“C’è un’Italia nascosta, invisibile agli occhi della politica e delle istituzioni, di cui nessuno parla mai. E’ un’Italia che non fa notizia, che non ha rappresentanza, che nessuno ascolta ed a cui nessuno dà risposte. E’ l’Italia di chi ha paura, di chi si sente solo, di chi s’indigna e di chi non si arrende. E’ l’Italia che, nonostante tutto e tutti, ancora spera.”
E’ nato www.italianascosta.eu.


4 risposte a “Italia nascosta”
Caro Ivan, io personalmente, ormai sono dall’altra parte dello steccato, sono in pensione per inabilità causata dai cosiddetti “disturbi mentali”, ma a parte questo mi sento di appartenere a quelli che non hanno perduto la speranza.
E facendo di necessità virtù mi sono messo al lavoro per fare un po di chiarezza, nel casino totale in cui viviamo. Ne é uscito un saggio, breve ma esauriente, che fa luce sugli svariati problemi della nostra società e indica una possibile soluzione.
Qualcuno lo ha letto e mi ha detto: “Nessuno te lo pubblicherà”, e sembra che sia così, nessuno sembra volere la verità.
Ma io mi sento anche di appartenere a quelli che non si arrendono, e sotto lo pseudonimo di Fenice, scrivo le mie opinioni nel sito di scrittura Liberodiscrivere.
E dico questo non per fare pubblicità a Fenice ma per dare visibilità a delle idee che forse possono essere condivise.
In quanto alla speranza di tornare a vivere in un paese normale, sono ragionevolmente ottimista.
La gauche-caviar che organizza queste iniziative a volte cade su piccoli, significativi dettagli: per esempio, caricando bellissimi filmati, molto curati dal punto di vista grafico, in definizione talmente alta che è impossibile vederli tutti di seguito senza una connessione iperveloce, non disponibile per gran parte d’Italia e gran parte delle tasche.
Anche così si misura lo scollamento tra i piddini e il popolo che ambiscono a rapprensentare. Di questo popolo, loro non solo non fanno parte, ma che neanche si danno la pena di ascoltarlo, di capire come vive. Di capire cosa vuol dire una povertà che non hanno mai vissuto, o che hanno dimenticato.
Il partito che ancora non c’è, è questo il nome che in moltissime realtà spiega cos’è il PD. Da un anno inseguo la tessera, non il pezzetto di carta, ma la possibilità di poter dire a chiunque eletto senza le preferenze che l’elezione non è il suo orticello ma una conquista comune. Questo ancora non è successo, non so perchè o non lo voglio sapere, so solo che non mi inchinerò mai a nessuno, come ho fatto in tuta la mia vita, per ottenere questa benedetta iscrizione. Mi rimane un’unica possibilità di protesta, schierarmi contro al MIO partito alle prossime elezioni ben sapendo che è difficile raccogliere voti ma è facilissimo perderli.
Avrò una risposta? Credo proprio di no.
Il partito che ancora non c’è, è questo il nome che in moltissime realtà spiega cos’è il PD. Da un anno inseguo la tessera, non il pezzetto di carta, ma la possibilità di poter dire a chiunque eletto senza le preferenze che l’elezione non è il suo orticello ma una conquista comune. Questo ancora non è successo, non so perchè o non lo voglio sapere, so solo che non mi inchinerò mai a nessuno, come ho fatto in tuta la mia vita, per ottenere questa benedetta iscrizione. Mi rimane un’unica possibilità di protesta, schierarmi contro al MIO partito alle prossime elezioni ben sapendo che è difficile raccogliere voti ma è facilissimo perderli.
Avrò una risposta? Credo proprio di no.