3 Gennaio 2006

Collateralismi

Diario

Durante la campagna per le primarie mi è stato continuamente chiesto cosa pensassi dell’OPA Unipol su BNL, e quello che pensavo allora è esattamente quello che penso ora. Non si fa nessun piacere all’economia italiana e al nostro mercato azionario valutando operazioni finanziarie quali fusioni o acquisizioni sulla base della vicinanza a questa o a quella area politica invece che sulla validità del piano industriale e del senso economico-finanziario dell’operazione. Vale per Ricucci che tenta di scalare RCS, vale per Unipol che tenta di scalare BNL. Lottizzare la finanza non è pratica più accettabile della lottizzazione della RAI, degli aeroporti, dei giornali o delle banche: in entrambi casi si mortifica il merito per premiare l’appartenenza. Quello che è anche più grave in questo caso è che sponsorizzare causa “collateralismo” un’operazione dubbia sul piano industriale o finanziario produce un rischio di ripercussioni gravissime sui lavoratori e sui piccoli risparmiatori, che a mio avviso devono essere e restare i principali soggetti di tutela da parte dei partiti del centro-sinistra. Dovendo proprio fare il tifo per qualcuno – come ha detto il buon Chiti – più che per Unipol o BBVA, l’Unione faccia forte il tifo per i risparmiatori e i dipendenti della BNL.