13 aprile 2017

Speriamo che sia assolta

Appunti

Sono un garantista autentico e le auguro veramente di cuore di poter uscire da questa vicenda pulita e linda. Gli avversari politici si combattono con le idee e non con le manette, almeno questo è il mio parere. 

Ma se dovessi dare, tra i tantissimi parlamentari grillini, il nome di una di loro sempre pronta a lanciare la prima pietra, quella con il dito accusatore sempre armato, la moralista intransigente tutta d’un pezzo, quella violentemente allergica a ogni forma di compromesso, l’accusatrice inossidabile delle mollezze della politica, ebbene quella sarebbe proprio Giulia Di Vita, che oggi è stata rinviata a giudizio per la vicenda delle firme false. 

E aggiungo che spero davvero che ne esca pulita non solo per lei ma in un certo senso anche per me e per tutti noi, come cittadini. Perché se dietro quel furore manifestato in Parlamento – comunque, confesso, abbastanza spaventoso – non c’era una che almeno ci credeva, ma era solo la cattiva recita di un’imbrogliona da quattro soldi disposta a conquistare il potere con ogni mezzo, vuol dire che la violenza verbale non ha nemmeno l’attenuante della rabbia che nasce dalla semplicità, dell’estremismo che scaturisce dalla miscela esplosiva di pochezza, ingenuità e incapacità di avere a che fare con problemi complessi.

Se lo sfoggio di una certa spocchiosa superiorità morale, se il rifiuto di stringere la mano all’avversario per non contaminare la propria purezza sono solo una pantomima vuol dire che questa gente non è solo inadeguata: è pericolosa. 

Speriamo dunque che sia assolta presto e con formula piena, l’Onorevole Di Vita.