29 aprile 2014

Puri e reazionari

Appunti, Governo Renzi, Riforme

In quel gioiello che è il suo ultimo libro (“Il desiderio di essere come tutti”, Einaudi), Francesco Piccolo descrive in modo esemplare l’inarrestabile deriva che ha portato la sinistra italiana a essere per troppo tempo identificata come una forza essenzialmente conservatrice, la custode dello statu quo.

“Nella sostanza le caratteristiche erano diventate due: essere diversi dagli altri – in un modo che è possibile definire: la purezza; frenare il forsennato ammodernamento della società – un atto che è impossibile non definire: la reazionarietà.”

Puri e reazionari, secondo il principio per cui tutto ciò che presenta una qualche vaghissima imperfezione (cioè moltissimo di ciò che è prodotto dall’uomo e la totalità di ciò che è prodotto dall’homo politicus) non può essere accettato. Che “piuttosto che questa legge, meglio nessuna legge”. Da “meglio di niente” a “meglio niente”. E infatti, di solito, è niente. Così tutto resta come prima, e la responsabilità per tutto questo niente rimane intera sulle nostre spalle.

Una terribile maledizione, che ho visto e vedo ancora avverarsi davanti ai miei occhi. Come per esempio in tutta la discussione di questi giorni sulle riforme costituzionali: una discussione nella quale si è invocata la libertà di coscienza in una materia che certamente non ha nulla di etico e che anzi è la più politica di tutte. Una discussione nella quale si è sentito difendere il bicameralismo paritario e tessere l’elogio della lentezza del processo legislativo. Questa riforma non ci piace: teniamoci dunque tutto ciò che non ha funzionato fin qui, bicameralismo compreso.

Ciò che mi aspetto dalla sinistra è, tra l’altro, la capacità di portare a casa il risultato, di incidere sulla realtà, di governare i processi della nostra società. Questo si ottiene con molte discussioni e per successivi avvicinamenti, ma sempre tenendo d’occhio la necessità di realizzare il cambiamento che la realtà impone. L’alternativa non è soltanto quella di apparire conservatori, l’alternativa è di diventare superflui.