Dieci cose da fare subito
Lʼassenza dei diritti dellʼamore è soltanto un aspetto (ma logicamente interconnesso con altre facce) di una società, quella italiana, che tende a essere fondamentalmente immobile e a premiare le rendite di posizione. Una società che preferisce lʼesperienza al talento, la protezione allʼesplorazione, la conservazione allʼinnovazione.
Attaccare il tema dei diritti senza provare a modificare lʼimpostazione generale della società italiana rispetto al mondo che cambia sarebbe come agire sullʼeffetto senza sradicare la causa: una specie di cura sintomatica, come lʼaspirina. Illudersi che le cose possano cambiare a strati o a spicchi porterebbe fuoristrada.
Clicca su ogni punto per approfondire.
- 1. Estendere la possibilità di sposarsi a tutti i cittadini
- Dopo la sentenza della Corte costituzionale questo non dovrebbe costituire davvero un problema, anzi risolverebbe molti problemi dal punto di vista del coordinamento con l’ordinamento comunitario. Questo matrimonio dovrebbe essere “lo stesso” matrimonio cui hanno accesso oggi le persone eterosessuali: incluse pensioni di reversibilità e adozioni. Sulla reversibilità, sarebbe una irragionevole discriminazione escludere gli sposi gay o lesbiche. Se lo stato può permettersi di continuare a pagare una pensione dopo la morte dell’avente diritto, non si capisce perché dovrebbe farlo esclusivamente se il beneficiario è del genere opposto. Se lo stato non ha i soldi per garantire un simile trattamento nei confronti di tutti i suoi cittadini, allora bisognerà ridiscutere l’intera questione, certo non eliminando una categoria di persone sulla base di una caratteristica che le identifica: sarebbe come dire che la pensione di reversibilità spetta solo a chi ha il cognome che comincia con una lettera dalla A alla L e non a quelli dalla M alla Z. Riguardo alle adozioni, credo sia interesse del bambino avere quanti più candidati genitori possibile: i servizi sociali dovrebbero esaminare tutti i richiedenti con lo stesso rigore che utilizzano oggi, eliminando chi non si rivela idoneo all’adozione alla fine di un processo di valutazione e non prima che tale processo cominci.
- 2. Riconoscere per legge le prerogative dei conviventi
- Non si deve confondere questo istituto, comunque si voglia chiamarlo, con il matrimonio esteso ai gay. Un’eventuale normativa che regolamentasse in qualche modo le coppie non coniugate sarebbe riservata a tutte le coppie che, etero o gay, decidano di non sposarsi. In alcuni paesi, come il Regno Unito, si è introdotta una forma di “matrimonio gay” (le civil partnership si distinguono dal matrimonio solo per il nome) ma non si è ritenuto di regolamentare la situazione delle coppie non coniugate, il che dimostra chiaramente che le due cose non sono necessariamente collegate. C’è da dire, tuttavia, che in Gran Bretagna, in caso di morte, la legge tutela i diritti del convivente more uxorio che sia stato escluso in modo irragionevole dalle disposizioni testamentarie. Insomma, anche in assenza di una legge organica, non è ammissibile che i conviventi siano lasciati in un totale vuoto normativo, come accade in Italia.
- 3. Approvazione di una legge sull’omogenitorialita
- Esiste un progetto di legge in Parlamento, prima firmataria Anna Paola Concia (Pd). Si tratta di dare la possibilità al padre e alla madre non biologici di assumersi la responsabilità genitoriale per un figlio non proprio. Chi si riempie la bocca della tutela dei fanciulli non dovrebbe avere alcuna difficoltà a condividere il fatto che, in caso di morte del genitore biologico, la cosa migliore per un bambino sia restare con l’altra persona che lo ha cresciuto, anziché essere strappato ai propri affetti. Questa è una di quelle leggi che un paese civile dovrebbe approvare in poche ore all’unanimità e che invece da noi languono in qualche cassetto di Montecitorio.
