Sei perfetto per il PD, e il PD è perfetto per te. Ambigui, spocchiosi e inconcludenti.

  49. PaoloB ha detto:

    @alessandro.
    “E infatti sul banco degli imputati ci andrebbe messo tutto il paese, hai ragione.”
    Addirittura… E chi ci dovrebbe mettere sotto processo? Gli Stati Uniti che hanno appena fatto il più grande crack della storia moderna? La Gran Bretagna che si è appena aggiudicata una buona seconda posizione? La Francia con un capitalismo al cui confronto l’Italia è il paese del liberismo (cerca Alstom in giro, è una lettura interessante. Ivan ti può passare qualche articoletto dell’Economist…).
    Questo paese ha enormi problemi, e ci mancherebbe altro che lo negassi.
    Ma l’idea di sentirci sotto processo perchè abbiamo eletto Berlusconi è totalmente cretina. Perchè non aiuta a risolvere neanche uno di questi problemi.

  50. alessandro ha detto:

    “Ma l’idea di sentirci sotto processo perchè abbiamo eletto Berlusconi è totalmente cretina.” E infatti non è questo il punto, come mi sembrava di aver sottolineato nel mio commento.
    E comunque non hai risposto a nessuna delle osservazioni che ho collocato, ma hai cambiato discorso. Vedo che selfs aveva ragione: l’importante è eludere le risposte e spostare l’attenzione su altri punti secondo la nota tattica del “c’è chi sta peggio”. Ah beh, allora…

  51. PaoloB ha detto:

    @alessandro.
    Mah, si vede che io l’italiano proprio non lo capisco più. Qui sopra Ivan fa tutto un post per spiegare come è difficile “giustificare” il proprio paese all’estero. Io su quello ho risposto.
    Come ho detto sopra, e come ripeto qui, l’Italia ha enormi problemi. Se un inglese viene da me e mi dice “avete eletto un PdC scarso” io non posso che dargli ragione; se lui mi dice “giustificati per aver eletto un PdC scarso”, io gli rispondo che lui non ha titoli o merito per fare il giudice del mio paese. Questo è il punto che volevo fare per Ivan, e che continuo a ribadire.
    Le tue questioni sono (alcune più, alcune meno) tutte condivisibili, Per questo non ho risposto singolarmente a ciascuno, Sono molto meno condivisibili se diventano “siamo solo noi che funzioniamo così”.
    Per farti un esempio (ripeto, un esempio: non vorrei farci un post nel commento, mi sembra scorretto nei confronti del nostro ospite) tu mi citi “Tronchetti Provera che privatizza gli utili” eccetera eccetera. Io ti ho ricordato il caso della Alstom francese, che ha ricevuto VAGONATE di soldi dal governo francese (di parla di milardi di euro, puoi cercare in giro).
    Tu dici che esiste un sistema di scatole cinesi. Ma secondo te le scatole cinesi dove le fanno di più, in Italia (dove il capitalismo è “primitivo”) o in Gran Bretagna? Secondo te che cavolo ci stanno a fare i vari paradisi fiscali DENTRO il cuore dell’Europa, tipo Lussemburgo o Lichtenstein? Servono agli imprenditori padani, o forse (forse) c’è un mercato appena più vasto che si occupa di costruirci dentro le famigerate scatolette?
    Tu dici “un’inciviltà generalizzata che va dal modo in cui ci si comporta in strada (pedoni compresi) a quello in cui ci si comporta nei locali pubblici”. Probabilmente non sei mai andato a una partita di calcio del Liverpool. Secondo te perchè per molti anni le squadre di calcio inglesi sono state escluse dai campionati europei? Lo stadio Heysel ti ricorda qualcosa?
    E si può andare avanti quanto ti pare. Come ho detto prima, questo paese è tutto fuorchè perfetto. Ma in giro non vedo paesi perfetti in grado di giudicarci.
    Eh, sì, di paesi stranieri ne ho visti diversi. Ho fatto anche alcuni progetti europei con alcuni di questi paesi. Diciamo che sullo spreco di denaro pubblico, l’Italia non ha nulla da insegnare a nessuno, tanto meno Francia o Germania.

