14 marzo 2013

La legge com’è scritta

Appunti

Quest’oggi la bravissima impiegata della Camera che ha proceduto alla mia accoglienza mi ha spiegato che i deputati sono, tra l’altro, tenuti a versare all’amministrazione una somma di 500 e più euro ogni mese.

Con questa somma si paga – come del resto avviene in molte aziende in molti settori produttivi (per esempio credito, editoria, e ai dirigenti in generale) – l’adesione a una polizza sanitaria obbligatoria per se stessi che, se lo si desidera, è estensibile alla famiglia convivente: coniuge o convivente more uxorio e figli. Avete capito bene: il parlamento non approva una legge sulle coppie di fatto, ma prevede che la cassa sanitaria sia aperta ai conviventi. È esattamente una delle cose di cui voglio occuparmi da deputato.

In ogni caso, quando ho detto che il mio “convivente more uxorio” si chiama Federico, è stato subito chiaro che qualcosa non andava. Infatti l’impiegata ha chiamato un’altra, sempre gentilissima, impiegata. E questa ha chiamato un, sempre gentilissimo, funzionario della Camera. Gentilezze a parte, non c’è stato nulla da fare. Infatti, la lettura che alla Camera danno del testo del regolamento è che si debbano leggere, dopo le parole “more uxorio”, le parole “purché del sesso opposto” che però non sono scritte da nessuna parte.

Ho dovuto quindi scrivere una lettera all’Ufficio di presidenza della Camera, nella quale chiedo – fondamentalmente e semplicemente – che si applichi il regolamento com’è scritto sulla carta.

Questo il testo della mia lettera:

All’Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati

​Con la presente sono a richiedere a codesto Ufficio di Presidenza l’iscrizione all’Assistenza Sanitaria Integrativa del mio convivente more uxorio.

​Sottopongo a Voi tale richiesta in quanto mi è stato specificato che l’articolo 2 del Regolamento ASI è normalmente interpretato nel senso che alle parole “more uxorio” debbano essere aggiunte le parole “del sesso opposto”, che però non appaiono nel testo.

​Ritengo che questa interpretazione esclusiva sia irragionevole, dato che è ormai pacifico in giurisprudenza che il “convivente more uxorio” sia da considerarsi tanto il convivente dello stesso sesso che del sesso opposto. Si vedano a proposito le recenti sentenze sull’argomento del Tribunale di Milano e della Corte di Appello di Milano, che mi riservo di produrre a Vostra richiesta, nella vertenza che ha opposto un dipendente di banca al suo datore di lavoro per l’iscrizione del convivente alla Cassa Sanitaria Aziendale.

​Voglio però anche significarvi lo stato di disagio e finanche di umiliazione che dover inoltrarvi questa richiesta mi comporta.

Il fatto che la Camera dei deputati della Repubblica Italiana adotti in via preventiva un’interpretazione ispirata a un criterio discriminatorio e non si orienti invece semplicemente a una più fedele interpretazione del testo – che peraltro darebbe il senso di una doverosa, secondo me, prevalenza di un principio di inclusione e del rispetto dei nostri valori costituzionali di uguaglianza – mi delude e mi angustia, come cittadino e parlamentare.

Sono certo che vorrete riscontare questa mia con cortese sollecitudine, posto che, nella scorsa legislatura, una richiesta analoga è rimasta pendente presso l’Ufficio di Presidenza fino allo scioglimento delle Camere.

Vi saluto per il momento con ogni cordialità.

On. Ivan Scalfarotto

21 risposte a “La legge com’è scritta”

  1. Cristiano scrive:

    Interpretata normalmente? Ma basta sapere il latino! Tu e Federico vivete “secondo il costume del matrimonio”? E allora basta così.

  2. Francesco Timolati scrive:

    Dopo essere stato sbeffeggiato per aver usato il pallottoliere e proposto un SEL PD MONTI LEGA, Repubblica mi dà ragione. Chi scommette con me che finirà così?

    ah, prima di venire assalito, non ho detto che mi piaccia, cmq mi sembra di capire che o M5S si spacca (e questo non può succedere 15 gg dopo le elezioni) o non ci sono margini (PURTROPPO!).

