13 Febbraio 2010

Capogiro

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Continuo a venire spesso a Londra, e la lettura dei giornali qui resta sempre un’esperienza. La prospettiva delle cose, la visione dell’Italia, degli affari europei, della società intera è completamente capovolta. Dal che deriva una specie di vertigine, un “siamo pazzi noi o sono pazzi loro” dal quale deriva una sensazione come di capogiro politico.

Ci pensavo ieri dopo aver terminato la visione di “Videocracy”, un film dal quale l’Italia viene fuori come un luogo di carni esposte, che siano di matrone gelatinose o di veline sode e danzanti poco importa, e di fanatici dall’espressione non dissimile da quella stampata sui visi dei tedeschi nei film di Leni Riefensthal. Tutti rimbecilliti e lieti dietro a un tiranno seduttore che ha già completato la sua opera di conquista. La figura peggiore in tutto il film ce la fa il povero Piero Fassino, tutto impettito e rigido a una parata militare accanto al Presidente sorridente: perché in Videocracy dell’opposizione non si parla mai, come se in Italia questa esistesse solo per mettersi in prima fila a legittimare quella che appare come una dittatura in piena regola.

L’Italia non è così, ovviamente, e le cose non stanno così. Ma da qui le cose sembrano così, che è comunque molto grave. E a confermarmi questo incredibile errore di percezione mi è arrivata la telefonata di un giornalista che mi chiedeva un parere sull’uscita di Luxuria che pare voglia candidarsi con le destre e sulla mia opinione circa l’attivismo di Carfagna & c. sui diritti dei gay (che si è risolto in una campagna pubblicitaria sulle reti del Presidente, noterebbe il regista di Videocracy).

Qui a Londra, ieri, i giornali avevano in prima pagina come titolo principale l’imbarazzo della locale Lega Calcio perché alcune star del pallone non avevano voluto partecipare a uno spot contro l’omofobia nel mondo del calcio. Il fatto che star popolarissime e pagatissime non avessero coraggio sufficiente per schierarsi contro l’odio non è andato giù a nessuno e che personaggi pubblici che dovrebbero esercitare una leadership positiva non ne siano stati all’altezza ha provocato le critiche e lo stigma della stampa.

“Football accused in homophobia row” era ieri il titolo principale dell’Independent, in prima pagina a carattere di scatola.

Si capisce la sensazione di capogiro?

36 risposte a “Capogiro”

  1. […] di Ivan Scalfarotto […]

  2. Paolo Bizzarri ha detto:

    Capisco. E’ bello avere come titolo principale l’omofobia. Aiuta a dimenticare che la propria economia è messa peggio di quella di quel pittoresco paese che è l’Italia (vedi alla voce: crateri fatti da Blair e Brown).

  3. scalpha ha detto:

    Perché, tu pensi davvero che l’economia italiana sia messa meglio di quella britannica?

  4. Paolo Bizzarri ha detto:

    Quello che io penso è assolutamente irrilevante.

    Ti stavo facendo notare che i giornali parlano di un argomento che ha un impatto minimo sulla vita dei cittadini britannici rispetto al disastro che gli si sta prospettando per gli anni futuri.

    Comunque, le stime internazionali parlano esplicitamente di un rapporto debito/PIL al 150% per la Gran Bretagna.

    E’ stato necessario far svalutare drasticamente la sterlina contro l’euro e sostenere l’economia riempiendo il bilancio di debiti.

    Debiti che sono stati fatti ora che i tassi sono rasoterra, ma che già così hanno portato a un deficit esplosivo; quando i tassi ricominceranno a risalire, sarà divertente vedere gli inglesi che ci “imparano” come si gestisce la cosa pubblica.

    Nel frattempo vedo Brown mettere in giro cartelli “vendesi”.

    Notevole esempio di efficacia della stampa inglese.

  5. LuciaB. ha detto:

    Come si dice a Oxford, Where do you go? They are onions.

    Comunque, sì, va bene, le questioni dei diritti tendono a recedere un po’ nelle priorità di molti quando la situazione economica preoccupa, il che non rende quei diritti meno rilevanti, semmai di più – sarebbe tipo dire che siccome c’era la guerra le suffragette dovevano smettere di chiedere il voto per le donne. Poi insomma, non è che i giornali qui fanno finta che la crisi non esista, mica li dirige tutti Augustus Minzolins. C’è ed è dura, e proprio oggi sull’Independent (quel giornale che si occupa solo di cose irrilevanti come l’omofobia) si riporta tra le notizie principali la stima che nel 2010 si perderanno tanti altri posti di lavoro, circa 50mila al mese (e by the way non mi pare che il governo gridi all’eversione perché i giornali riportano le notizie della crisi).
    Sito dell’Office of National Statistics: “Public sector net debt, expressed as a percentage of gross domestic product (GDP), was 61.7 per cent at the end of December 2009.”
    Effettivamente un anno fa (febbraio 2009) l’ONS aveva pubblicato la previsione che il debito pubblico potesse arrivare al 150% (non è una stima internazionale del debito effettivo), ma questo era perché venivano conteggiate le perdite delle banche nazionalizzate come parte del debito pubblico, cha da un lato può avere senso, ma si basa sull’assunto abbastanza assurdo che le banche che il governo ha nazionalizzato a) non siano mai rivendute a privati (in modo che lo stato annulli un bel po’ delle proprie liabilities e riprenda un po’ di soldi) e b) che le banche continuino ad andare in passivo o falliscano senza avere nessun asset, per esempio nessuno dei milioni di persone che hanno mutui li ripaghi. Ne parlò a quel tempo per esempio il Guardian (http://www.guardian.co.uk/business/2009/feb/19/royalbankofscotlandgroup-economy) un altro di quei giornali della liberal left che si preoccupano stupidamente spesso di questioni di diritti.