  52. Zanna Bianca ha detto:

    Buongiorno a tutti,
    Mi riaggancio al tema meritocrazia / nepotismo lanciato incidentalmente dal post, e vi invito a leggere questo articolo dove si parla di “forma mentis che si crea in famiglia”.
    http://www.corriere.it/cronache/08_novembre_14/messina_concorso_universita_39ea9d2e-b26a-11dd-82fd-00144f02aabc.shtml?fr=correlati
    Lontanamente ci potrebbe anche stare, ma mai nessun politico parla a questa gente di valori come ritegno, dignità, opportunità che un alto funzionario pubblico come un docente universitario dovrebbe avere ???????
    E’ proprio questa la chiave di volta; si polemizza sempre sui soldi/tagli all’universita, ma mai nessuno politico di peso (destra, centro, sinistra) si è alzato in parlamento od in una segreteria di partito per sottolineare l’indecenza continua perpetrata degli accademici italiani.
    Viene naturale dire a questo docenti “Con tutto lo schifo che combinate avete anche il coraggio di chiedere più soldi???Cominciate ad usare quelli che avete senza infornare figli, nipoti, cugini ecc ecc.”
    Aiutatemi a capire; io sono figlio di gente qualunque, dignitosa ma senza peso sociale; ho frequentato un’università del sud e sono fuggito volontariamente non vedendo spiragli.
    Oggi quando torno nella mia città vedo negli organigrammi del corpo docente gli stessi cognomi ripetersi 4/5 volte (senza contare le parentele con cognomi diversi) e dico tra me e me “Ma hanno anche il coraggio di protestare?”

  53. Selfs. ha detto:

    @ Zanna Bianca
    Ai nepotisti il coraggio non gli manca mai.
    Ma io direi che qui abbiamo due problemi diversi. Uno e’ l’esistenza dell’universita’ pubblica, l’altro e’ la piaga del nepotismo. Si puo’ essere a favore della prima e contro la seconda. Certo, per essere credibili bisogna scegliersi i compagni di battaglia giusti. In questo, la sinistra non ha mai brillato.
    Ma il diritto allo studio dei tuoi parenti piu’ giovani non ha nulla a che vedere con il nepotismo dei tuoi ex-professori e dei loro parenti piu’ giovani. Anche nelle peggio universita’ del sud ho trovato docenti che si sono sudati tutto quello che hanno ottenuto. Coraggiosi, rigorosi, preparati. Alcuni li ho avuti come maestri. Bisognerebbe lottare per loro e avere nessuna pieta’ per gli altri.

  54. Zanna Bianca ha detto:

    @Selfs
    Grazie mille degli spunti di riflessione; sono d’accordo, l’esistenza dell’università pubblica è cosa diversa dalla piaga del nepotismo.
    Quello che però mi domando è come fare a far convivere le due cose dignitosamente, perchè è inevitabile che debba coesistere il diritto ad un’istruzione pubblica con il dovere da parte di chi quella istruzione la impartisce di non utilizzare il potere per il tornaconto suo e della sua famiglia.
    Il nostro paese a livello di Pubblica Amministrazione è decisamente borbonico. Tutti coloro che rivestono un ruolo pubblico rilevante e di potere, non amministrano quasi mai in nome della collettività ma per difendere posizioni acquisite: professori universitari, notai, magistrati, farmacisti, ecc.ecc. Ed in più nelle loro magagne riescono sempre a mantenere salva la legittimità formale. D’altra parte si scambiano i ruoli con una certa intercambiabilità: spesso i magistrati sono commissari di concorsi pubblici, i professori universitari sono commissari nei concorsi per i magistrati, notai e cos’ via – il classico cane non mangia cane.
    E’ inevitabile mi risponderesti tu.
    L’unica arma possibile sarebbe la moral suasion, e cioè la consapevolezza sociale che “certe cose non si fanno” e che se fossero fatte, anche se giuste da un punto di vista formale “non starebbero bene” e “bisognerebbe vergognarsene”.
    Ma da chi dovrebbe partire in Italia questa moral suasion da Berlusconi, Veltroni, Casini o Di Pietro?? ..non scherziamo!
    Penso che l’unico modo per uscirsene è dare alla società più libertà e flessibilità nelle scelte di vita: una maggiore flessibilità nel mondo del lavoro, ad esempio, permetterebbe ad ognuno di noi di non pensare al “posto pubblico” come all’unica ancora di salvezza …il ricatto lavorativo fa aumentare il potere di questi burocrati.
    Se invece si fosse consapevoli che il proprio miglioraramento passa anche da periodi alterni di occupazione/disoccupazione con la sicurezza che “qualcosa di meglio deve arrivare”, aumenterebbe anche il pressing morale nei confronti dei summenzionati impuniti.
    Da ultimo vi segnalo quest’altra notizia:
    http://bari.repubblica.it/dettaglio/Atenei-stop-ai-concorsi-per-118-prof/1547664
    Secondo voi come saranno assegnati questi 118 posti in un’Università vergognosa come quella di Bari (purtroppo la mia città) più volte ai disonori delle cronache per famiglie ramificate in maniera tentacolare al proprio interno???
    E non dimentichiamo che il danno non lo fanno solo ai tanti ricercatori che sono costretti a scapparsene, ma soprattutto ai tanti allievi che non apprendendo NIENTE da loro (vedi me) e sono costretti ad entrare impreparati nel mondo del lavoro, rincorrerendo gente che alla stessa età ha anni luce di vantaggio!!

