12 dicembre 2017

Una certa idea del commercio mondiale

Appunti

L’undicesima Conferenza ministeriale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (più conosciuta con l’acronimo inglese Wto) cui sto partecipando a Buenos Aires, è caratterizzata da un confronto serrato e a tratti aspro fra gli Stati Uniti e l’Unione Europea. Robert Lightizer, il segretario al Commercio dell’Amministrazione Trump, ha duramente attaccato il funzionamento dell’organizzazione, a suo dire colpevole di permettere che alcuni Paesi ignorino le regole che invece si applicano ad altri. Una disputa che ha in filigrana il desiderio statunitense di arginare la forza prorompente della Cina, che chiede da tempo il riconoscimento dello status di economia di mercato (cosa su cui anche in Europa ci sono forti perplessità). La funzione dell’organizzazione è invece difesa dall’Unione Europea. In gioco non c’è questo o quel dettaglio tecnico, ma l’idea che si ha del commercio mondiale e del libero scambio. Un’idea aggressiva e “verticale”, fatta di insofferenza alle regole e di protezionismo interno, che sembra essere stata sposata dalla presidenza Trump, ed un’idea multilaterale, basata su equità e pari dignità. L’Europa, che ha appena concluso l’accordo di libero scambio con il Giappone e lavora a quello con il Mercosur, il Mercato Comune che associa la maggior parte dei Paesi latinoamericani, è schierata a difesa di questa tesi. L’Italia è convintamente sulla stessa linea. Di seguito l’articolo del Sole24Ore che illustra molto bene i termini di una questione di assoluta rilevanza strategica.

Sole Wto a Buenos Aires