- 4. Estensione della legge Mancino all’omofobia e alla transfobia
- Un’altra di quelle leggi che andrebbero approvate in un battito di ciglia. Se abbiamo deciso collettivamente che il razzismo va condannato, come possiamo tollerare di non punire ugualmente l’omofobia e la transfobia?
- 5. Sradicare il bullismo dalle scuole
- Che sia piaciuta o meno la campagna pubblicitaria che ne è scaturita, non si può non registrare che Mara Carfagna è il primo ministro alle Pari opportunità che abbia stanziato una somma (circa 2 milioni di euro) per una campagna contro l’omofobia. Esiste anche una settimana contro la violenza che si tiene nelle scuole (la prima edizione nell’ottobre 2009). Il punto è che non ci si può fermare a interventi episodici, per quanto meritori. Il tema del bullismo e della violenza contro i giovani gay e lesbiche è di una gravità inaudita e ne derivano enormi sofferenze e percentuali di suicidio elevatissime (fino a sei volte superiori a quelle dei giovani eterosessuali, secondo uno studio condotto in Norvegia nel 2002). Sono necessarie quindi misure forti e istituzionali, quali corsi contro l’omofobia e regole chiare di disciplina nelle scuole a protezione dei ragazzi e delle ragazze che appaiono non in linea con l’immagine attesa di mascolinità e di femminilità. In proposito c’è un’importante risoluzione dell’assemblea del Consiglio d’Europa del 2008 (n. 1608, Child and teenage suicide in Europe: a serious public health issue; “Il suicidio dei bambini e degli adolescenti in Europa: una grave questione di salute pubblica”).
- 6. Riassegnazione anagrafica alle persone transessuali senza necessità dell’intervento chirurgico
- In Italia la transfobia è ancora più diffusa e meno discussa dell’omofobia. Il tema dell’identità di genere non è particolarmente esplorato e la distinzione tra maschile e femminile è data come scontata, netta e senza alcuna sfumatura nel mezzo. Attualmente le persone trans possono cambiare le proprie generalità solo dopo l’intervento chirurgico, ma da tempo chiedono di potere ottenere lo stesso risultato anche prima o a prescindere dall’intervento. Avere un’apparenza femminile (o maschile) e documenti che non la rispecchiano è fonte di mille problemi e umiliazioni e costringe a rivelare la propria condizione in ogni momento: dall’esercizio del voto alla ricerca di un lavoro, al passare la frontiera per un viaggio. Approvare una legge di questo tipo dimostrerebbe sensibilità, apertura e rispetto nei confronti di una moltitudine di cittadini per la cui inclusione il nostro paese non fa davvero alcuno sforzo.
- 7. Sviluppare una seria cultura contro le discriminazioni sui luoghi di lavoro
- In Italia le cause per discriminazione sono pochissime rispetto ad altri paesi. Il motivo è dato dal fatto che all’estero, in assenza di garanzie forti come quelle previste dal nostro Statuto dei lavoratori, la tutela individuale è spesso l’unica che resta a disposizione. In altre parole, se in Italia si viene licenziati su base discriminatoria si preferisce utilizzare la tutela generale contro il licenziamento invece che le norme, pur presenti nell’ordinamento, contro la discriminazione. Da ciò è derivato che le aziende italiane, al contrario di quelle straniere, hanno lavorato pochissimo su questi temi. Va tenuto presente che in tema di discriminazioni, in paesi come il Regno Unito, il datore di lavoro ha l’onere della prova (deve quindi essere lui a dimostrare di non avere discriminato, e non il contrario) e questo vale anche per la discriminazione indiretta, quella che non ha a che fare con il singolo lavoratore bensì con l’ambiente di lavoro in generale (per esempio, potrebbe invocare una discriminazione indiretta una donna che lamentasse come nella sua azienda non esista una cultura della flessibilità di orario per le lavoratrici madri). Mediamente, nelle aziende italiane è più difficile essere licenziati, ma da questo punto di vista i soggetti potenzialmente oggetto di discriminazione (donne, gay, disabili, stranieri) se la passano peggio.