  6. scalpha ha detto:

    …e invece l’Euro gode di splendida salute e l’Italia è in prima fila per aiutare, vero?

    http://www.lavoce.info/articoli/pagina1001548.html

  7. Paolo Bizzarri ha detto:

    @LuciaB

    Come si dice in Terronia (scusa, volevo dire in Italia): è bellissimo vedere ripetere le affermazioni prive di logica fatte per convincersi che “anche se va male, non va così male”.

    Dunque, riassumiamo brevemente: il governo di Gordon Brown si è comprata banche imbottite di mutui immobiliari, cercando disperatamente di non farle fallire; ovviamente, ha dovuto mettere la propria garanzia sui depositi bancari.

    Ora, tu sostieni che è assurdo che eccetera. Prima dici che si stanno perdendo 50000 posti di lavoro al mese.

    Allora, riassumiamo. Hai:

    – un’economia in crisi, che non ti è crollata fra le mani solo perchè hai pompati soldi come un disperato;

    – un set di banche esposte su mutui su case ipervalutate;

    – cittadini che hanno questi mutui e stanno perdendo il lavoro.

    Ovvio, IN TEORIA puoi sperare di vendere RBS e le altre scatoline che ti sei comprato; IN TEORIA puoi sperare che, per esempio, non ti esploda una bolla immobiliare negli Stati Uniti (un’altra) che faccia crollare il valore degli immobili che hai a garanzia delle tue case; IN TEORIA puoi avere una ripresa economica in tempo per non dover cominciare a coprire con soldi tuoi le cose che hai garantito.

    Capisco la passione inglese per le scommesse, ma non avrei supposto di vedere il governo inglese scommettere il proprio bilancio in questo modo.

  8. Paolo Bizzarri ha detto:

    @scalpha
    Cos’è, ti dispiace che la Gran Bretagna vada tanto da far schifo? Ma loro non erano bravissimi? I loro modelli economici non erano i migliori del mondo?

  9. Anellidifum0 ha detto:

    Caro Ivan, il capogiro viene a chiunque sia una persona normo-dotata che vada in Occidente per un po’.

    Potrei raccontarti dei contenuti e dei candidati delle elezioni supplettive di Toronto centro della settimana scorsa (ma c’è un post a riguardo: http://anellidifum0.wordpress.com/2010/02/05/in-canada-i-seggi-si-fanno-negli-androni-dei-palazzi-e-ha-vinto-il-candidato-gay/) oppure potrei raccontarti di come reagiscono i miei studenti italo-canadesi alla lettura dell’editoriale del Guardian dove si annuncia che l’Italia è sempre stato un paese reazionario e conservatore, che però negli ultimi 20 anni ha subito una regressione pericolosa, con una sterzata para-autoritaria in mano alla Lega Nord e al Sultano. O potremmo parlare di argomenti evergreen tipo il controllo dei mezzi di comunicazione, la legge antitrust, i diritti civili delle persone LGBT, il livello del dibattito in Italia, appunto tra Luxuria e la Cuccarini.

    Infine: non sono certo un economista, ma mentre la crisi spagnola e quella inglese hanno tutta l’aria di essere crisi finanziarie dovute alla crisi economica globale dalla quale presto usciranno, la crisi italiana mi pare sia di ordine industriale e istituzionale. Da noi le aziende straniere non vengono per l’assurdo costo del lavoro, la presenza di organizzazioni criminali che controllano il territorio in mezzo Paese, la mancnaza di una Giustizia degna di questo nome. Sono problemi che rimarranno anhe a crisi globale finita.

    Ultimo ma non ultimo: in UK chi è disoccupato ha un sussidio di disoccupazione, la sanità gratuita che funziona, lo Stato gli trova pure un tetto per non farlo stare per strada. Se hai figli hai l’asilo nido gratis e per ogni figlio nato hai delle ingenti riduzioni fiscali. In Italia, se ti va bene hai la tua famiglia e i risparmi eventualmente messi da parte dal nonno. Se non hai la famiglia? Sono cazzi tuoi.

  10. Paolo Bizzarri ha detto:

    @Anelli.

    La crisi della Spagna è finanziaria nel senso che la crescita del PIL degli ultimi dieci anni è stata principalmente finanziaria, ossia basata sull’aumento del valore degli immobili. La Spagna ha tuttora gravissimi squilibri strutturali, quali la mancanza di un forte tessuto industriale, la disoccupazione al 20%, la scarsa produttività del lavoro solo per citarne alcuni. Il Welfare è fortemente sbilanciato verso chi ha già un posto a tempo indeterminato. La reazione di Zapatero è stata, a detta dei mercati, decisamente scadente.

