29 novembre 2011

L’enfant prodige, il governo e la somma algebrica

Appunti

Placato l’entusiasmo per Rossi Doria mi sono messo a guardare su “Il Post” le foto degli altri nominati di stasera. Mi ha subito incuriosito la faccia giovane del nuovo viceministro al Welfare, l’“enfant prodige” trentasettenne Michel Martone. Essendo io un noto “nuovista” mi sono nuovamente rallegrato per la giovane età del nominato, grosso modo un coetaneo di David Miliband. Poi ho pensato che il nome non mi era nuovo e così, dopo averci riflettuto per un po’, ecco che improvvisamente mi è venuta l’idea e immediatamente mi è crollato l’entusiasmo.

Di Michel Martone si parla infatti alle pagine 32/34 del libro di Pietro Ichino “Inchiesta sul lavoro”. Lì si legge che il giovane docente è il figlio di Antonio Martone, ex avvocato generale della Cassazione scelto dal ministro Brunetta per la presidenza del Civit (“Commissione per l’integrità, la valutazione, la trasparenza delle amministrazioni pubbliche”). Quello che però si viene a sapere è che mentre il padre veniva scelto per l’alto incarico il figlio riceveva dal medesimo ministro una bella consulenza per l’importo di 40 mila euro.

Il punto non è tanto il costo, nemmeno troppo esoso, il punto è che mentre il padre doveva valutare la pubblica amministrazione, il figlio riceveva una consulenza dal ministro che doveva essere valutato. Ichino all’epoca presentò anche un’interrogazione a cui prima il portavoce del ministro (ufficiosamente), poi il ministro (ufficialmente) risposero sdegnati non accettando però né l’idea di chiedere a Michel le dimissioni né dando conto di alcun documento scritto frutto di quella consulenza. Alla medesima interrogazione rispose anche lo stesso neo viceministro dal suo blog con un testo la cui lettura appare oggi, a valle della prestigiosa nomina, davvero molto deludente (“Non ho pensato di rinunciare all’incarico dopo la nomina di mio padre perché francamente non ne vedevo, e non ne vedo, la ragione.” Qui la risposta di Ichino alle parole di Michel Martone).

A proposito di blog, vale la pena segnalare che anche il padre del viceministro, Antonio, ha un blog aperto appositamente poiché (copio e incollo dalla colonna di destra del sito) “L’8 luglio 2010 le agenzie di stampa hanno dato notizia dell’inchiesta sull’eolico e la cd. Loggia P3. Da quel momento, sul mio presunto coinvolgimento è iniziato sui mezzi di informazione uno stillicidio di notizie alcune volte false, altre volte tendenziose e in ogni caso incomplete. Questo blog nasce per raccontare la verità.”

Per la cronaca il CSM ha poi deciso il collocamento a riposo di Antonio Martone, su sua richiesta dopo che appunto il suo nome era emerso nell’inchiesta romana sugli appalti sull’eolico e la loggia P3. Lo ha fatto però, al contrario di quanto accade in questi casi e come inizialmente previsto anche nel caso di specie, senza che gli fosse conferito il titolo onorifico di procuratore generale aggiunto della Corte di Cassazione, “dato il contesto nel quale Martone ha maturato la sua decisione di lasciare la toga”.

Ecco diciamo che questa è proprio una bella somma algebrica: per un Rossi Doria che ci inorgoglisce come italiani, c’è un Michel Martone la cui nomina appare – alla luce di tutto questo – veramente sfortunata e inopportuna.