- 8. Numero minimo di consiglieri d’amministrazione donne nelle aziende quotate in Borsa
- È il caso della Norvegia, dove il genere meno rappresentato in ogni consiglio d’amministrazione (di solito le donne, ma la regola vale anche in presenza di una minoranza maschile) deve comunque avere almeno il 40% dei seggi. Allo stesso modo si dovrebbe introdurre una serie di quote, stabilite tassativamente per legge, in ogni settore. Per esempio in Parlamento e nel governo le donne dovrebbero avere lo stesso numero di seggi degli uomini. Senza deroghe. Inutile aspettare che il cambiamento avvenga naturalmente: a mali estremi, estremi rimedi. Tra gli effetti positivi: si svilupperebbe una cultura femminile della leadership, si rivedrebbero le priorità sulle cose da fare e si sarebbe costretti ad allevare una classe dirigente nuova e diversificata, più in linea con la società.
- 9. Riservare un periodo di astensione esclusiva dal lavoro per i padri
- Questa è invece una legge svedese. Dà ai padri la possibilità di restare a casa con i figli per due dei tredici mesi di licenza riservati complessivamente ai genitori, fruibili entro l’ottavo compleanno del bambino. È una facoltà non cedibile alla madre e di cui non si può usufruire quando è in congedo la mamma. In questo modo il padre è effettivamente costretto a spupazzarsi il pargoletto e a diventare genitore con pari responsabilità. Questo provvedimento ha un altro risvolto: in fase di assunzione non sono solo le candidate donne a essere svantaggiate per il timore che si assentino causa maternità. Una legge del genere può produrre un profondo cambiamento nella società e nella cultura di un paese, rendendolo meno machista e più aperto.
- 10. Riaffermare la laicità dello stato con norme che ribadiscano la sua neutralità rispetto a tutte le religioni
- Nel massimo rispetto per tutte le religioni e per coloro che credono, sono fermamente convinto che lo stato debba fare ogni sforzo per mostrarsi equidistante da ogni religione. È vero che il cattolicesimo è parte fondamentale della nostra cultura, ma è altrettanto vero che la nostra cultura e la trama della nostra società sono profondamente cambiate negli ultimi quarant’anni. L’Italia deve essere pronta ad accogliere persone di altre culture ed essere ugualmente inclusiva nei confronti di tutti i suoi cittadini: credenti e non credenti, cattolici, cristiani di altre chiese e fedeli di altre religioni. Eliminare il crocifisso nei luoghi pubblici o non attribuire crediti legati all’insegnamento della religione non è “laicismo” ma “laicità”, non un atteggiamento iconoclasta ma la semplice necessità di fare in modo che la Repubblica sia la casa di tutti. La laicità non è vuoto di valori ma l’affermazione di valori comuni, accanto a quelli che ciascun cittadino voglia coltivare sulla base della propria morale, fede o convinzione. La nostra Carta costituzionale è la sintesi di quei valori ed è in quella, e quella soltanto, che possiamo riconoscerci come comunità e come popolo.
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Fede R,
Lucia Rinaldelli,
Matteo Balocco,
Mariapaola Bono,
Maurizio Cecconi,
Sandro Amadei,
Luisa Merlini,
Lucio Scarpa,
Esteban Frontera,
Chiara Sartori,
Meri Giovannetti,
luisa Fraraccio,
Marco Surace,
forza ivan
Barbara Melotti,
Valter Gallo,
Riccardo Spezia,
Davide Rizzo,
Raffaele Viglianti,
Alessandro Bocchetti,
Condivido appieno questa battaglia e formo con gioia... Purtroppo manca una parte sui diritti dei disabili, veri fantasmi contemporanei... Ci sarebbe stata assai bene ;-)
Ciao A
alessandro bottaro,
Corrado Truffi,
roberta baccanelli,
xxxxxxxx,
Ilaria B,
simona proserpio,
Daniela Santus,
Poteva esserci un 11° punto: garantire la libera scelta dei singoli in materia di fine vita.