    Dire che la Gran Bretagna ha una crisi finanziaria è come dire che una banca ha una crisi finanziaria: praticamente hai distrutto il suo core business. La Gran Bretagna aveva fatto, con la Tatcher prima e con i vari governi successivi, la trasformazione della propria economia, diventando un grande hub finanziario, bancario ed assicurativo. Il che va benissimo quando ci sono tanti soldi e tanta speculazione che gira, va un pelino meno bene quando hai una crisi finanziaria.

    Quando poi la crisi finanziaria è di natura strutturale, sei messo DECISAMENTE male; tanto è vero che le misure che si stanno adottando sono molto italiane (svalutazione, deficit, vendita di asset importanti).

    Infine, per l’Italia, un piccolissimo appunto: il costo del lavoro è fra i più bassi dei grandi paesi dell’Europa. Prova a fare un progetto europeo e guarda cosa ti costa un tedesco o un francese, a parità di ore lavorate.

  11. LuciaB. ha detto:

    Ah, scusa Paolo, avevo capito male, mi era sembrato che tu dicessi chissenefrega dei gay, i giornali inglesi si dovrebbero occupare della crisi, quindi io ti dicevo ce si occupano anche di quella, che c’è (sei solo tu che vuoi che lo neghiamo), non avevo capito che alla logica del dire le cose come stanno si doveva sostituiire quella del “io sono nella cacca fino al collo, ma guardo ai problemi degli altri, e spero che peggiorino ancora, cosi io posso far finta di star bene.”

  12. Paolo Bizzarri ha detto:

    @LuciaB
    Io rispondo di quello che scrivo, non di quello che ci leggi tu.
    Come detto in precedenza, è ovvio che se ti bevi la storiella del Guardian, solo perchè scritta in buon inglese, la crisi è dura ma ci sono anche altre cose.

    Se invece ti rendi conto che stai andando dritto in un baratro, capisci che forse è il momento sbagliato di occuparsi di alcuni diritti; perchè se finisci nel baratro perdi la sanità, l’istruzione pubblica e tante altre cose che sono ti sono garantite. Come credi che Cameron voglia risanare il bilancio? Facendo il Brunetta che pubblica gli stipendi dei dirigenti?

    Il paragone era, lo ricordo “guardate che paese civile che è la Gran Bretagna che si occupa di queste cose, invece di quei terroni incivili degli italiani”. Quello che io sostengo è che la Gran Bretagna si occupa di queste cose non perchè siano importanti, ma per non occuparsi del disastro che li attende. E questo E’ un fatto incivile, perchè se la Gran Bretagna finisce nel baratro salteranno i diritti di tutti.

    Quanto all’Italia, di problemi ne abbiamo da esportare. Io contesto tuttavia che tutta una serie di paesi che ci sono stati addidati come modello (Stati Uniti, Gran Bretagna e più recentemente Spagna e Irlanda) siano reali modelli; di fatto, di fronte alla crisi hanno rivelato magagne peggiori delle nostre.

    E’ chiaro? Io non contesto i problemi; contesto chi mi ripete “fai come il paese fichissimo XXXX”.

  13. LuciaB. ha detto:

    Scusa Paolo, leggendo i giornali mi si dev’esser annebbiato il cervello, hai ragione, siccome c’è la crisi dobbiamo smettere di occuparci di diritti. Come dire, una famiglia ha il mutuo, quindi e’ sull’orlo del baratro perché dimostrabilmente ha più debiti dello stipendio che entra in casa a fine mese, e quindi non bisogna preoccuparsi se papà picchia i bambini.

  14. Riccardo ha detto:

    Vivo a Londra da qualche anno e ho visto la situazione muoversi dalle “stelle” alle “stalle”, come molti di voi sembrano evocare. Come tutti voi so del ruolo delle banche nel trascinare il Paese in questa situazione, le colpe del partito laburista e la vacuita’ dei Tories. E nel prossimo round fiscale la middle class (di cui immagino molti di voi facciano parte) sara’ colpita ulteriormente.
    Tuttavia, personalmente penso che la grande differenza con l’Italia sia nel modo in cui la maggior parte dei cittadini ha reagito alla situazione. Ho moltissimi amici che hanno perso il lavoro nel mezzo di un mutuo pluriennale e con le quote mensili da pagare alla scuola privata (quelli piu’ facoltosi, ovviamente). La mia azienda e’ a circa
    -40% del personale rispetto al 2008, e personalmente sono “sopravvissuto” a 3 ristrutturazioni in meno di 2 anni.
    Jane, mia moglie, mi dice che in questa situazione (simile ma molto piu’ difficile di quella degli inizi degli anni ’90) la reazione di solito e’ del tipo “MOVE ON”! Ovvero, la vita e’ grama ma non possiamo permetterci di continuare a lamentarci e vedere buio. Molti amici si sono “ricollocati” a fare altri mestieri (magari pagati meno, ma meglio che stare a casa!), altri sono emigrati o si sono mossi in altre citta’, altri di sono messi a studiare per avere piu’ qualificazioni. Anche le generazioni piu’ giovani si stanno dando da fare. Personalmente, non ho avuto esperienza di amici/conoscenti con un atteggiamento diverso.

