15 febbraio 2006

Laicità

Diario

La sentenza emessa dal Consiglio di Stato sul crocifisso nelle aule rappresenta la tanto attesa quadratura del cerchio, il segnale che in qualche modo mi aspettavo.
Dunque, a detta dei Giudici Amministrativi, in una sede non religiosa, come la scuola, destinata all’educazione dei giovani, l’esposizione del crocifisso sarà giustificata ed assumerà un significato non discriminatorio sotto il profilo religioso, se esso è in grado di rappresentare e di richiamare in forma sintetica immediatamente percepibile ed intuibile (al pari di ogni simbolo), valori civilmente rilevanti: quei valori che soggiacciono ed ispirano il nostro ordine costituzionale, fondamento del nostro convivere civile. In tal senso il crocifisso potrà svolgere, anche in un orizzonte ‘laico’, diverso da quello religioso che gli è proprio, una funzione simbolica altamente educativa, a prescindere dalla religione professata dagli alunni.
Occhei, occhei: il crocifisso è laico. Immagino il chador sia un lancio di Dolce & Gabbana per la prossima primavera/estate, Budda un lottatore di sumo e la quaresima l’ultima idea della Dottoressa Tirone. Proprio non capisco perché quest’anno abbiamo deciso di organizzare le olimpiadi visto che per l’occasione avremmo potuto mettere su delle così belle crociate.