La mia conversazione con Laura Puppato

13 settembre 2012 { 1 Commento }

Laura Puppato si è candidata oggi alle primarie del centrosinistra con una bella intervista a Concita De Gregorio per Repubblica. Per conoscerla meglio basta andare a pagina 171 di “Ma questa è la mia gente”.

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I commenti a "La mia conversazione con Laura Puppato"

  1. GAP scrive:

    Renzi è figlio di un Democristiano, Tiziano Renzi, ex consigliere comunale che ha sempre spianato la strada al figlio per fargli raggiungere sempre più ampi poteri. Il padre di Renzi è definito gran signore della Margherita e della Massoneria in Toscana. Il feudo incontrastato della famiglia Renzi è il Valdarno, dal quale si stanno allargando a macchia d’olio. Il padre di Matteo controlla dalla metà degli anni ’90 la distribuzione di giornali e di pubblicità in Toscana. Questo, unito agli affari con la Baldassini-Tognozzi, la società un po’ edile e un po’ finanziaria che controlla tutti gli appalti della Regione, spiega l’ascesa di Matteo Renzi.

    Oggi il giovane politico continua a farsi paladino della precarietà, lui che che non ha mai spedito un cv in vita sua, mai fatto un colloquio di lavoro, mai temuto la fine di un contratto a tempo determinato.

    Sopratutto lui rappresenta tutto ciò che era una volta Berlusconi!

    E per averne conferma basta leggere le sue così dette 100 proposte… proposte dei quali tra i co-firmatari si trova un certo Gori: uomo già di Rete Quattro, di Fininvest e direttore di Canale 5 nella prima metà degli anni ’90, successivamente fonda la casa di produzione Televisiva Magnolia famosa per aver importato in Italia format quali il Grande Fratello o l’Isola dei Famosi. Si può dire il perfetto esempio di quella cultura berlusconiana.

    Ma al di là di chi abbia sottoscritto o meno le proposte, in fondo le folgorazioni sulla via di Damasco esistono da sempre (anche se in questo caso il folgorato sembra Renzi) è interessante leggere le proposte. Al di là che difficilmente si possono classificare come di ‘sinistra’ (parola che d’altronde non ha più valore) con privatizzazioni varie a destra e a manca e attacco a sistema del welfare (per esempio favorendo una ancora maggiore esternalizzazione dei servizi ospedalieri per… risparmiare) è interessante notare come le proposte più ‘sensibili’ lo siano solo all’apparenza con la negazione spesso nella stessa frase o quella successiva di quanto inizialmente affermato. Lampante il punto 26 sugli ordini professionali dove a dispetto del prorompente titolo ‘Riformare gli ordini professionali’ dopo si parla di abolire gli ordini superflui (leggasi: nessuno) e ricondurre gli altri a funzione di ‘regolatori di mercato’ e non di ‘protezione corporativa’… tante belle parole per dire nulla.

    Situazione che diventa fin comica nel capitolo dedicata alla sanità:

    “40. Completa riorganizzazione della medicina sul territorio: radicale cambiamento del ruolo della medicina di base. Abolizione dell’attuale ruolo del medico di medicina generale. Creazione di ambulatori polispecialistici sul territorio. Consorzio dei medici di Medicina generale.”

    “42. Chiudere tutti gli ospedali con meno di 100 posti letto e che non abbiano un servizio di anestesia e rianimazione aperto 24 ore su 24. Questi dovrebbero essere ospedali per pazienti cronici a lunga degenza a bassa intensità di cure ma a basso costo. Dovrebbero essere di supporto agli Ospedali ad alta complessità e alto costo, i quali dovrebbero esclusivamente gestire la fase acuta e poi inviare a strutture con costi ridotti. Ne consegue anche la necessità di un’assistenza domiciliare efficace e ben coordinata. Nei grandi ospedali bisogna cancellare i doppioni, la moltiplicazione dei reparti ad alto costo e ad alta tecnologia creati solo per moltiplicare i ruoli direttivi.”

    Non credo bisogna commentare, basti considerare che il poliambulatorio è per sua natura specialistico, l’ospedale no. Che serve avere sotto casa l’ambulatori che fa i controlli del sangue e poi dover fare decine e decine di chilometri in caso di una semplice frattura? Ad essere maligni un motivo c’è e riguarda gli interessi generali degli attori privati nella sanità, ma andiamo oltre.

    Altro punto che sembra essere stato scritto da una persona in crisi di identità ed idee è il seguente:
    “71. Scegliere le grandi opere che servono davvero Rivedere il piano delle infrastrutture alla luce di criteri di valutazione economica. Puntare sulle (poche) grandi opere che servono e soprattutto sulle tante piccole e medie opere delle quali il Paese ha davvero bisogno.”
    Ovvero come dire nulla usando paroloni complessi?

    Poi non può mancare il classico punto sull’istruzione che sembra non poter mancare dagli anni ’80 in poi:
    “82. Abolizione del “valore legale” del titolo di studio. Introdurre nei concorsi della Pubblica Amministrazione criteri di valutazione dei titoli di studio legati all’effettiva qualità del percorso formativo dei candidati.”

    E questo solo per dire alcuni degli aspetti più curiosi dei 100 punti, di cui si consiglia caldamente la lettura. Se qualcuno voleva il successore di Berlusconi… beh, con questi 100 punti il successore forse l’ha trovato