    Nel caso dell’Italia, ho personalmente vissuto una situazione leggermente diversa. Torno in italia ogni 3/4 mesi (sono di Como e ho moltissimi amici a Milano) e mi sembra che ci sia in giro sempre’ piu’ rassegnazione e fatalismo. Molte aziende hanno chiuso, sempre piu’ aziende lavorano ad orario ridotto, sempre piu’ persone hanno perso il posto. (By the way, parlando di “videocracy” non mi sembra che i media italiani si rendano conto molto della situazione).
    Ma non ho sentito lo stesso spirito che sento qui, la mia esperienza e’ che in italia chi perde il posto di lavoro (che sembra essere stato aquisito per diritto divino…) trova difficile l’idea che se ne debba trovare un altro da soli, senza l’aiuto/raccomandazione di nessuno. E ancora piu’ difficile capire che se non c’e’ lavoro dove vivi, ti devi spostare da un’altra parte. In aggiunta, mi sembra di notare una rassegnazione sorda tra i giovani (20 to 35 anni). Mi sento in colpa perche’ penso che la mia generazione (sono del 1966), e quella precedente, hanno occupato tutto quello che c’era da occupare e sfruttare.
    Ovviamente qui parlo della mia esperienza personale (e sono sicuro che verro accusato di essere intrappolato in facili stereotipi), ma nonostante tutto qui c’e’ ancora molto dinamismo e voglia di fare e, nonostante tutti i problemi e le insufficienze del governo, penso che le cose miglioreranno sooner than later.
    Cordialmente
    Riccardo

  15. Paolo Bizzarri ha detto:

    @LuciaB: indeed. Hai intenzione di discutere o vuoi continuare con questo giochetto pretesco?

    @Riccardo: per quanto mi riguarda, conosco persone che si sbattono dalla mattina alla sera, che non stanno ad aspettare la pappa pronta e vanno cercando ogni occasione possibile per portare a casa un contratto o un affare. Sono tutti imprenditori giovani e che hanno bene in mente cosa vuol dire lavorare sodo.

    Quanto ai problemi, rileggi le risposte date sopra: non avete ANCORA visto la vera crisi, ma vi ci state avvicinando.

  16. LuciaB. ha detto:

    mi scuso di nuovo, Paolo, è chiaro che sono sempre più annebbiata, pensavo che fosse chiaro quello che dicevo, invece sono anche diventata prete. Vediamo un po’:
    – sei solo tu che dici che invece di cose irrilevanti come i diritti di una parte della popolazione, si dovrebbe parlare della crisi (che per me si traduce in: dove vai? son cipolle);
    – sei solo tu che dici che si nega l’esistenza della crisi in Inghilterra (ti ho dato un paio di esempi dai giornali che secondo te parlerebbero di altro, ma dici che sono storielle);
    – sei tu che riporti come “stime internazionali” (senza citare fonti) un debito del 150%. Il debito come proporzione del PIL a dicembre (ultimi dati dell’ONS) era 61.7%. Ti ho detto da dove viene quel 150%;
    – si sa che il debito crescerà, non e che ci racconti una cosa nuova: lo dice anche il governo di Brown, che ritiene di dover continuare a investire per sostenere l’economia prima di tagliare; i Tories anche prevedono che vada su e ne danno la responsabilità a Brown; loro vorrebbero tagliare subito il deficit perché vedono un pericolo di crollo dei credit ratings ecc: i laburisti vogliono tagliare più tardi; e’ un argomento e dibattito di politica economica, con pregi e difetti da tutte e due le parti.
    – sei tu che dici che perché c’è la crisi dobbiamo fregarcene dei diritti di quelli a cui non vengono riconosciuti. Io dico che, crisi o no, le persone devono essere trattate con dignità e che la crisi non deve fare da schermo a razzisimi o discriminazioni di sorta (che ho cercato di tradutri in: famiglia che ha un mutuo, cioè un debito, per cui si possono picchiare i bambini); anzi, dico di più, in momenti di crisi è più importante proteggere i diritti di tutti, perché quando ci sono crisi chi ha meno diritti soffre di più.
    – sei tu che dimostri di godere della tua previsione che si starà male in Inghilterra;
    – tutto questo perché Scalpha ricorda che l’Inghilterra per i diritti civili è un paese più avanzato dell’Italia.
    Ho finito tutte le pause di caffè, te’, panino che mi posso permettere, meglio che torni al lavoro prima che mi citi Brunetta e mi accusi di essere fannullona.

  17. Paolo Bizzarri ha detto:

    @LuciaB
    Se tu e i tuoi concittadini britannici ragionate così, i miei migliori auguri di buona fortuna. Ne avrete decisamente bisogno.

    “Ti ho detto da dove viene quel 150%”
    Certo. Tiri fuori un articoletto del Guardian, dove ti spiegano che il sole è quadrato e che domani il governo si venderà le banche facendoci un sacco di soldi; ossia, hai una banca piena di debiti (i correntisti) e con crediti difficili da esigere (i mutui di case che stanno crollando di valore), però sei sicuro di poterla vendere e di farci abbastanza soldi. Qui dalle mie parti ho una torre pendente pochissimo usata, se vuoi te la vendo.

    “perché c’è la crisi dobbiamo fregarcene dei diritti di quelli a cui non vengono riconosciuti”. Fesserie. Come ti ho già detto più volte, se hai una crisi come quella che hai in UK ti ritroverai messi in discussione diritti fondamentali di tutti i cittadini come la salute e l’educazione pubblica; e non sarà un problema di “tories” o di “labour”, perchè se sei pieno di debiti sei pieno di debiti e basta, e non hai le risorse per garantirli quei diritti.

