Me la prendo

17 febbraio 2012 { 36 Commenti }

Sono arrivato ieri sera a Londra, una città dove non sarei mai definito “una donna senza ciclo mestruale” davanti a 15 milioni di telespettatori imbesuiti. Un posto dove nessuno potrebbe fare brutta comicità in diretta televisiva lavorando sui peggiori stereotipi e sul cliché della checca da avanspettacolo anni ’50. Dove non si consentirebbe a un gruppo popolare presso i giovani di mandare il messaggio che il bullismo antiomosessuale è figo e vincente, che chi prende per il culo i gay fa ridere e fa i soldi e che facendo così si arriva sul palcoscenico dell’Ariston.

“Ah, che fai, te la prendi?”. Sì, me la prendo. Me la prendo per i ragazzini e le ragazzine che passano il loro inferno in tutte le scuole d’Italia con il beneplacito e la benedizione di due brutti ceffi di comici che si danno, scegliendosi un nome che glielo consente in modo massimamente snob, delle arie da intellettuali che rileggono in modo dissacrante la nostra società.

E me la prendo per me, che da europeo vedo come siamo messi. Ieri ero a Roma a questo convegno organizzato dall’Ufficio Antidiscriminazioni del Ministero delle Pari opportunità. Si ospitava una delegazione del Consiglio d’Europa venuta a concordare col governo italiano un piano d’azione per risollevare la situazione delle persone GLBT in Italia. Un piano simile è stato messo in piedi per questi altri stati: Lettonia, Polonia, Serbia, Montenegro e Albania. Noi siamo in quel gruppetto là, per intenderci.

E mi fa specie vedere sulla mia bacheca di Facebook e nelle risposte ai miei tweets un sacco di gente pronta a giustificare, a sottilizzare, a difendere il diritto di espressione, a ricordarmi che una donna incinta sta peggio di un gay nel mondo del lavoro. Un sacco di distinguo pelosissimi e schifosi, per non avere il coraggio di dire che tutto questo è semplicemente inaccettabile. Non solo per me che sono gay ma per tutti voi, cari concittadini con la testa nella sabbia che avete così facilmente abdicato al rispetto per noi dimenticando che il rispetto non conosce destinatari. O c’è per tutti o non c’è.

E questi sono i miei lettori, quelli che mi seguono, quelli che mi conoscono da una vita. In alcuni casi, anche conoscenti o amici personali. Se penso al resto del mondo, quello che sulla mia bacheca di Facebook non passa, o quelli che nemmeno sanno Facebook cos’è, allora mi cadono le braccia. E’ davvero con una certa diffidenza che sto guardando oggi il biglietto del mio volo di ritorno, lunedì sera.

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I commenti a "Me la prendo"

  1. condivido del tutto, ivan

  2. Paolo Gaio scrive:

    Apprendo solo ora di quanto è successo al festival. Delirio.

  3. gigi scrive:

    nessuna autocritica sul “clichè della checca”? no, eh? Un po’ comodo così…
    ps: i soliti idioti si ispirano a Little Britain, trasmissione, appunto, britannica…

  4. demetrio cutrupi scrive:

    hai perfettamente ragione. Sono con te contro i tanti sepolcri imbiancati pontificanti a destra come a sinistra, , passando ( e ripassando) per il centro.

  5. Lorenzo Turrioni scrive:

    @”gigi”: non ho ben afferrato, i gay dovrebbero fare autocritica (e che sono, un partito?) perché alcuni si comportano da “checche”? Mi sembra, scusa ma non riesco a definirla altrimenti, una gran cazzata.

    P.s.: su Little Britain (a cui i Soliti Idioti stanno come Sanremo sta ai Grammy), la satira è sull’ipocrisia attorno all’omosessualità, es.: http://www.youtube.com/watch?v=FafVtHWn4X8 )

  6. gigi scrive:

    @Lorenzo Turrioni: dico solo che il clichè della checca esiste perché lo vogliono e lo diffondono moltissimi gay. Non l’ha inventato Giovanardi.
    Sei mai stato al gay pride?

    Quindi se ho ben capito il tuo discorso è: solo i gay possono prenderSI in giro. Se lo fa qualcun’altro è un intollerante bigotto omofobo. Mi spiace ma mi sembra una gran cazzata.

  7. Pietro scrive:

    Pazzesco dire che i soliti idioti si ispirano a little Britain… per vari motivi che solo una onesta disonestà intellettuale potrebbe tralasciare:

    1) Paese. L’Inghilterra ha un diverso grado di accettazione dell’omosessualità e diverse leggi che la tutelano. Questo fa tutta la differenza: Sarah Silverman ora può fare battute sugli african american e fa ridere, avrebbe fatto molto meno ridere ai tempi di Rosa Parks. Differenza tra umorismo politicamente scorretto e bullismo.

