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Allarme rosso al G8

27 maggio 2011

Ho provato a mettermi nella testa di Obama – uno che, come tutti gli americani, non ha nessun sense of humour sul lavoro – mentre sentiva le bizzarre parole di Berlusconi, peraltro seriosissimamente tradotte in inglese dall’interprete. “Il capo di un governo alleato mi parla di una dittatura incombente nel suo paese? Damn… Dev’essere una cosa terribilmente grave… Un coup d’etat?” La mente di POTUS sarà rimbalzata come una pallina da biliardo su una serie di isolette centroamericane e di stati dell’Africa centrale. “Che devo fare? Biden può aprire quella dannata situation room? E questi Italians, cosa dobbiamo fare per loro? Mi stanno forse chiedendo di invaderli coi marines per tenere in piedi il governo legittimo? Ma non abbiamo una base NATO a Napoli e l’aviazione a Vicenza? Oddio, come faccio ad invadere un paese pieno di truppe americane? E quella svampita della Clinton perché non mi ha fatto sapere nulla? Diavoli di diplomatici… sempre a rimpinzarsi di tartine e di champagne e non mi fanno mai sapere un tubo… E questi cospiratori, i ‘Left judges’… i giudici rimasti? E chi sono? Gli altri li hanno già catturati? O li avranno eliminati come abbiamo fatto noi con Bin Laden? Controlleranno già una buona parte del territorio?”

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  1. Wikiobvious
  2. Free Liu Xiaobo

I commenti a "Allarme rosso al G8"

  1. Marco scrive:

    La scalpha-satira non è niente male;)

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