    “sei tu che dimostri di godere della tua previsione che si starà male in Inghilterra”. Detta da una che abita in un paese che mi chiama maiale, è molto divertente. Comunque, io mi occupo del mio paese, e lavoro per renderlo migliore. E’ un problema della Gran Bretagna essere diventato peggiore di un maiale, non mio.

    Quanto a Brunetta, rivolgiti a Cameron e riguardati il suo programma; vedi se l’idea di pubblicare tutte le consulenze ti ricorda qualcuno (oddio, un civilissimo tory del civilissimo United Kingdom copia una cosa da quel parafascista di Brunetta: che tempi, signora mia, che tempi).

    In ogni caso, io NON voto Brunetta, NON l’ho mai votato e lavoro in Italia perchè lui non sia più ministro. Ossia mi occupo di costruire un’alternativa MIGLIORE di lui.

  18. LuciaB. ha detto:

    maddai, sei pisano? ah, ora ho capito tutto!

  19. Anellidifum0 ha detto:

    Secondo me rimane un dato di fatto: noi abbiamo una classe al governo del calibro di Mara Carfagna e di Silvio Berlusconi. Gli altri no. Quand’anche la crisi fosse severa alla stessa maniera in tutti i Paesi – cosa che io non credo – gli altri hanno una guida politica (di destra, di sinistra) che gli consentirà di rialzarsi e di fare le giuste riforme necessarie per risollevarsi. Noi qui siamo troppo impegnati a discutere di come fare per evitare i processi e il conseguente carcere al Sultano.

    Sulla questione del costo del lavoro: in Italia il costo del lavoro è alto ma i salari sono bassi, in Germania e Francia no. Quindi quando si creano posti di lavoro in Germania e Francia, il volano dell’economia ha una potenza maggiore, perché i nuovi assunti dispongono di un nuovo reale potere d’acquisto che rimette tutto in moto, rialzando i consumi. In Italia, quando si creano posti di lavoro, la gente è talmente spaventata dal non arrivare a fine mese ugualmente che se può risparmia. E il resto dell’economia ne risente.

  20. Paolo Bizzarri ha detto:

    @LuciaB
    Di fronte a tali argomenti dialettici, mi ritiro.

  21. Paolo Bizzarri ha detto:

    @Anelli
    La nostra classe politica non inizia e non finisce con personaggi come quelli citati. Ci sono molte persone di ottimo valore, che in Italia fanno cose assolutamente egregie; io vivo in Toscana, e quello che hanno fatto (ad esempio) a livello di integrazione dei sistemi informatici è una cosa assolutamente notevole a livello europeo.

    Io non sono un elettore di Berlusconi: lavoro per costruire un’alternativa a lui che sia un’alternativa realmente MIGLIORE in termini di interesse del paese. Ripeto: in termini di interessi del paese, non del fatto che a un personaggio discutibile preferiamo un idiota o uno che porterà il paese al baratro.

    Francamente, se l’alternativa è fra la Carfagna e D’Alema io voto la Carfagna: almeno non ha i baffi, ed è probabilmente più sincera nelle cose che afferma.

  22. Filippo ha detto:

    Caro Paolo, cono soci miei polli, in parte hai ragione peccato pero’ questa tue attitudine vagamente nazionalistica (dico nazionalistica e non patriota, per sottolineare la differenza). Riconoscere i nostri punti forti e sapersene giovare mi sembra ottimo ed opportuno , ma farlo cosi beh…. Non mi piace chi gioisce dei mali altrui. Io mi posso definire italiano e patriota ma non per questo devo gioire delle sciagure dei vicini europei. Anzi. Vedere in tutti i vicini dei rivali (é l’impressione che dai) o peggio disprezzarli beh mi pare un notevole passo indietro per un “patriota” del 2010. Ed il modello di un patriota del 2010, quale vorresti essere tu, non puo’ essere lo stesso di quello del 1910.

    Poi vabbé il ritratto che dai della Spagna pare quella del 1975 quando mori Franco. Beh la Spagna ha i problemi questo è vero, ma la situazione, caro mio, è un po’ piu’ complessa e variegata.

    Sulla Carfagna e D’Alema. Vorrei un paese non governato dall’una e con l’altro saggiamente in pensione. E’ chiedere troppo? (A ‘sta domanda ti do la risposta io: Si)

  23. Paolo Bizzarri ha detto:

    @Filippo
    Sulla situazione della Spagna non devi spiegarla a me: la devi spiegare agli analisti finanziari e agli speculatori; convinci loro che la situazione è “complessa e variegata”. Io non muovo miliardi di euro con le mie opinioni.

    Quanto al “patriottismo” o “nazionalismo”, io abito in un paese dove voto, e voto per difendere gli interessi del paese dove vivo, ESATTAMENTE come fanno tutti gli altri cittadini europei.

    Forse ti sono sfuggiti i titoli che sono girati nella civilissima Germania quando si parlava di vendere Opel ai terroni italiani, o il fatto che gli aiuti di stato erano stati promessi solo a condizione che venisse ceduto alla cordata austro-russa. Prova ad andare in Francia o in Olanda a discutere di quote latte, o in Germania a parlare di trasparenza delle banche, e vedrai quanto poco io sono nazionalista rispetto alla media dei civilissimi paesi europei.