    2) Target. LB è praticamente umorismo FUBU (for us, by us) con audience 20 – 35 metropolitana e sveglia. I soliti idioti a san remo sono visti da 15 – 99. Fa una ENORME differenza, ecco perchè al giubileo della regina è stata invitata Catherine Tate e non il cast di LB.

    3) Ispirazione? L’unico personaggio “simile” in LB è The Only Gay in the Village. Guardati LB e poi dimmi se sono comparabili. (suggerimento: la parodia di TOGitV è più sui paesi del Galles che su l’omosessualità)

  8. gigi scrive:

    @pietro:
    1)quindi se in un paese una minoranza è maggiormente tutelata legalmente (ammesso e non concesso) la satira può sbizzarrirsi? C’è dunque libertà di satira solo dove c’è la “rete di protezione” legale? Che tristezza.
    2)certo, come no. Oggi con Youtube il target non ha assolutamente alcun senso. Ad ognimodo, sembra quindi che il problema siano gli spettatori 15-20, giusto?

  9. Pietro scrive:

    comunque, in caso di dubbio, vale la cosiddetta “Reductio ad iudeum”: se lo stesso sketch con degli ebrei (nasoni, gretti, insulari, legati al denaro [steterotipi]) avrebbe avuto il benestare della RAI per una prima serata su RAI 1? Ovviamente no, perchè Israele ci avrebbe -giustamente- bombardato. Quindi go go due pesi due misure, complice gente come Gigi, che ha praticamente trasposto il principio della ragazza con la minigonna che una volta stuprata se l’è cercata. Solo le minoranze possono prendersi in giro? No. Ci sono macchiette e ironia e sarcasmo, non tutta la comicità è uguale. E sicuro, conta dove, come e quando.

  10. Pietro scrive:

    E poi per il ragionamento youtube… giusto per un’infarinata di principi della comunicazione: una cosa è l’audience attiva (voglio andarmi a vedere LB su youtube), una cosa è l’audience passiva (mi guardo san remo per la musica, e i soliti idioti “capitano”). C’è una enoooorme differenza.

  11. gigi scrive:

    no, non conta dove come e quando. Se una cosa è inaccettabile lo è sempre.

    O difendiamo tutti o non difendiamo nessuno.

    Little Britain fa gag pure sui paraplegici, Borat prendeva per il culo gli ebrei, anche “Will & Grace” sfotte le macchiette gay: sono accettabili per te?

  12. Lorenzo Turrioni scrive:

    @gigi: non vedo dove avrei detto che “solo i gay possono prendersi in giro”. Qui non si sta discutendo il diritto di fare satira su qualunque cosa da parte di chiunque; ma c’è una bella differenza tra “satira” e “avanspettacolo”. Se voglio gustarmi un filotto di cliché, vado a vedere “Natale sul Nilo”, ché ci stanno gli uomini scorreggioni che tradiscono e le procaci ragazzine a caccia di denaro (per i quali, immagino, chiederesti immediatamente un’autocritica profonda da parte de “Gli Uomini” e de “Le Donne”, che accettano che tra loro esistano tali individui).

    Per quanto riguarda il merito della questione: essere o meno effeminati non mi risulta un modello da diffondere, semmai semplicemente un modo d’essere. Quando viene sbandierato ai Gay Pride, lo si fa per l’ovvia opportunità di rompere il cazzo a quelli a cui fa paura anche solo pensare che ci siano persone che sono così, che siano felici così e che abbiano tutto il diritto di esserlo.

  13. gigi scrive:

    @Lorenzo: scusa, ma la distinzione tra satira e avanspettacolo è capziosa. I soliti idioti fanno gag su clichè, chi l’ha mai negato. A me non fanno ridere, se vuoi saperlo, e si può dibattere ore ed ore sul fatto se facciano ridere o meno.
    Ma resta il fatto che le macchiette che loro propongono non le inventano certo loro e, ripeto, basta andare al gay pride per notare come tantissimi gay continuano a perpetuare lo stereotipo che poi però non accettano di vedere irriso.

    A me francamente non frega nulla se un gay è effeminato o meno: ma quando si sbandiera un modo di essere (lo hai detto tu) si deve essere pronti ad accettare la presa in giro di quel modo di essere, è e deve essere così per tutti.
    Altrimenti significa che su certi modi di essere può ironizzare solo chi li esibisce…

  14. Roberto Bellinazzi scrive:

    @gigi: Corte di Cassazione 2006: La satira è quella manifestazione di pensiero talora di altissimo livello che nei tempi si è addossata il compito di “castigare ridendo mores”, ovvero di indicare alla pubblica opinione aspetti criticabili o esecrabili di persone, al fine di ottenere, mediante il riso suscitato, un esito finale di carattere etico, correttivo cioè verso il bene…
    Ora, la definizione della Cassazione è dal mio punto di vista troppo restrittiva, ma rappresenta un buon punto di partenza. Mi sento di poter dire che il vero problema dei Soliti Idioti è l’infima qualità del pezzo proposto. Sono stati ridicoli senza essere comici, offensivi senza essere carnevaleschi e di una drammatica superficialità. Al loro confronto Bombolo sembrerebbe Groucho Marx. Ho sentito testi migliori, prodotti gratuitamente, anche al bar che frequento di solito, anche in assenza o dopo l’abuso di alcolici… Che i soldi della RAI (quindi miei e tuoi) siano stati spesi per pagare questi due incapaci mi fa girare le balle. Altro che i soldi dati a Celentano…

