6 febbraio 2018

Il sonno dell’ignaro

Appunti

La polemica politica, sempre legittima e a volte arricchente, dovrebbe sempre comprendere il rispetto dei dati di fatto e della verità storica. Così non è, mi pare, per Luigi Di Maio, candidato premier del Movimento Cinque Stelle, che ha detto cose veramente fuori luogo su temi fondamentali per la nostra economia come la valorizzazione del made in Italy e l’export. Nel take dell’Adn-Kronos, la mia risposta

MARTEDÌ 06 FEBBRAIO 2018 15.54.28

MADE IN ITALY: SCALFAROTTO, RISULTATI OGGETTIVI MENTRE DI MAIO DORMIVA =

Rho (Mi), 6 feb. (AdnKronos) – Risultati oggettivi quelli che il Governo italiano, prima Renzi e poi Gentiloni, ha conseguito sul made in Italy e, se qualcuno non se ne è accorto, evidentemente “dormiva”. Così il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Ivan Scalfarotto, oggi inaugurando Milano Unica, all’indirizzo del leader dei 5Stelle, Luigi di Maio, che qualche giorno fa aveva detto che “i precedenti governi italiani hanno messo a rischio il made in Italy in tutti i settori”. Invece i risultati “l’Italia li ha conseguiti mentre Di Maio, con tutta evidenza, dormiva e penso farebbe meglio a continuare a farlo. Qui, al Mise e nel sistema Italia, c’è gente che continua a lavorare, anche se capisco bene che non intenda appieno il significato del verbo”. Del resto, “alcuni leader politici ignorano totalmente – prosegue il sottosegretario – quanto è accaduto e sta accadendo nell’economia internazionale, ma è chiaro come non abbiano idea alcuna del nostro export, realtà fondamentale dell’economia del nostro Paese. Negli anni fra il 2014 e il 2017, infatti, l’Italia ha fatto registrare quattro successivi record assoluti, con un incremento complessivo che si attesterà (i dati definitivi del 2017 non sono ancora disponibili) intorno ai cinquanta miliardi di euro”. “In termini percentuali – dice ancora l’esponente Pd – fra il 2016 e l’anno scorso siamo cresciuti di quasi otto punti percentuali, che è un aumento superiore a quello della Germania e a quello della Francia. Merito, beninteso, dell’eccellenza delle nostre produzioni e dello sforzo e dell’impegno dei nostri imprenditori; ma i Governi Renzi e Gentiloni sono i primi ad aver prodotto, grazie al prezioso lavoro di Carlo Calenda, che il sottoscritto ha avuto l’onore di proseguire, uno sforzo concreto di valorizzazione del made in Italy”. “Per questo – sottolinea Scalfarotto – abbiamo riunito in un unico strumento competenze e risorse precedentemente disperse, e le abbiamo aumentate in modo rilevantissimo; abbiamo trasformato il vecchio Istituto per il Commercio con l’Estero in Ice Agenzia, cioè in una moderna ed efficiente trade agency, favorendo con il Gruppo Cassa Depositi e Prestiti e le sue controllate Sace e Simest, quella eximbank che all’Italia mancava e che invece i nostri competitors possedevano”. ”Gli esiti positivi si sono visti – rimarca il sottosegretario – e riguardano uniformemente tutti i settori, a cominciare da quell’agroalimentare il cui export ha toccato livelli impensabili qualche anno fa. Risultati dei quali siamo tutt’altro che appagati: la voglia d’Italia, l’emergere accanto al made in Italy, di una formula di successo come il made with Italy, la battaglia per la conquista del mercato digitale e dell’e-commerce sono le prossime tappe che andranno percorse dal prossimo Governo, al quale consegniamo risultati di cui andiamo orgogliosi”.