5 luglio 2017

Cinquecento di questi giorni

Appunti

Come scrivevo ieri mattina, partecipare a Mirafiori alla festa per i sessant’anni della “Nuova” Fiat 500 (chiamata così a suo tempo per distinguerla dalla gloriosa Topolino) è stato un momento di rara emozione. Quella vettura, lanciata sul mercato il 4 luglio del 1957, e da allora accompagnata nelle diverse versioni e nel remake di inizio millennio, accompagnata sa un successo imperituro, è infatti parte della biografia della nazione, ed anche di quella mia e della mia famiglia. Io e mia sorella sugli stretti sedili posteriori, mio padre alla guida e mia madre al suo fianco, siamo partiti non so più quante volte per non so più quanti viaggi. Ed eravamo in tanti, in Italia, in Europa ed altrove. La Cinquecento, anche per l’anno in cui nacque, quello del Trattato di Roma e dell’esordio del Mercato Comune Europeo, fu infatti una delle prime vetture Fiat ad essere particolarmente vocata all’esportazione, al punto che uno dei modelli si chiamava America. È un segno del destino che il modello di maggior successo di questa automobile, a cui è dedicato il francobollo presentato stamane a Torino, sia in esposizione al Museum of Modern Art di New York, più noto come Moma. Ingegneria, lungimiranza, artigianato di eccellenza. Ingredienti di un successo e di un mito italiano. Cinquecento di questi giorni, 500!