29 novembre 2017

Tessiture italo-vietnamite

Appunti

Non è ancora tempo di bilanci, ma è indubbio che la missione imprenditoriale italiana che sto guidando in Vietnam, fra Hanoi e Città Ho-Chi-Minh, è caratterizzata da un fervore di dialogo e di accordi assai positivo. Luogo cruciale della storia e dell’immaginario del Novecento, il Vietnam è caratterizzato oggi da un elevato tasso di crescita economica. Non è solo un partner che desta interesse in sé e per sé, ma anche una porta preziosa per il Sud-Est Asiatico, le cui nazioni sono da mezzo secolo riunite nell’Asean. L’agenzia Nova ha redatto un lungo post sulle tappe più significative della nostra missione. Eccolo qui di seguito

MERCOLEDÌ 29 NOVEMBRE 2017 13.24.09

Vietnam-Italia: missione italiana per cooperazione e investimenti, inaugurato centro tecnologico per il tessile

Vietnam-Italia: missione italiana per cooperazione e investimenti, inaugurato centro tecnologico per il tessile Hanoi, 29 nov – (Nova) – Il primo ministro del Vietnam, Nguyen Xuan Phu’c, ha ricevuto ieri ad Hanoi il sottosegretario allo Sviluppo economico dell’Italia, Ivan Scalfarotto, in visita nel paese asiatico per la quarta sessione della Commissione congiunta sulla cooperazione economica. L’esponente del governo di Roma e’ alla guida di una delegazione di imprenditori insieme a Michele Scannavini, presidente dell’Ice, Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane; Licia Mattioli, vicepresidente per l’Internazionalizzazione della Confindustria, e Guido Rosa, vicepresidente per l’internazionalizzazione dell’Abi, l’Associazione bancaria italiana. Il ministero, la confederazione industriale, l’Ice e l’Abi hanno organizzato la missione insieme a Unioncamere e alla Conferenza delle Regioni. Il premier vietnamita ha sollecitato ulteriori investimenti da parte dell’Italia e suggerito l’attivazione di nuovi collegamenti aerei diretti per promuovere il commercio e il turismo; inoltre, ha auspicato un rafforzamento degli scambi in aree come le tecnologie pulite, i trasporti, le infrastrutture e i macchinari industriali. I due paesi, ha esortato il leader di Hanoi, dovrebbero lavorare insieme per attuare il piano 2017-18 per la partnership strategica, proseguire il dialogo politico e di difesa e organizzare iniziative per celebrare i 45 anni dell’apertura delle relazioni diplomatiche. Il governo del Vietnam, infine, conta sull’aiuto dell’Italia per accelerare la firma dell’accordo di libero scambio con l’Unione europea. Nguyen Xuan Phu’c ha incoraggiato le imprese italiane a investire, indicando alcuni settori in cui la domanda e’ particolarmente robusta: l’industria meccanica e quella tessile, dell’abbigliamento e calzaturiera. A sua volta si e’ impegnato a creare condizioni favorevoli affinche’ gli investimenti vadano a buon fine.Scalfarotto ha concordato sulla necessita’ di sfruttare pienamente il grande potenziale di entrambi i paesi e di sviluppare ulteriormente la cooperazione bilaterale estendendola a vari campi. A suo parere l’accordo di libero scambio con l’Ue aiuterebbe l’economia, il commercio e gli investimenti, facilitando anche le relazioni con l’Italia. Il sottosegretario allo Sviluppo economico ha spiegato che i delegati che lo accompagnano rappresentano aziende e marchi di primo piano e di diversi comparti industriali interessate a cercare nel paese asiatico opportunita’ di cooperazione e investimenti.Ad Hanoi il sottosegretario Scalfarotto e’ intervenuto al Forum di impresa Italia-Vietnam, nel quale i delegati italiani – 122, rappresentanti 53 aziende, sei associazioni industriali e di categoria e quattro istituti bancari – si sono confrontati con 200 imprenditori vietnamiti. Gli investimenti nel 2016 hanno raggiunto 360 milioni di dollari, con 78 progetti attuati. Attualmente l’Italia e’ l’ottavo partner commerciale del Vietnam, il primo nell’Unione europea. Il commercio bilaterale e’ in crescita: dal 2006 al 2016 e’ passato da 1,13 a 4,68 miliardi di dollari. Nei primi otto mesi del 2017 sono stati registrati scambi per 2,9 miliardi di dollari, con un incremento del nove per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. I due paesi puntano ad arrivare a sei miliardi entro il 2018. Le esportazioni italiane verso il paese asiatico comprendono soprattutto macchinari e prodotti in cuoio e pelle; a seguire prodotti chimici, tessile e abbigliamento. La delegazione e’ oggi in visita a Ho Chi Minh City per l’inaugurazione l’Italy-Vietnam Acimit Textile Technology Center presso l’Universita’ di Tecnologia: un progetto dell’Acimit, l’Associazione dei costruttori italiani di macchinario per l’industria tessile, il cui obiettivo e’ trasferire competenze e tecnologie per produrre secondo gli standard del “Made in Italy”. Le aziende italiane presenti in Vietnam sono una cinquantina, considerando gli investimenti esteri diretti, le joint venture e gli uffici di rappresentanza di banche, assicurazioni e altri fornitori di servizi. Ariston Thermo, Bonfiglioli, Danieli, Datalogic, Eni, GTLine, Mapei , Medlac, Menarini, Pacorini, Perfetti Van Melle, Piaggio, Tenova sono alcuni dei nomi di spicco. Il Vietnam e’ tra le economie piu’ dinamiche del Sud-est asiatico. Secondo le ultime stime del governo vietnamita, il prodotto interno lordo dovrebbe crescere tra il 6,5 e il 6,7 per cento quest’anno, dopo il 6,41 per cento registrato nei primi nove mesi. Nel 2017 l’incremento dell’indice dei prezzi al consumo dovrebbe essere del quattro per cento; le esportazioni e le importazioni dovrebbero aumentare rispettivamente del sette e otto per cento, con un deficit commerciale inferiore al tre per cento; la percentuale di poveri nell’indice della poverta’ multidimensionale dovrebbe scendere dell’1-1,3 per cento; il tasso di disoccupazione delle aree urbane non dovrebbe superare il quattro per cento. Il Fondo monetario internazionale (Fmi), nel suo ultimo “World Economic Outlook”, pubblicato a ottobre, ha lievemente corretto al ribasso la stima di crescita dell’economia vietnamita per quest’anno: 6,3 per cento, lo 0,2 per cento in meno rispetto al rapporto di aprile, superiore comunque alla media, del 5,2 per cento, prevista per il gruppo Asean-5, comprendente anche Indonesia, Malesia, Filippine e Thailandia, ovvero le prime cinque economie dell’Associazione delle nazioni del Sud-est asiatico. L’organizzazione di Washington ha confermato, ancora al 6,3 per cento, la previsione per l’anno prossimo. (Fim) NNNN