    Io non disprezzo la Spagna o la Gran Bretagna. Faccio però notare che l’acronimo PIGS è stato inventato da qualcuno che parla british e che Zapatero a suo tempo diceva che non prestava soldi agli italiani perchè non erano affidabili. Ma ovviamente noi ce lo meritavamo, vero?

    Prova a fare un giro sull’Economist, e guarda la notizia media che da sul nostro paese: stranamente, non riesce a parlarne bene; riesce a dare solo notizie pittoresche o deleterie. Sono io che li disprezzo o mi limito a ricambiare lo sguardo di sufficienza con cui ci guardano?

    Il mio paese ha un milione di problemi da risolvere, e di letame da spalare ce ne è per i prossimi venti anni; ma se qualcuno viene da me e pretende di spiegarmi che siamo i “soliti italiani”, gli tiro un badile di letame in faccia e lo invito a guardarsi le magagne del suo paese.

  24. Zanna Bianca ha detto:

    @Paolo
    Mi trovo d’accordo con la tua opinione; purtroppo spesso e volentieri gli italiani sono i primi nemici dell’Italia appoggiando in maniera aprioristica e miope qualsiasi critica che proviente dall’estero, nella provinciale presunzione che ogni cosa fatta o detta all’estero in quanto estero è fatta meglio.
    Un chiaro sintomo di mentalità da contrada; un pò come il terrone (e io sono terrone)che una settimana dopo essersi trasferito a Milano, già scimmiottava l’accento di Pozzetto.
    Rileggendo i libri di storia, ahimè, si capisce anche il perchè di questo ancestrale complesso di inferiorità.

  25. Fred ha detto:

    Caro Paolo,

    magari il problema dell’omofobia riguarda marginalmente la TUA vita, visto che preferisci Mara Carfagna a Massimo D’Alema ‘perché non ha i baffi’ (complimenti per la battuta sagace, spero solo che non tu non abbia ottenuto il tuo lavoro, qualunque esso sia, nello stesso modo in cui l’ha ottenuto la ministra).
    Per quello che mi riguarda, se permetti, da omosessuale e da giovane, mi preoccupa sia che il mio paese sia in crisi sia il fatto che, stando ai fatti degli ultimi mesi, io debba aver paura a girare mano nella mano con il mio compagno per Roma (o per qualsiasi altra città italiana): e con grande dolore (e sottolineo con grande dolore perchè non godo se vedo che negli altri paesi molte cose funzionano meglio che da noi) dobbiamo ammettere che allo stato attuale delle cose è molto più facile che migliori la situazione economica inglese piuttosto che la situazione sociale (e non solo degli omosessuali) in Italia.
    Vivo tra Italia e Spagna e se da un lato confermo che come dici qui la crisi c’è ed è molto profonda (e puoi stare tranquillo, l’argomento è sulle prime pagine dei giornali TUTTI i giorni) dall’altro non ho potuto che notare come da un punto di visto sociale (e non parlo solo di matrimoni gay, ma anche di politiche per la famiglia e per le fasce più deboli) siamo rimasti anni e anni indietro.
    Quindi siccome sono un cittadino come tutti gli altri, compresi tutti i doveri da bravo cittadino, vorrei se permetti anche gli stessi diritti degli altri cittadini (crisi o non crisi, non mi pare ad esempio che assistere il tuo compagno all’ospedale dipenda da questo).
    Ora scusami torno al mio marginale lavoro nella mia marginale vita (che poi marginale tua sorella, in Italia gli omosessuali sono almeno 3-4 milioni)

  26. Paolo Bizzarri ha detto:

    @Fred
    “vorrei se permetti anche gli stessi diritti degli altri cittadini”
    Bravo. Portami la tua proposta di legge sul riconoscimento dei diritti negati e te la firmo subito. Chiedi al nostro ospite il mio indirizzo email, e poi ti offro un caffè a Pisa; da Roma ci arrivi comodo in due ore e mezzo con un diretto di Trenitalia.

    “dobbiamo ammettere che allo stato attuale delle cose è molto più facile che migliori la situazione economica inglese piuttosto che la nostra situazione sociale”

    Indeed. Ossia, hanno un’economia finanziarizzata in un momento in cui la finanza è in crisi, hanno evitato il tracollo solo riempiendosi di debiti e svalutando la moneta, si salvano per il momento solo perchè il denaro è a costo zero PERO’ loro si salveranno.

    Io auguro agli inglesi di non scoprire mai quanto è fonda la fossa che si sono scavati, altrimenti si accorgeranno che i diritti senza soldi sopra sono parole al vento.

    “politiche per la famiglia e per le fasce più deboli”
    Certo. Basta spendere. I governi democristiani italiani erano bravissimi in questo: un posto pubblico, una pensione, una casa non si negava a nessuno. Peccato che ci sia una cosa chiamata “sostenibilità economica”. Zapatero sta scoprendo quello che noi abbiamo imparato a nostre spese tempo fa: che l’assistenza COSTA e se non hai un’economia che tira è un lusso che non ti puoi permettere. Vedo che Zapatero parla di tagliare qualche ministero: ripeto, auguri anche a te.

    “spero solo che non tu non abbia ottenuto il tuo lavoro, qualunque esso sia, nello stesso modo in cui l’ha ottenuto la ministra”

    Congratulazioni per la battuta e la dimostrazione di sciovinismo da quattro soldi. Ti piace lanciare accuse a casaccio o hai qualche vaga prova di quello che dici (qualcosa di diverso da “mio cuggggino mi ha raccontato che ha sentito uno che diceva una cosa sulla Carfagna”).