Alberto Castoldi,
Domenico Bruno,
Simone Lettieri,
Marco Talini,
andrea zandomeneghi,
Sciltian Gastaldi,
Condivido i dieci punti.
Enrico Lensi,
Andrea Vespasiani,
Andrea Vespasiani,
xxxxxxxx,
xxxxxxxx,
Enrico Peroni,
Declinare una proposta ideologica alternativa alla destra: societá dell'accoglienza (diritti), economia verde, democrazia partecipata.
STEFANO C IATTI,
Eleonora Bellini,
Silvia Fabbri,
Lorenza Boninu,
xxxxxxxx,
xxxxxxxx,
raul bertone,
Maurizio Borelli,
Grazie Ivan per la forza e la "semplicita'" di queste 10 proposte...questa si' che è politica, questo è il PD da cui mi sento rappresentato!!
Sylvana Gilioli,
Fabrizio Paoletti,
Simone Battisti,
Louise Bonzoni,
Ottimo lavoro Ivan!
Sofia,
Alessandro Punturo,
Francesca B,
xxxxxxxx,
Arianna Cavallo,
Gianluca Fagioli,
Contro la discriminazione dei peggiori catto-borghesi.
Bruno Pompa,
Matteo Sartori,
domenico forlano,
Marco Bolognini,
eleonora marchiafava,
emauela bertarelli,
Cristian Ferioli,
Che dire di più se non che vogliamo essere un paese Europeo. :-)
stefania mazzucchelli,
ivan for president
Alessandro Maeder,
Lorenza Lugli,
Davide Leonelli,
xxxxxxxx,
Michele Nannipieri,
Fabio Palermo,
Un paese così sembra proprio degno di essere vissuto.
Giacomo Lagona,
Faccio girare
FRANCESCO TESSADRI,
Cristina Querin,
cristiana alicata,
Paolo Vettore,
tommaso duranti,
alberto quaglia,
nanni petronio,
Mario Berlanda,
ciao Ivan, sempre sulla breccia vedo ...
Gregorio D\'Ambrosio,
Spero che nel PD e nella società tutta i diritti delle minoranze non vengano dimenticati
Antonio Zucchi,
Elena Tebano,
Pietro Gaioni,
Vivo all'estero per l'assenza di questi punti nel programma dei partiti italiani; purtroppo non credo che l'attuale PD li farà mai suoi.
xxxxxxxx,
Isabella Toppetta,
giulia panzani,
Stefano Marchese,
8 e 9 sono i punti che mi piacciono di piu'
giacomo cardaci,
lisa buscaino,
ilaria messina,
corrado silla,
Il punto fondamentale è il 10; molti degli altri punti elencati e tantissimi di quelli che invece non ci sono dipendono da questo.
Rita Sonzogni,
alfredo chizzoni,
Le battaglie sui diritti sono battaglie per tutti, non ci possiamo tirare indietro.
Filippo Pacini,
Dario Marchi,
Fabio Iovine,
massimo cardone,
piero filotico,
Condivido tutte le dieci proposte e invito il segretario del partito democratico a fare altrettanto.
gianluca angelini,
una battaglia di civiltà!
Dario Bezzanti,
Simone Cavallaro,
Barbara Vecchietti,
Elisa Valdambrini,
Andrea Giannuzzo,
Roberta Toppetta,
mila brollo,
andrea silvagni,
Federico Mozzicato,
Daniela Rocco,
Ilija D\'Imprima,
Sara Spiga,
andrea zangirolami,
laura viola,
xxxxxxxx,
grande!!!!