  55. Zanna Bianca ha detto:

    @Selfs
    Grazie mille degli spunti di riflessione; sono d’accordo, l’esistenza dell’università pubblica è cosa diversa dalla piaga del nepotismo.
    Quello che però mi domando è come fare a far convivere le due cose dignitosamente, perchè è inevitabile che debba coesistere il diritto ad un’istruzione pubblica con il dovere da parte di chi quella istruzione la impartisce di non utilizzare il potere per il tornaconto suo e della sua famiglia.
    Il nostro paese a livello di Pubblica Amministrazione è decisamente borbonico. Tutti coloro che rivestono un ruolo pubblico rilevante e di potere, non amministrano quasi mai in nome della collettività ma per difendere posizioni acquisite: professori universitari, notai, magistrati, farmacisti, ecc.ecc. Ed in più nelle loro magagne riescono sempre a mantenere salva la legittimità formale. D’altra parte si scambiano i ruoli con una certa intercambiabilità: spesso i magistrati sono commissari di concorsi pubblici, i professori universitari sono commissari nei concorsi per i magistrati, notai e cos’ via – il classico cane non mangia cane.
    E’ inevitabile mi risponderesti tu.
    L’unica arma possibile sarebbe la moral suasion, e cioè la consapevolezza sociale che “certe cose non si fanno” e che se fossero fatte, anche se giuste da un punto di vista formale “non starebbero bene” e “bisognerebbe vergognarsene”.
    Ma da chi dovrebbe partire in Italia questa moral suasion da Berlusconi, Veltroni, Casini o Di Pietro?? ..non scherziamo!
    Penso che l’unico modo per uscirsene è dare alla società più libertà e flessibilità nelle scelte di vita: una maggiore flessibilità nel mondo del lavoro, ad esempio, permetterebbe ad ognuno di noi di non pensare al “posto pubblico” come all’unica ancora di salvezza …il ricatto lavorativo fa aumentare il potere di questi burocrati.
    Se invece si fosse consapevoli che il proprio miglioraramento passa anche da periodi alterni di occupazione/disoccupazione con la sicurezza che “qualcosa di meglio deve arrivare”, aumenterebbe anche il pressing morale nei confronti dei summenzionati impuniti.
    Da ultimo vi segnalo quest’altra notizia:
    http://bari.repubblica.it/dettaglio/Atenei-stop-ai-concorsi-per-118-prof/1547664
    Secondo voi come saranno assegnati questi 118 posti in un’Università vergognosa come quella di Bari (purtroppo la mia città) più volte ai disonori delle cronache per famiglie ramificate in maniera tentacolare al proprio interno???
    E non dimentichiamo che il danno non lo fanno solo ai tanti ricercatori che sono costretti a scapparsene, ma soprattutto ai tanti allievi che non apprendendo NIENTE da loro (vedi me) e sono costretti ad entrare impreparati nel mondo del lavoro, rincorrerendo gente che alla stessa età ha anni luce di vantaggio!!

