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Grazie a Vecchifroci, leggevo questo articolo commoventissimo su quello che succede ai vecchi froci negli Stati Uniti e mentre leggevo mi si stringeva lo stomaco a pensare a cosa succede ai vecchi froci in Italia, che nessun giornale né nessun altro ne parlerebbe mai anche se muoiono come tutti gli altri.


3 risposte a “Silenzio tombale”
Credo che sarebbe infinitamente utile che uno dei rissosi e ricchissimi gruppi LGBT nostrani cominciasse a pensare a servizi di assistenza per anziani omosessuali e transgender, invece di passare il tempo a discettare sul perché il futuro partito “democratico” farà schifo (una concezione che peraltro tendo a condividere).
Perché un domani non saremo tutti uno Scalfarotto o un Grillini, persone agiate che si muovono all’interno di un’élite in cui la vecchiaia sembra non esistere o comunque non costituisce poi un gran problema. Quando si hanno parecchi soldi è tutto molto più semplice.
Ma per noi comuni mortali, si pone il problema che ben poche persone LGBT nell’Italia di oggi hanno figli che in vecchiaia potrebbero occuparsi di loro (e poi, chi lo dice che siano i figli a doversi sobbarcare quest’impegno? Non sempre è la soluzione ottimale, del resto).
Un servizio di questo genere è altrettanto essenziale alla comunità di quello -pur meritorio- dell’assistenza ai malati di AIDS che portava avanti il Circolo “Mario Mieli” a Roma (chissà se lo fa ancora?). E se la capitale non dovesse esprimere nulla del genere, almeno ciò potrebbe essere portato avanti a Milano, dove la comunità LGBT mi sembra meno rissosa.
Ciao Ivan, sono gay, quasi ventiquattro anni, delusissimo dalla mancanza in Italia di diritti per le coppie omosessuali e per il disinteressamento generale della politica italiana alle questioni di genere e alle politiche del corpo. Ecco, fatta questa premessa, quando scopro articoli come questo mi rattristo infinitamente e, sì lo confesso, dopo dieci righe ho smesso di leggerlo. Mi sono guardato attorno e ho pensato che se negli USA stanno così, che fine faremo noi gay in Italia? Per fortuna ci sono gli amici. Sob, sob…..
Non so che dire, se non che prometto ( e mantengo) che non guarderò con aria orripilata nessuno che venga a dirmi che è gay, quando sarò in ospizio. Lo so che il mondo non è tutto come casa mia… però da qualcosa bisogna pur cominciare.