19 settembre 2011

Scherzare col fuoco

Appunti, Democrazia, Diritti

Ho letto con attenzione tutte le mail e le proteste che mi sono arrivate (insieme a un numero equivalente di messaggi di appoggio) per la mia presa di posizione sull’outing.

E sapete cosa mi ha veramente colpito? Che, trattandosi comunque di una forma di vendetta, di una specifica della legge del taglione, tutte le motivazioni che mi vengono fornite per sostenere la giustezza dell’outing andrebbero benissimo per tutte le leggi del taglione, a cominciare dalla pena di morte.

Ecco, tutte le buone ragioni per l’outing che mi sono state date funzionerebbero – mutatis mutandis – benissimo anche per reintrodurre la pena capitale al fine di sconfiggere il crimine: “rendiamogli pan per focaccia”, “finora non abbiamo ottenuto nulla, ora basta”, “ci vuole una giusta punizione per chi predica bene e razzola male”, “voi del PD col vostro buonismo non otterrete mai niente”.

Insomma, nessuno mi dice come farà questo outing ad abbreviare la strada verso l’uguaglianza delle persone GLBT, ma tutti stanno lì a convincermi che “ci vogliono le palle”, che “bisogna fargliela vedere”, che “bisogna passare all’azione” e così via.

E così, più leggo queste mail e questi commenti su FB e più mi convinco di quello che penso, e anche del preciso dovere che ho di dire a chiare lettere che sono sì interessato ad ottenere senza compromessi pari diritti per le persone GLBT ma non sono interessato a nessuna vendetta. E anche che orgogliosamente faccio politica cercando di parlare a (quel che resta del)la testa della gente di un paese ormai irrimediabilmente vittima della sua pancia.

Trovo anche che sia pericoloso giocare col fuoco titillando a proprio vantaggio gli istinti di rivincita delle persone che sono state oppresse. In genere i Masanielli che ci provano, che comunque non sono mai propriamente dei campioni di democrazia, finiscono col bruciarsi le mani di brutto.

Io aspiro, prima da cittadino che da politico, a vivere in un paese civile e non ho intenzione in alcun caso e in alcun modo di contribuire all’imbarbarimento (in stato ormai già molto avanzato) della mia comunità. Chi pensa che la delazione anonima sia una idea buona e utile, si accomodi pure. Sappia però che non potrà contare né sulla mia complicità né sul mio silenzio.