  56. Zanna Bianca ha detto:

    @Selfs
    Grazie mille degli spunti di riflessione; sono d’accordo, l’esistenza dell’università pubblica è cosa diversa dalla piaga del nepotismo.
    Quello che però mi domando è come fare a far convivere le due cose dignitosamente, perchè è inevitabile che debba coesistere il diritto ad un’istruzione pubblica con il dovere da parte di chi quella istruzione la impartisce di non utilizzare il potere per il tornaconto suo e della sua famiglia.
    Il nostro paese a livello di Pubblica Amministrazione è decisamente borbonico. Tutti coloro che rivestono un ruolo pubblico rilevante e di potere, non amministrano quasi mai in nome della collettività ma per difendere posizioni acquisite: professori universitari, notai, magistrati, farmacisti, ecc.ecc. Ed in più nelle loro magagne riescono sempre a mantenere salva la legittimità formale. D’altra parte si scambiano i ruoli con una certa intercambiabilità: spesso i magistrati sono commissari di concorsi pubblici, i professori universitari sono commissari nei concorsi per i magistrati, notai e cos’ via – il classico cane non mangia cane.
    E’ inevitabile mi risponderesti tu.
    L’unica arma possibile sarebbe la moral suasion, e cioè la consapevolezza sociale che “certe cose non si fanno” e che se fossero fatte, anche se giuste da un punto di vista formale “non starebbero bene” e “bisognerebbe vergognarsene”.
    Ma da chi dovrebbe partire in Italia questa moral suasion da Berlusconi, Veltroni, Casini o Di Pietro?? ..non scherziamo!
    Penso che l’unico modo per uscirsene è dare alla società più libertà e flessibilità nelle scelte di vita: una maggiore flessibilità nel mondo del lavoro, ad esempio, permetterebbe ad ognuno di noi di non pensare al “posto pubblico” come all’unica ancora di salvezza …il ricatto lavorativo fa aumentare il potere di questi burocrati.
    Se invece si fosse consapevoli che il proprio miglioraramento passa anche da periodi alterni di occupazione/disoccupazione con la sicurezza che “qualcosa di meglio deve arrivare”, aumenterebbe anche il pressing morale nei confronti dei summenzionati impuniti.
    Da ultimo vi segnalo quest’altra notizia:
    http://bari.repubblica.it/dettaglio/Atenei-stop-ai-concorsi-per-118-prof/1547664
    Secondo voi come saranno assegnati questi 118 posti in un’Università vergognosa come quella di Bari (purtroppo la mia città) più volte ai disonori delle cronache per famiglie ramificate in maniera tentacolare al proprio interno???
    E non dimentichiamo che il danno non lo fanno solo ai tanti ricercatori che sono costretti a scapparsene, ma soprattutto ai tanti allievi che non apprendendo NIENTE da loro (vedi me) e sono costretti ad entrare impreparati nel mondo del lavoro, rincorrerendo gente che alla stessa età ha anni luce di vantaggio!!

  57. Selfs. ha detto:

    @ Zanna Bianca
    Sarai sorpreso di sapere che anche io mi sono laureato a Bari ma la mia valutazione è diversa dalla tua. Conosco uno per uno i casi di nepotismo perché li ho visti. Ho rinunciato alla ricerca senza rimpianti perché ho avuto la pretesa di presentarmi ai concorsi senza avvisare. Pazienza, ho detto. Fossi stato più motivato verso la ricerca, sarei stato anche più cinico.
    Ma la mia valutazione dell’esperienza universitaria è diversa dalla tua. Io all’università ho studiato, sudato, imparato. Mi sono anche incazzato, e tanto. Però sono entusiasta dei miei maestri, che ho scelto tra quel dieci per cento di persone oneste che per qualche scherzo del destino lavorano all’Università di Bari.
    Nel suo complesso l’università è a pezzi per colpa del nepotismo ma io non direi mai, come fai tu, che “tutti” sono marci. Semplicemente, non è vero. C’è sempre una quota di persone che hanno accettato i compromessi che io non ho accettato, hanno lavorato in solitudine e tuttora si distinguono anche all’estero per competenza e per rigore, non solo negli studi.
    Non è la situazione ideale ma è un buon punto di partenza per sperare di poter migliorare le cose. Manca il nostro coraggio e il nostro contributo attivo. Dovremmo avere le palle di sostenere apertamente gli onesti e di denunciare apertamente i meno onesti. Abbiamo sempre altro da fare, invece.