Giuseppe Mangani,
Il tema della laicità dello stato andrebbe approfondito nelle parti riguardanti le scuole e gli impegni economici nei confronti del clero.
Giovanni Gambaro,
Nessun cittadino puo' abbandonare questa battaglia per i diritti di oguno.
xxxxxxxx,
Maria Grazia Ara,
Enrico Ricci,
Simone De Giglio,
Andrea Pedroncini,
francesca rubei,
sara marconi,
Paola Bertossi,
Monia Monni,
Gabriele Di Padova,
marina arienti,
Francesca Cavallo,
Farò del mio meglio per far firmare più persone possibile. Grazie.
Claudia Costa,
firme, sit in, manifestazioni di piazza, convegni, sondaggi, bacchettate europee......cosa altro si deve fare per essere un Paese civile?
Alessandro Maggi,
Fulvio Baldin,
Grande Ivan,
sottoscrivo e divulgherò la petizione nel mio circolo PD, Pio La Torre e presso tutti gli amici/amiche.
Juri Fontana,
Gabriele Scalfarotto,
xxxxxxxx,
gerardo imbriano,
Martina Santimone,
Marco Marchese,
Marco Penazzi,
Margherita Altrocchi,
Ivan, devi farmi la dedica sul libro...
Tita
Alessio Domenichelli,
Curzio Bufacchi,
lucia predolin,
paola borghesani,
Carola Arena,
Pier Francesco Prata,
Filippo Bellini,
Emidio Picariello,
Luciano M.,
daccordissimo, però sarebbe opportuno che questi
dieci punti, su temi così importanti, venissero
divulgati ai Circoli dai Segr. Prov.li
xxxxxxxx,
Andrea Rosato,
Paolo Garofalo,
nicol bernardini,
Laura Catania,
denise van den bergh,
Marco Lupoli,
Sergio Capuano,
Estella Marino,
Simona Menghini,
Non le metterei necessariamente in quest'ordine, Ivan (ad esempio l'ultima la farei salire, e aggiungerei qualcosa sul testamento biologico...) e forse non tutti i punti hanno per me la stessa importanza... ma sono sostanzialmente d'accordo...
vittorio rando,
approvo questi 10 punti, anche se ce ne vorrebbero altri 1000, in italia.
lian pellicanò,
Claudio Lucii,
Sarebbe tutta un'altra Italia
Ilja Jurkovic,
fabio fasoli,
renato rapaccioli,
ITALIA DA TERZO MONDO !!!CHI DA ORDINI DA NOI E' IL VATICANO !!!
costa s,
Il Pd non te lo lascerà mai fare,incastrato com'è nelle maglie della più bieca espressione del cattolicesimo (il vatecanesimo) in nome di un vuoto essere 'moderati' (???). non so cosa ci fai ancora là ma supporto la proposta
Federico Liberati,
Proposte sacrosante per uno stato laico e non clericale!
Moreno Ortoman,
Susanna Curci,
Condivido poco il punto 8 (sono contraria alle quote rosa) ma per il resto mi sembra una proposta assolutamente moderna. Firmo con piacere!
xxxxxxxx,
Elisa Gilormello,
Adele Parrillo,
maria ancora,
Monica Romano,
Grazie di tutto Ivan. Ti abbraccio
Marco Borserio,
Gessica Iannone,
Grazie per il tuo libro. Non sono mai abbastanza quelli che parlano così a fondo di questo Paese.. gli Italiani e le Italiane sono ovunque nel mondo, ma l'Italia rimane "nessun paese"
Davide Foschi,
Roberto Fantini,
David Valentini,
E' necessaria una riforma totale del diritto delle persone, di famiglia e delle successioni, con una riscrittura completa di primi due libri del codice civile e con l'introduzione di tribunali e sezioni di corte di appello e di cassazione specializzate sull'argomento. NO ALL'OMOFOBIA: GLI "UOMINISESSUALI" (come li chiama mirabilmente Checco Zalone in una sua splendida canzone) sono uguali a noi etero!!!!!
