3 Marzo 2006

Votate padella

Diario

Ricevo una mail da Londra: un’amica mi manda un link alla notizia che annuncia la candidatura di Bobo Craxi nel listone e mi chiede “E noi dovremmo votare per questi?”. Ora, data la mia sventata idea di correre alle primarie, io mi trovo personalmente nell’incomoda situazione di essere uno dei soli sei italiani (insieme agli altri candidati perdenti) ad aver solennemente firmato, nero su bianco, l’impegno a votare per l’Unione e certamente manterrò fede all’impegno. Il punto è che mi pare siano sempre di più gli elettori dell’Unione completamente smarriti da questa incredibile condotta dei nostri partiti in fase di composizione delle liste elettorali. A parte l’ineffabile Bobo Craxi e i suoi incredibili manifesti che a Milano ci ricordano che i socialisti stanno a sinistra (come se a destra, per anni, ce li avessimo tenuti noi…) saltabecchiamo chiedendocene il senso tra Fischella e Luxuria, D’Ambrosio e Craxi, Franca Rame e Di Pietro (e questi due addirittura, incredibilmente, nella stessa lista): si procede in ordine assolutamente sparso nella migliore delle ipotesi. Risposta all’amica di Londra: sì, noi votiamo per questi, nonostante qualche volta ce ne facciano passare la voglia. Per sentirci meglio possiamo sempre pensare che dall’altra parte c’è Previti e che, dopo anni di brace, costituisce certamente un progresso anche votare padella.