4 Agosto 2012

Pensierini olimpici

Appunti

Team GB, la squadra britannica, ha cominciato maluccio e invece oggi è a 12 medaglie d’oro. Il loro obiettivo è di migliorare il medagliere di Pechino sia come numero (47 in totale) che come numero di discipline in cui si sono ottenute medaglie. Per fare questo hanno lanciato un programma che prevede la migliore allocazione degli atleti sulla base delle loro caratteristiche fisiche. Così è successo una delle olimpioniche di canottaggio britanniche è un’atleta che ha visto la sua prima gara in televisione da Pechino nel 2008. Una cosa che ha molto senso da un punto di vista Human Resources.

E’ cominciato il programma dell’atletica e lo stadio è sempre pieno zeppo. La città è sempre molto tranquilla, il traffico è scarso, i mezzi pubblici vanno bene e i negozianti si lamentano perché i londinesi sono scappati e i turisti non interessati alle olimpiadi sono meno presenti in città. Il livello di popolarità dei giochi tra i londinesi è stato misurato oggi all’85% (era il 79% il giorno dell’inaugurazione).

E’ stato bello veder vincere Kathrine Grainger. Aveva vinto, sempre nel canottaggio, l’argento a Sidney 2000, Atene 2004 e Pechino 2008 e finalmente questa volta ce l’ha fatta. Un monumento alla tenacia.

Ho scoperto oggi che durante i lavori di costruzione di tutti gli impianti per Londra 2012 non c’è stata nessuna vittima sul lavoro. Uno dirà che così dovrebbe essere sempre, ma purtroppo non è così. Anzi, le morti sul lavoro sono una piaga che da noi sembra non si riesca a eradicare completamente.

Ieri sono stato a visitare Casa Italia, il quartier generale del CONI a Londra. Mi è sembrata un’occasione sprecata. Hanno preso un posto bellissimo, il Queen Elizabeth II Conference Centre, proprio di fronte all’Abbazia di Westminster. Però dentro, a parte una mostra fotografica e qualche stand delle regioni italiane, non c’è gran che. Non un gadget, non un bicchiere di vino, non un’idea di festa e di celebrazione dell’Italia. Tutto piuttosto freddino e burocratico, più un ufficio che una casa. Certo non invoglia la visita. Nel pomeriggio sono passato davanti alla Casa Svizzera – sulla riva sud del fiume, non lontano da Tower Bridge – e lì invece c’era una specie di party in strada con un sacco di gente a mangiare roesti e bere birra. Hanno montato addirittura una struttura per fare arrampicata, l’esperienza più svizzera che si possa fare in un posto come Londra.

Il tempo, per il momento, regge.

3 risposte a “Pensierini olimpici”

  1. Maurizio ha detto:

    Condivido, avavamo fatto le stesse considerazioni e confronto con Casa Austria. E poi non seguiva nessuno la gara degli italiani in quel momento! Non i siamo sentiti a casa

  2. Ric ha detto:

    Ora che abbiamo superato meta’ olimpiadi vedo che si profila un completo disastro per la spedizione italiana. Resiste solo il fioretto femminile e i vari “tiri”. Disfatta nuoto, ciclismo, canottaggio, la solita atletica (vabbe’ poche speranze), ma anche sport di squadra. Un altro settore da commissariare, tutti i soldi che vanno alla Federnuoto dove sono stati spesi? Perche’ la dirigenza e’ la stessa da lustri, collezionando sempre peggiori perfmorance?

  3. […] A occhio una specie di “rottamazione”, per intenderci. Ho vissuto da spettatore le Olimpiadi di Londra e ho guardato con ammirazione lo sforzo di programmazione che si è fatto da quelle parti: il […]