  27. Fred ha detto:

    @paolo

    noto con piacere che la battuta ha toccato il segno (oppure hai davvero ottenuto il tuo lavoro in quel modo! spero di no)

    molto banale la risposta sui diritti: la proposta di legge non la devo fare io ma i nostri parlamentari che sono pagati (anche) per questo, se trovano un momento libero dall’approvare leggi che salvino il boss (tra l’altro l’unica legge contro l’omofobia, presentata dalla Concia, è stata bocciata, ma immagino che tu su questi fatti non ti i impegni). ovvio che se mi eleggessero parlamentare la proposta di legge la farei subito e il caffè te lo offrirei volentieri, ma non è così facile essere eletti a meno che tu non sia la Carfagna (scusa è più forte di me!)

    riguardo ai governi democristiani e Zapatero faccio umilmente notare, tanto per fare un esempio, che col ponte di Messina e tutti i soldi che si sono magnati in Sardegna altro che politiche sociali ci facevano (ahò guarda caso quanto c’è da mangiarci i soldi non mancano mai!)

    in tutto questo non facevi prima ad ammettere di avere fatto un commento infelice e fuori tema (continuando ad arrampicarti sugli specchi menandola con l’economia inglese, che con questo tema non c’entra nulla)?

  28. Paolo Bizzarri ha detto:

    @Fred

    “noto con piacere che la battuta ha toccato il segno”
    devi essere davvero giovane, per fare questi giochetti da quattro soldi su “chissà come hai ottenuto il tuo lavoro”.

    “la proposta di legge non la devo fare io”
    Se cerchi su quella cosa chiamata “costituzione italiana”, scoprirai che esiste la possibilità per i cittadini di presentare una proposta di legge di iniziativa popolare. Mettici sotto quattro milioni di firme, e vedrai l’effetto che fa.

    “immagino che tu su questi fatti non ti i impegni”
    Hai ragione. Sei tu che ritieni che sia una cosa importante, quindi devi essere TU ad impegnarti, visto che sei TU che stai chiedendo di riconoscere i tuoi diritti. Si chiama democrazia non a caso.

    Guarda, rilancio: ti procuro quattro firme: io, mia moglie, mio fratello e sua moglie.

    “non è così facile essere eletti”
    Falso. E’ facilissimo: basta convincere abbastanza elettori ed elettrici. Il nostro ospite ci ha provato e non ci è riuscito. Ripeto, si chiama democrazia non a caso: tu convinci gli elettori, loro ti eleggono, tu puoi fare le proposte di legge; tu non convinci gli elettori, le proposte le fa qualcun’altro. Serve un disegnino?

    “col ponte di Messina”
    Mi sa che ti manca ancora la differenza fra investimento e funzionamento.

  29. Filippo ha detto:

    – ELETTORI. Del convicere gli elettori potrei crederci con l’uninominale. E’ cosi alle europee. Alle comuncali. Ma nelle nazionali con queste liste fatte nelle segreterie dei partiti, proprio no.

    -ORMONI. Quanto alla presenza di gnocca appariscente nel PDL beh scusate ma non scopro nulla. Non neghiamo l’evidenza. E’ un dato di fatto. Il PDL è un po’ come l’idea di tivuu’ di quello là, ossia prima di tutto appariscente…

    -ZAPATERO. Infine sullo stato sociale spagnolo caro Paolo prendi un formidabile granchio, non so che dice Fred, ma io che mi trovo nella sua stessa situazione, assicuro che i servizi li si erano e sono mediamente piu efficenti che nelll’italica penisola ma nel complesso lo Stato Sociale spagnolo era ed è piu’ scarno, piu leggero. Il Debito Pubblico spagnolo non era un problema fino all’altro ieri, controllavano traquillamente le loro finanze.

    Poi succede che l’arrivo della crisi, lanciano il piano monumental-keynesiano di rilancio (Plan E) sperando che la crisi passa. Ma non passa ed il Piano è costato, e piu’ che da ponte anticrisi ha avuto la funzione di eutanasia per molte imprese edili. Il gettito fiscale oltretutto diminuisce, ecc.

    Ma la storia di Zapatero (la cui politica economica non si è discoststa di molto da quella di Aznar) ha poco a che vedere con quella del debito pubblico firmato PSI-DC.

    Zapatero ha mancato di fantasia e di prontezza (fa l’Europeista convinto ora ma allora perchè fino a cinque mesi fa difendeva l’Europa liberale e flaccida di Barroso?) ma la bolla immobiliare non è una cosa di cui si è giovato solo lui, prima di lui c’erano altri. Lui poi ha avuto la colpa dinon aver corretto il tiro prima. Di aver aspettato. Ha goduto dei benefici del momento senza preoccuaprsi del domani.

  30. Filippo ha detto:

    A sostegno della mia teoria della gnocca piedillina cito il Div(in)o Silvio: “una donna può essere brava in politica anche per il solo fatto di essere giovane e magari gradevole. Siamo felici di aver messo in campo un esercito di donne che sono gradevoli, brave”.