    Col PDL non si può, la LEGA é sufficientemente cinica da incassare il sì alla macroregione per dare la fiducia a Bersani.

    Purtroppo l’Italia non si può permettere altri 3-6 mesi di campagna elettorale. Mi rendo conto che a lungo termine questo accrocchio é sicuramente controproducente per il PD, ma se falliscono le banche con i conti corrente mi interesserà poco di chi governa.

    Francesco

  3. ludovico di maio scrive:

    Puoi spiegare perche’ nella scorsa legislatura, una richiesta analoga è rimasta pendente presso l’Ufficio di Presidenza fino allo scioglimento delle Camere?

    Un ragione ci deve essere.
    Tra l’altro governava Monti con il sostegno di PD e PDL e alla Presidentza della Camera c’era quel campione dei diritti umani che risponde al cognome di FINI.

  4. Puoi segnalare agli uffici competenti della Camera la sentenza della Corte d’Appello di Milano riportata al link
    http://www.altalex.com/index.php?idnot=58916

  5. luigi scrive:

    “Nomina sunt conseguentia rerum” (tanto Cristiano il latino lo capisce); così si legge nelle Istituzioni di Giustiniano, ma è un principio giuridico adottato nella giurisprudenza italiana, per sottolineare la necessità che i nomi corrispondano in modo preciso alle cose che designano.
    Matrimonium viene da mater (su modello di patrimonium, che viene da pater) e, in origine, indicava: “Maternità legale”. Dunque, era riferito solo alla donna che partoriva.
    Poi, si è esteso anche all’uomo, assumendo il significato di: “Unione legittima tra un uomo ed una donna”.
    Infine, si è esteso anche ad un secondo uomo, il sacerdote cristiano, che doveva benedire il negotium, trasformandolo in sacramentum (e ricavandone una ricompensa finanziaria, ovviamente…).
    Questo è soltanto uno dei numerosissimi esempi di come le parole cambino significato nel tempo. Si pensi alla parola “anima”, che in origine indicava lo spostamento d’aria provocato dalla ventilazione polmonare e poi è slittata a significare lo spirito divino. O alla parola “laico”, che in origine indicava semplicemente un “non chierico”, cioè uno non avviato alla carriera sacerdotale. Poi, con l’Illuminismo, il significato è slittato ad indicare uno che vive ignorando ciò che dice la Chiesa, anche se non fa nulla affinché la Chiesa non ci sia, riferendosi sia al singolo sia allo Stato.
    Dunque, se il dizionario ancora non riporta un termine specifico per una unione tra due persone dello stesso sesso, seguiamo il consiglio di Giustiniano e cerchiamo un nome che sia conseguenza del fatto che ormai queste coppie esistono.
    Secondo me, si può usare senza scandalo alcuno l’espressione “matrimonio omosessuale”, come si fa per “figlio legittimo” e “figlio naturale”.
    Sicuramente, grazie alla presenza dell’aggettivo, Cristiano non correrà il rischio di pensare che uno dei due uomini o delle due donne possa diventare madre in seguito alla suddetta unione.
    Alternativamente, si sforzi Cristiano stesso ad inventare un neologismo per indicare le unioni gay.
    Purché non sia un nomignolo dispregiativo, però. Infatti, temo, purtroppo, che dietro l’invito di Cristiano di non usare il termine matrimonio si celi un giudizio morale di condanna delle unioni omosessuali e del termine che le deve denotare.
    Quello che occorrerebbe sarebbe un novello Durante Alighieri.
    Comunque, caro Cristiano, ricordati l’antico proverbio: “Naturalia non sunt turpia” (tanto tu il latino lo capisci).