Giovanni Raimondo,
Matteo Ceschi,
Massimo De Padova,
Sono contrario al punto 9, e ho alcune perplessità sul punto 8. Per il resto concordo pienamente e sottoscrivo.
Grazie
Giancarlo Mattioni,
Ian Gazzotti,
Ottimi punti, ma condivido il commento #26 sulla necessità di una legge sul fine vita!
Marina Emiliozzi,
Grazie per ciò che fai!!!
Alan Marazzi,
Dinora Mambrini,
Su qualcha punto stiamo lavorando, nei limiti delle competenze, come Cons. Comunali Livorno. Dinora (Responsabile Diritti Civili GD Toscana)
angelo vianello,
xxxxxxxx,
Non sono del PD; ma questi punti li sostengo. Per un'Italia laica.
sonia fantozzi,
Giulia Gaudenzi,
Giuseppina Monni,
xxxxxxxx,
Gian Vincenzo Olivier,
cosa ci fai nel PD?E'un partito di finta opposizione, che tiene in piedi il catstrofico teatrino della politica!Gli onesti ne escano.
xxxxxxxx,
stefano albrigi,
Monica Anna Giovanniello,
Angelo Danile Lamera,
Melissa Gattella,
Simone Pezzin,
Giorgio Testa,
Claudio Sbenaglia,
Massimo Pippolini,
Giuseppe Di Menno,
Concordo per 11° punto fine vita
Susanna Polidori,
Gabriella,
Michele Benini,
xxxxxxxx,
Ottimo programma.
xxxxxxxx,
Filippo Borselli,
Nuri Cito,
Tiziano,
FRANCESCO D\'AMICO,
Nicoletta Parrella,
Simona Bacher,
Tommaso Giartosio,
xxxxxxxx,
sarebbe un sogno se tutto questo si realizzasse non in templi biblici|
Daniele Fasano,
geronimo madrigali,
come la mettete con fioroni and friends? magari il pd fosse fatto da gente come lei, pippo civati, debora serracchiani.geronimo SEL Viareggio
massimiliano caprari,
Forza Ivan! Continua a rappresentare le nostre istanze dentro il PD così bene come hai fatto sinora! Sono (siamo) con te.
Augusto Gargiulo,
Lorenzo Sturpino,
Alba,
Patrizia Lungonelli,
Sfiduciata nei confronti dell' Italia di oggi, ma ancora speranzosa...
Alessandro Di Benedetto,
STEFANO ROSSATTI,
Ugo Tavella,
xxxxxxxx,
Bravissimo!
Finalmente!
Ma poichè di catto/politici ve ne sono parecchi anche nel PD, ritendo assai difficile la realizzazione dei 10 punti
ELISA,
Stefano Minguzzi,
Giancarlo Avellino,
Piero ferrero,
Condivido completamente, se puoi aggiungere una vera e valida attenzione all'abbattimento delle barriere architettoniche per noi disabili.
fabio ruta,
Arianna,
Federica Pieri,
Spero che nel PD sempre più persone assomiglino a Scalfarotto! Grazie
Paola Assirelli,
Nazzareno Condulmari,
barbara giustiniani,
Holger Lenz,
Se non ora, quando!
verena,
Marialuisa,
Elisabetta Spaini,
nadia pazzaglia,
Miapolis51,
Il corpo della donna è un luogo pubblico.
La società si è impadronita di quel corpo.
Omosessuali e transessuali non sono controllabili.
Giovanni,
Luciano Mercuri,
questi 10 punti mi auguro diventino patrimonio collettivo e non solo di una forza politica (sono ottimista o folle visionario?)
Mario Marcon,
Dieci proposte di assoluto buon senso.
dario.fantoni@gmail.com,
andrea bonessa,
leonardo belladelli,
giuliano bosco,
sono pienamente d'accordo
