12 dicembre 2017

Conferenza di Baires: la mia intervista ad Askanews

Appunti

L’agenzia Askanews mi ha intervistato sulla Conferenza Interministeriale della Wto in corso a Buenos Aires. Potete leggere l’intervista qui sotto.

MARTEDÌ 12 DICEMBRE 2017 16.57.42

Wto, Scalfarotto: impegnati a Buenos Aires ma fallimento possibile

Buenos Aires, 12 dic. (askanews) – Quella di Buenos Aires non è solo la prima Conferenza ministeriale dell’Organizzazione mondiale del Commercio in un Paese dell’America del Sud. E’ anche la prima ministeriale per il sottosegretario italiano allo Sviluppo economico Ivan Scalfarotto. Askanews lo raggiunge a margine delle trattative, arrivate a metà del percorso. – Quali sono le sue impressioni, umane e politiche, di questo vertice partito in salita rispetto al funzionamento e alla credibilità della stessa Wto? “Quando concentri in un’unica struttura 164 Paesi di tutti i continenti e le culture devi fronteggiare una complessità enorme e il rischio di fallimento è sempre dietro l’angolo spiega Scalfarotto – Lo eviti soltanto con una flessibilità adeguata, il venirti incontro per raggiungere un obiettivo. Credo però che sia bene che 164 Paesi si incontrino pacificamente, intorno a uno stesso tavolo, perché finché c’è confronto e volontà di costruzione, è un buon segnale. L’impressione umana che si riceve – aggiunge – è straordinaria di fronte a tutte le civiltà rappresentate, alle mille lingue e culture. Anche per questo c’è la speranza e il desiderio di arrivare a un qualche risultato, pure se è difficile”. – Gli Stati Uniti sono visti come il principale ostacolo per il raggiungimento di un risultato concreto a Buenos Aires, ma in generale per la credibilità dell’organizzazione. E’ d’accordo? “Paradossalmente, fa strano oggi vedere che il migliore alleato dei no global alla fine sia Trump – considera il sottosegretario – e che gli obiettivi di chi sosteneva, anche da sinistra, una critica al Wto siano stati raggiunti da una persona come lui che era lontanissima da quella prospettiva. Trump fino ad oggi, in realtà – sottolinea Scalfarotto – ha fatto meno mosse protezionistiche di quelle che aveva annunciato, la sua posizione a Buenos Aires non sorprende. La Wto – secondo Scalfarotto – è un obiettivo chiaro per l’amministrazione Usa a partire dal meccanismo di risoluzione delle dispute (Dsb), perché risolve il vecchio dilemma del diritto internazionale legato alla cogenza delle decisioni, vincolando i Paesi membri a seguire le indicazioni della Wto. Colpire quell’elemento significa colpire un punto nevralgico dell’organizzazione. Bisognerà capire in queste ore se gli Usa si impegneranno o meno nelle decisioni, e quindi se questa conferenza si potrà chiudere con dei dati di fatto o meno”. – Come si chiuderà, secondo le sue previsioni, questa undicesima ministeriale? “La mia impressione, arrivando dopo il lavoro fatto a Ginevra, è che gli unici due temi su cui si poteva trovare una soluzione era lo stoccaggio pubblico e i sussidi alla pesca – spiega il sottosegretario italiano -. Concedere lo stoccaggio, senza andare a colpire le misure distorsive del mercato in agricoltura, era già un risultato monco, se ci aggiungiamo la piccola parte concordata sul tema pesca, è una montagna che partorisce un topolino. Non raggiungere risultati sull’e-commerce, però – sottolinea Scalfarotto – e sulla trasparenza per le micro e piccole e medie imprese (MSMEs) è un problema. E’ vero, come ho detto nella plenaria di ieri, che raggiungere un risultato sull’agenda per lo sviluppo lanciata a Doha, è fondamentale. Pensare, però, che nel 2017 un’organizzazione come questa non si occupi di e-commerce prima di averla portata a casa, è paradossale. In 16 anni il mondo è cambiato. La Wto, per questo – aggiunge – oggi non si confronta solo con un problema di credibilità procedurale – ossia uscire dal vertice o meno con una dichiarazione ministeriale su tutti i temi – ma di sostanza. La Wto è all’altezza delle sfide di questo tempo? Per l’Italia, che quest’anno nell’export fa +8% e soprattutto con le piccole e medie imprese, sarebbe importante che la Wto se ne occupasse con efficacia – sostiene Scalfarotto -. Se i Paesi in via di sviluppo si mettono di traverso su ogni avanzamento, prima di aver portato a casa l’agenda di Doha, opponendosi sulla procedura, è un’occasione perduta per tutta l’organizzazione”. – Come avete sostenuto, in sintonia con la commissione europea, c’è vita per la Wto dopo Buens Aires, e in quale direzione? “Noi manteniamo un atteggiamento costruttivo nei confronti della Wto – afferma Scalfarotto – e il commercio internazionale va avanti lo stesso, e lo farà, se necessario, anche a livello bilaterale e plurilateral, come è successo nel caso della Korea e del Mercosur. Sono reduce adesso con un incontro bilaterale, a tratti toccante anche dal punto di vista umano – racconta il sottosegretario -, con un Paese tradizionalmente vicino all’Italia come la Somalia, che ci chiede sostegno nel percorso di adesione ala Wto. Per un Paese che esce da una situazione difficilissima come la Somalia, la Wto rappresenta uno spazio importante e noi abbiamo dichiarato massima disponibili ad aiutarli. E’ una parte della vita della Wto e delle ministeriali che non si racconta, ma per cui vale la pena rimanere positivi rispetto alla Wto, Può anche darsi – ammette Scalfarotto – che su temi sui quali il futuro corre, come l’e-commerce, si scelga il canale plurilaterale per arrivare a una decisione, ma il nostro ruolo come Paese è quello di riaffermare la centralità dell’Organizzazione, anche con i suoi fallimenti”, conclude. Mds 20171212T165726Z