  58. Zanna Bianca ha detto:

    @Selfs
    Caro Selfs ho piacere di sapere che abbiamo frequentato la stessa Università, e concordo che non si debba sfasciare tutto e che tutto faccia schifo. .
    Non era questo lo spirito del mio intervento; nella parte finale ho citato l’Università, ma per gran parte ho cercato di dare una risposta a come conciliare il diritto all’istruzione per tutti con il diritto a non essere sopraffatti dai burocrati e dalle loro trame.Quelli descritti sono comportamenti umani difficili da correggere; l’intervento va fatto rafforzando la parte sana della società.
    Riguardo l’università di Bari, ti dico che anch’io ho buttato il sangue sui libri; e sottolineo i libri, perchè mai ho potuto contare su docenti intesi come guide, maestri, esempi …tanto vale mi laureavo per corrispondenza ed era lo stesso. Prova ne è che nessuno dei miei docenti (economia) interviene o viene citato del mondo produttivo; rimangono lì nel loro pascolo, evitano che nessuno dall’esterno alteri i loro equilibri, ogni tanto si “promuovono” a vicenda con qualche concorso farlocchio … ..alle spalle di chi si è preso un pezzo di carta e come ti ho scritto prima “è costretto ad entrare nel mondo del lavoro, rincorrerendo gente che alla stessa età ha anni luce di vantaggio”.
    Comunque ti ringrazio della testimonianza, un parere è quello che cercavo …e credo che in una società moralmente tanto addormentata nel nostro piccolo qualcosa la facciamo anche noi.
    Ti saluto

  59. Quorenero ha detto:

    Sono anch’io un italiano all’estero…
    …e come tale non nascondo di provare un certo piacere nell’assumere il ruolo di ambasciatore part-time del belpaese non appena me lo si ‘consenta’ … scusate il berlusconorum ;).
    italiano/tedesco/francese/americano/senegalese/cingalese/eccetera. Che senso ha continuare a perpetuare queste differenze… a dividere… il nord dal sud… l’est dall’ovest… destra e sinistra…
    che senso ha tirare in ballo Platone per una ragione cosi infima come il differenziare noi “italiani buoni” dagli altri “i cattivi”.
    Ma a voi non capita mai di riscoprirvi egoisti ogni tanto, di constatare come anche voi nel vostro piccolo amate non rispettare le regole del vivere civile?
    Poi siamo tutti qui a fare polemica per dimostrare magari di capirne piu’ di qualche altro ed essere i detentori della nostra piccola ma esclusiva verita’.
    Non e’ forse meglio unire… aimhe piu’ non vedo la Decantata Unita’.
    El pueblo unido se n’e’ fuito
    Un cordiale abbraccio all’Italia e agli Italiani tutti.

  60. Quorenero ha detto:

    Sono anch’io un italiano all’estero…
    …e come tale non nascondo di provare un certo piacere nell’assumere il ruolo di ambasciatore part-time del belpaese non appena me lo si ‘consenta’ … scusate il berlusconorum ;).
    italiano/tedesco/francese/americano/senegalese/cingalese/eccetera. Che senso ha continuare a perpetuare queste differenze… a dividere… il nord dal sud… l’est dall’ovest… destra e sinistra…
    che senso ha tirare in ballo Platone per una ragione cosi infima come il differenziare noi “italiani buoni” dagli altri “i cattivi”.
    Ma a voi non capita mai di riscoprirvi egoisti ogni tanto, di constatare come anche voi nel vostro piccolo amate non rispettare le regole del vivere civile?
    Poi siamo tutti qui a fare polemica per dimostrare magari di capirne piu’ di qualche altro ed essere i detentori della nostra piccola ma esclusiva verita’.
    Non e’ forse meglio unire… aimhe piu’ non vedo la Decantata Unita’.
    El pueblo unido se n’e’ fuito
    Un cordiale abbraccio all’Italia e agli Italiani tutti.