14 dicembre 2007

Il Paese all'incontrario

Diario, Laicità

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L’Italia è il posto delle cose all’incontrario. Tanto per fare un esempio a caso, da noi uno può dire pubblicamente di portare il cilicio e godere della massima considerazione dandosi magari anche delle arie da statista. Se poi un altro si limita a notare che in un paese laico la religione, come ogni altro credo che trascenda il razionale, dovrebbe avere una rilevanza non pubblica ma limitata al campo delle libertà individuali, è a lui – e non a chi porta il cilicio – che danno del “caricaturale”. Le agenzie qui sotto parlano da sole.
- Roma, 13 dic – I cattolici? come gli astrologi o gli spiritisti. Quindi nel Manifesto del Pd non si parli di “rilevanza pubblica” della religione. E’ questa la tesi di Piergiorgio Odifreddi, lo scienziato inserito da Walter Veltroni nella Commissione del Pd incaricata di scrivere il Manifesto dei Valori.


Le affermazioni, riportate dall’Ansa, sono contenute in una mail inviata da Odifreddi agli altri membri della Commissione, per criticare un passaggio della prima bozza del Manifesto. “Vorrei spendere una parola – scrive lo scienziato – a favore del tema della laicità. Io non credo di avere ‘pregiudizi’ nei confronti dei cattolici, così come non credo di averne nei confronti degli astrologi o degli spiritisti: mi limito a constatare che hanno visioni del mondo, che sono antitetiche con la visione scientifica, e più in generale con la razionalità, e ne deduco che sarebbe bene che esse rimanessero confinate nel campo individuale”. “Non propongo certo la proibizione delle sedute spiritiche - prosegue la mail - degli oroscopi o delle messe. Mi sembra sensato, però, pretendere che non sia sulla base di queste cose che vengano prese le decisioni politiche dei nostri governanti e del nostro nascente partito”. “E’ ridicolo iniziare – aggiunge a proposito della bozza del Manifesto - dicendo che ‘la laicità è un valore essenziale del Pd’, e continuare riconoscendo ‘la rilevanza nella sfera pubblica delle religioni e delle varie forme di spiritualità’”. “Il nuovo partito deve scegliere se essere laico o no - insiste Oddifreddi - nel primo caso bisogna abolire la seconda parte dell’articolo, e nel secondo caso la prima: sono entrambe soluzioni possibili, ma per favore evitiamo di essere il partito del ‘ma anche’, come va dicendo da settimane Crozza nelle sue imitazioni di Veltroni”.
- Roma, 13 dic – “Le provocazioni di Piergiorgio Odifreddi possono divertire il pubblico di qualche festival filosofico o scientifico, o di qualche salotto televisivo, ma fanno molto male al processo di costruzione del Partito democratico”. E’ quanto afferma all’Ansa Francesco Saverio Garofani, membro del coordinamento nazionale del Pd ed esponente cattolico-democratico. “Negare la rilevanza pubblica del sentimento religioso, infatti - afferma il deputato del Pd – significa offendere una dimensione essenziale della vita di milioni di persone. Significa ignorare l’apporto decisivo che la cultura e i valori cristiani hanno dato e danno alla convivenza civile. Significa cercare di cancellare una tradizione come quella cattolico-democratica, che ha contribuito in modo determinante alla nascita del Pd”. “L’idea di laicità che Odifreddi ha in mente – aggiunge Garofani – è una caricatura inaccettabile. Per i cattolici democratici la laicità delle istituzioni e’ garanzia della libertà di tutti, anche quella dei cittadini che hanno una fede e che quella fede vogliono testimoniare e vivere nella storia, accanto agli altri, nel dialogo e nella ricerca del bene comune”.