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Laici in piazza a Istanbul

29 aprile 2007

Va da sé che la situazione in quel paese è, per motivi storici e geopolitici, complessa ed assolutamente originale ma mi ha fatto comunque un certo effetto leggere che ad Istanbul 1 milione di persone è sceso in piazza per riaffermare la laicità del proprio Stato. Non c’è mano migliore che si possa dare a questo milione di turchi che riprendere presto il filo delle trattative per l’ingresso di Ankara nell’Unione Europea.

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I commenti a "Laici in piazza a Istanbul"

  1. Paolo scrive:

    Peccato che una manifestazione cosi a Roma non ci sara’ mai….
    Certo che in tante cose e’ un paese molto diverso, ma non e’ che noi nell’Unione siamo proprio tutti uguali
    Se poi il problema e’ l’influenza della religione o il governo autoritario come mai nessuno dice nulla sulla Polonia?
    E vero che certe zone della Turchia sono molto poco europee, ma mi sembra che nell’Unione ci siano gia’ tante differenze – vivere a Stoccolma o su un isoletta Irlandese o sulle montagne della Romania o a Siena non e’ esattamente la stessa cosa eppure nessuno si sente minacciato

  2. Omar Supio scrive:

    La Turchia (non dico niente di nuovo) venera Kemal Ataturk che, non molti decenni addietro, affermò con forza la laicità dello Stato. Vietò (proibì), tra l’altro, il velo alle donne. In Turchia numerose volte i militari hanno assunto i pieni poteri, quando gli sembrava che la democrazia corresse pericolo, e poi, appena possibile, hanno indetto nuove elezioni e se ne sono tornati in caserma.
    In Turchia e, per l’esattezza in Anatolia, ci sono stato relativamente di recente e, una delle cose che più mi ha colpito, era che i poveri erano visibilmnete tali (poveri), ma puliti e dignitosi.
    Camicia non stracciata ma rammendata; ma bianca e pulita. E, quando un ambulante mi voleva vendere qualcosa che a me non serviva, e gli ho detto, non la prendo ma te la pago lo stesso, si è offeso, e mi ha messo a posto. Non faccio il medicante!
    Risentono, mi pare molto, l’influenza dell’Impero Ottomano, che arrivava fino all’Ungheria.
    Bella gente.
    Ma quanto diversi dagli europei. Da noi !!!!!!!!!!!!!!!!!

  3. Valentina scrive:

    Caro Ivan,
    poichè sei sempre molto attento e sensibile al tema della laicità dello Stato, vorrei sapere se hai intenzione di partecipare, o aderire, alla giornata dell’ “Orgoglio Laico”, indetta dalla Rosa Nel Pugno e in programma il prossimo 12 maggio a Roma -Piazza Navona.
    Come saprai, il 12 maggio ricorre il 33° anniversario del referendum sul divorzio. Si tratta, dunque, di una data simbolica, ed è inutile nascondere che questo è anche il motivo per cui è stata scelta come data del Family Day: una provocazione bella e buona.
    Purtroppo, però, la giornata dell’Orgoglio Laico non gode della stessa pubblicità e copertura mediatica riservata all’iniziativa “concorrente”.
    Non ritengo che siamo obbligati a scegliere tra l’importanza della famiglia e il principio della laicità dello Stato: l’una non esclude l’altro. Eppure è proprio questo messaggio a passare.
    Io credo nella famiglia. Credo nella mia e in quella che mi auguro di poter costruire con il mio compagno. Ma non penso che per famiglia si intenda solo quella madre+padre+figli, e dunque non penso neanche che questa sarebbe minacciata dal riconoscimento delle unioni di fatto.
    Io voglio combattere e scendere in piazza per un’ideale che sia in pericolo, e la famiglia non lo è. Il principio della laicità invece sì, è in pericolo. Per questo il 12 maggio sarò in Piazza S. Giovanni. Accorrete numerosi, mala tempora currunt. Un caro saluto. Valentina

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