  6. Santi scrive:

    Egregio Sig. Scalfarotto ,

    spero non me ne voglia ma proprio non riesco a chiamare i parlamentari itagliani onorevoli. Più che concentrarsi sui suoi interessi di bottega, ovvero l’equiparazione delle convivenze omosessuali a quelle eterosessuali e tutte le beghe varie, a mio avviso dovrebbe concentrare la sua opera sull’eliminazione su una discriminazione enormemente più ingiusta, infame e la cui eliminazione è decisamente prioritaria: ovvero la discriminazione tra normali sudditi e voi parlamentari, inclusi i dipendenti del carrozzone. Prima pensi ad eliminare quella discriminazione che danneggia tutta la sudditanza, e poi al suo interesse di bottega. Non ho nulla contro gli omosessuali, la vita privata delle persone riguarda solo loro. Finché non fanno male a nessuno. Ma il suo problema personale mi sembra irrilevante di fronte agli scempi che giornalmente si compiono in parlamento, nei palazzi romani. Inutile dire che tutte le iniziali che per etichetta andrebbero inserite in maiuscolo sono volutamente in minuscolo.

  7. daniele scrive:

    Sicuramente ti sei sentito umiliato da quanto accaduto, ma onestamente mi sento defraudato ancora una volta di più pensando che io se volessi un assicurazione sanitaria me la devo PAGARE DA SOLO!!! Per rispetto di noi cittadini avresti dovuto rinunciare ad utilizzare l’assicurazione sanitaria!! Ma il rispetto non sapete dove sta, e forse non sapete dove sta il dover lavorare e vivere con uno stipendio normale!!! COMPLIMENTI!!!!

  8. scalpha scrive:

    Caro concittadino Daniele, vabbè che la caccia al politico è lo sport nazionale. Però, se almeno avessi la bontà di leggere quello che commenti, avresti notato che l’assicurazione medica i parlamentari la pagano (sono 500 e rotti euro al mese) ed è obbligatoria, nel senso che non è possibile rinunciarvi. Di conseguenza ho cercato almeno di usare questa possibilità per sollevare un caso politico. Se poi qui siamo armati solo di fango e melma, accomodiamoci pure. Ma non pensiamo che così costruiamo un paese migliore.

  9. i.care scrive:

    Sono convinto che sia corretto estendere al compagno/compagna i benefici dell’assistenza medica. Non sono per nulla convinto che prima penso ai miei diritti (e a quelli del mio compagno) poi, in un secondo tempo, quando avrò sistemato anche le altre cose ecc. ecc. ecc. con un diverso provvedimento mi occuperò anche dello stesso diritto per tutti gli altri … Questo rende Scalfarotto uguale a tutti gli altri. peccato …

  10. Zanna Bianca scrive:

    Gentile Ivan
    la caccia al politico non è lo sport nazionale, ma è lo sport nazionale di questo momento storico in cui le persone fanno veramente fatica a tirare avanti; ma soprattutto ciò che pesa è l’orizzonte basso e nero, che più nero non si può. Senza speranza!
    Quindi la tua giusta rivendicazione andava forse accantonata, perchè oggi quanti di noi pagherebbero un tot al mese pur di non sottostare all’infernale gogna delle liste d’attesa infinite, dello strazio di vedere i parenti soffrire e non poter fare niente, del vedere ogni mese parte del proprio stipendio decurtato in tasse ed avere come ricompensa NULLA: un malato oggi costa e tanto ed in più tutti coloro che girano attorno alla sofferenza (infermieri, badanti ecc) sono piccoli avvoltoi che rigorosamente a nero, fannò ciò che dovrebbe fare il SSN e non fà.
    Quanto scritto era il senso del mio sfogo in un post di un pò di tempo fà, che fu scambiato per banale invidia, ma che invece esprimeva tutta la mia amarezza per aver vissuto in prima fila la sofferenza ed il decesso di una persona cara in mezzo ad un inferno chiamato SSN.

  11. scalpha scrive:

    L’assicurazione è obbligatoria, Zanna. Read my lips: obbligatoria. Mi tolgono 500 e passa euro al mese dallo stipendio anche se rinuncio. Quindi, tanto vale usarla per aprire questo caso che per te non varrà nulla, ma per le tante famiglie gay e lesbiche disconosciute e discriminate, conta. Io sto qui a rappresentare anche loro.