  31. Anellidifum0 ha detto:

    Se mi chiedete di scegliere tra la Carfagna e D’Alema, mi viene una battuta sessista: se si tratta di andarci a letto, la Carfagna tutta la vita. Se si tratta di fargli governare il Paese, beh tra D’Alema e il nulla preferisco perfino io D’Alema.

  32. Paolo Bizzarri ha detto:

    @Filippo
    “Ma nelle nazionali con queste liste fatte nelle segreterie dei partiti, proprio no.”
    Fesserie. Devi solo fondare un partito e farti votare da abbastanza persone; non è difficile, ci sono riusciti Casini, Di Pietro e Bossi. Sei meno capace di loro?

    “Quanto alla presenza di gnocca appariscente nel PDL beh scusate ma non scopro nulla. Non neghiamo l’evidenza. E’ un dato di fatto.”
    Esattamente come è un dato di fatto che molti italiani, piuttosto che votare questa opposizione, preferiscono votare per la “gnocca”. Ossia, il PD candida persone bellissime e capacissime e onestissime, loro candidano la Carfagna, il PD perde CONTRO LA CARFAGNA e nessuno si domanda se le persone capacissime e onestissime non siano una manica di insopportabili saccenti funzionarietti di partito, che si credono intelligentissimi ma che alla prova dei fatti vengono battuti tipo 70 a 30 (qualsiasi riferimento a politici del PD con i baffi e alle elezioni in Puglia è puramente casuale).

    “Il Debito Pubblico spagnolo non era un problema fino all’altro ieri, controllavano traquillamente le loro finanze.”
    Oh yes? Benvenuto nell’età adulta. Hai appena scoperto che la tua politica economica dovrebbe contenere i backup e le riserve necessarie anche per la crisi. E’ molto facile fare il munifico quando sei in un pieno boom economico, ed è molto bello dare soldi ai più deboli; fa sentire molto di sinistra.

    Gli argini non si fanno per quando il fiume è in secca: si fanno per quando il fiume è in piena. Zapatero ha scoperto che non aveva argini, e ora sta raccogliendo i cocci della sua economia.

    “la bolla immobiliare non è una cosa di cui si è giovato solo lui, prima di lui c’erano altri”

    Non importa. Se sei al potere, ne rispondi in prima persona; se anzichè preoccuparsi dei diritti dei primati, si fosse occupato del rafforzamento economico del suo paese (e parlo dell’economia REALE, non delle fregnacce di Lisbona) oggi avrebbe maggiore capacità di crescere e di rispondere alla crisi.

    E lui scoprirà quello che noi abbiamo imparato a suo tempo: che ci sono i soldi, si può discutere di estendere i diritti alle minoranze; se non ci sono i soldi, ci sono diritti solo per i ricchi.

  33. Giuseppe ha detto:

    L’Italia è sicuramente vittima di stereotipi, a volte ingiusti, da parte dei Paesi anglosassoni. Quel che andrebbe evitato è riprendere a nostra volta degli stereotipi come quelli per cui in the UK si produce solo finanza. Vedi
    http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2008/dec/15/currencies-euro?showallcomments=true#CommentKey:c3f304de-9a1c-46ea-b279-1aac069d4fd5

  34. Paolo Bizzarri ha detto:

    @Giuseppe
    Il giorno che il militanti di sinistra smetterà di credere che quello che scrive un tizio è vero solo perchè è scritto in buon inglese sarà il giorno che il signor B. comincerà a temere per la sua poltrona.

    La precisazione di Emmot è ridicola. Come si può vedere nelle statistiche dell’Office for National Statistics, la Gran Bretagna è un importatore NETTO di beni (goods). La sua bilancia commerciale avrebbe un deficit mostruoso su tutte le voci, con la sola esclusione della chimica.

    Il motivo per cui si salva è che è un esportatore NETTO di servizi. Queste cose (e non le chiacchiere gesuitiche di Emmot) le trovi sul bollettino di dicembre 2009 dell’Office for National Statistics della Gran Bretagna o, in alternativa, sul Pink Book 2009. Ci sono tutti i grafici, i numeretti e quant’altro (ad esempio, pag. 22 la figura 1.3).

  35. Giuseppe ha detto:

    Caro Paolo,
    grazie del commento e del contributo alla riflessione.

    Non entro nel merito, ho provato e mi è stato sufficiente. Magari i registri dell’ONS li produco ed uso per lavoro, ma non è quello il punto

    Provo a rientrare in quello che, credo, fosse lo spirito originario del post di Ivan. Mi limito ad osservare, non sapendone davvero trovare le ragioni, come tuttora anche in Italiani di ottima educazione possano scattare reazioni emotive davvero sproporzionate rispetto ad una Nazione ed una cultura. L’UK, e Londra in particolare, pur infarcita di difetti e spesso pregiudizi ingiusti nei confronti di altre culture, resta tuttavia, sinceramente, un posto dove si vive bene, in autentica libertà e senza patire eccessive ingiustizie. Inoltre, qui tutti hanno capito da un po’ che la festa è finita e, senza far tanti strepiti, ci si è già rimboccati le maniche con la fiducia che è così che se ne verrà fuori.
    Just as simple as that e non so proprio perchè a volte tutto questo faccia arrabbiare, altre volte dia il capogiro…rimanendo ciascuno della propria opinione ma con il piacere di discuterne, sperando che non sia anche questo un po’ gesuitico.

    Molti cari auguri e saluti