13 Febbraio 2006

Speremm

Diario

Ho dato una – lo dico subito – soltanto rapidissima e superficiale lettura all’indice e ad alcune delle voci che compongono le 281 pagine del programma di governo dell’Unione. E mentre leggevo e guardavo e sfogliavo c’era una sensazione che continuava a salirmi su per lo stomaco e per quegli inestricabili sentieri anatomici percorsi il più delle volte dalle emozioni. E più sfogliavo e guardavo e leggevo più forte e preciso mi risuonava un pensiero nella mente. Un pensiero e un sospiro e una parola, una parola sola: “speriamo”, anche nella variante lombarda di “speremm”. Perché le cose che ho letto anche solo così velocemente in fondo sembrano avere un senso e perché voglio bene al mio paese e spero davvero che ce la facciamo a rimetterlo in sesto, a rimetterlo in moto. E chissà perché invece, da qualche parte, resta come un senso di pessimismo: gna famo? Sarà la schifezza partorita sui Pacs, sarà il solito mercato delle vacche che si intuisce da qui per ciò che riguarda le candidature, saranno le solite facce, l’assenza di un refolo di nuovo e la solita attitudine italica al compromesso, sarà l’odore di incenso che tutto permea e l’instupidimento collettivo che provoca. E menomale che è da tempo che non guardo la televisione italiana. Ragazzi, che devo dire: mah, speremm…