  12. scalpha scrive:

    Caro i.care, lo dico a te e poi non lo dico più perché ripetere una cosa più di 6 volte è inutile. L’assicurazione è obbligatoria e copre tutti i parlamentari e le loro famiglie verso il pagamento obbligatorio di 500 euro e passa al mese che saranno trattenute anche a me, anche se rinunciassi. Ora: devo rinunciare a qualcosa che devo pagare per forza e che tutti i miei colleghi ricevono solo perché sono gay? O non è meglio costringere il parlamento a dire che gay e etero non vanno trattati diversamente e utilizzare questo come punto di forza politico per una legge sulle coppie che aspettiamo da decenni?

  13. Zanna Bianca scrive:

    Guarda che se leggi senza pregiuduzio il mio intervento, parlo della tua come di una rivendicazione giusta; in più nè ho scritto nè mai ti direi di rinunciare anche, perchè come tu dici sarebbe inutile visto che è obbligatorio il contributo.

    Il senso del mio intervento è quello dell’opportunità: parlare di discriminazione portando ad esempio una situazione che all’occhio superficiale passa per un privilegio di casta.

  14. Roberto scrive:

    Caro Scalfarotto, si dovrebbe soltanto vergognare: i 500 euro al mese GLIELI PAGHIAMO NOI, così come i restanti 15000 euro PER NON FARE NIENTE DA ANNI! Prendete 20000 euro al mese per non fare niente da anni e state a piagnucolare se l’assicurazione che NOI VI PAGHIAMO non copre anche quella del vostro amico???? Scendete da Marte sulla Terra. Voi siete ridicoli, e NOI SIAMO MOLTO INCAZZATI.

  15. i.care scrive:

    Scalpha, come gli umili dico … forse non sono stato chiaro. Fuori discussione il prelievo dei soldi. puoi raggiungere il tuo sacrosanto obiettivo in 2 modi:
    1) perseguire una legge che imponga l’assistenza sanitaria a tutti i conviventi, oppure
    2) sistemare la tua situazione con il tuo convivente e poi tornare al punto 1.
    La differenza fra i 2 approcci esiste soltanto per il tuo compagno convivente.
    è evidente che hai scelto il secondo approccio cercando prima di sistemare la tua situazione personale.
    E non si racconti che così si pone il problema e si ha più forza per risolverlo. Perché i parlamentari hanno da tempo esteso ai loro compagni l’assistenza sanitaria (a cui anche tu vuoi partecipare), ma si guardano bene dal farlo anche per i cittadini.

  16. scalpha scrive:

    Non è corretto, i.care. Ho già presentato una legge sul matrimonio, cosicché i conviventi potranno sposarsi ed essere del tutto equiparati agli sposati. Non penso solo a me, ti assicuro. Se così fosse sarei rimasto a fare il dirigente di banca a Londra, ti assicuro che nel cambio non ci ho guadagnato.

  17. scalpha scrive:

    Caro Roberto, veramente io sono parlamentare dal 15 marzo e non ho ancora preso una lira né da lei né da altri. Quanto poi al “non fare niente da anni”, non so cosa faccia lei, ma dubito che la mia carriera lavorativa abbia nulla da invidiare alla sua. Cordialmente.

  18. […] «UMILIATO COME CITTADINO» – Scalfarotto, 47 anni, ha indicato come convivente «more uxorio» («secondo il costume matrimoniale»), Federico. «All’ufficio di presidenza mi hanno detto “fai una domanda per questo e la valuteremo”, mentre per il convivente di sesso opposto non è necessario valutare la domanda. Io mi sono sentito umiliato come parlamentare e come cittadino. Alla fine ho dovuto presentare la domanda (trascritta anche sul blog personale, ndr), anche se non e…». […]

  19. […] motivo per cui ho chiesto la copertura sanitaria è semplice: tutto quello che si fa per le coppie etero deve farsi per le coppie gay. Questa è una […]

  20. […] motivo per cui ho chiesto la copertura sanitaria è semplice: tutto quello che si fa per le coppie etero deve farsi per le coppie gay. Questa è […]

  21. Marco s scrive:

    Ivaaaan senti ma se una legge sui pacs o unioni o chicchessia venisse votata da voi sel e movsellato passerebbe anche a noi comuni mortali?