  15. Lorenzo Turrioni scrive:

    @gigi: credo invece che la distinzione tra satira e avanspettacolo sia esattamente il nodo cruciale delle nostre divergenze. Insisti ad attribuirmi la volontà di dare solo ai gay l’autorizzazione a prendere in giro i gay, mentre io rifiuto il “come”, non il “chi”. Ridurre qualcosa alla sua macchietta, senza altro scopo che quello di darsi di gomito con chi “grazie a Dio” non è così, è sostanzialmente violenza e discriminazione. Indossare, invece, un boa arcobaleno a un Gay Pride, nonostante si sia probabilmente tra i più grandi rappresentanti di stile e sobrietà al mondo (nonché un leggendario attore), significa mandare un messaggio di tolleranza: http://farm5.staticflickr.com/4124/4949550642_fdea27b52d_z.jpg

  16. Lucia Bargione scrive:

    Sono capitata per caso sul suo sito proprio attraverso un post di facebook.
    Mi trovo perfettamente d’accordo con quello che dice ma mi sento di fare un’ulteriore riflessione alla quale spero risponderà.
    Quelle che barbaramente sono definite “checche” dalla società, trovo siano state il mezzo dirompente per farsi ascoltare in anni in cui imperavano solo tabù riguardo all’argomento. Trovo che oggi uscire da questi cliché per dare all’argomento la dimensione di argomento e non di problema sia davvero complesso non trova? .
    Ho sempre avuto l’impressione che la parola omosessualità sia essa stessa percepita come riferimento ad una qualche casta chiusa di persone depravate, come se le preferenze sessuali creassero l’individuo. Quello che intendo dire è che questo sgradevole avanspettacolo è servito a parlare ad alta voce del fatto che c’è gente che ha altre preferenze sessuali e punto. Come possiamo ora fare il passo successivo? Vorrei che parlassimo di individui non di quello che facciamo nel nostro sempre rispettabile privato. Lei stesso però sente il bisogno di parlare del suo essere gay, perché purtroppo la strada è lunga e temo sia lungo il cammino che ci porterà ad abbandonare questi toni camerateschi e allo stesso tempo brutali.

    Lucia

  17. gigi scrive:

    @Lorenzo: ripeto, ridurre “qualcosa alla sua macchietta” è operazione che viene continuamente fatta dagli stessi gay.

    Quindi facciamo pace col cervello e mettiamoci d’accordo: sfilare sculettando in mutande e con le piume di struzzo, OSSIA riprodurre un clichè da checca, lo possono fare solo i gay? Ne possono parlare solo i gay? Possono riderci su solo i gay? basta saperlo

  18. Lorenzo Turrioni scrive:

    @gigi: ti ho già risposto. La faccio più chiara. Sculettare su un palco perché fa ridere il culo, o l’idea che qualcuno faccia sesso col culo, e-meno-male-che-noi-no: male. Sculettare perché così si dimostra che ognuno può essere ciò che vuole, alla faccia di chi ti crede “immorale”: bene. Stessa “macchietta”, scopi diversi. Tutto qua.

  19. fo84 scrive:

    personalmente non mi piacciono i soliti idioti, non mi fa ridere la satira basata sui difetti altrui tantomeno sul colore della pelle o sull’omosessualità. Non credo proprio che si possa dire che i gay non accettino parodie o quant altro, assolutamente, anzi…tutti quelli che conosco sono i primi a prendersi in giro e a prendere in giro certe cose. Poi l’Italia è un paese del terzo mondo quanto a diritti e quello che mi ha dato fastidio è stato questo ostentare sul palco dell’ariston la parola “omosessuale” per far vedere che si puó dire senza problemi, che siamo un paese libero senza discriminazioni…ma credo che dire “mazza posso dire omosessuale?” anche scherzando sia proprio il segno che siamo ben lontani dall’accettazione, dal considerare anche solo quella parola semplicemente una parola come un’altra. Se proprio volevano dimostrare che l’italia è un paese che ha superato ogni problema di discriminazione potevano invitare delle drag queen che avrebbero fatto sicuramente un ottimo show e cantato magari anche meglio.

  20. Marta scrive:

    Ha ragione, e c’è poco da dire. Ma le cose stanno cambiando. E lo usi, quel biglietto.

  21. clà scrive:

    Mi trovo sostanzialmente in accordo con gigi: I soliti idioti, prendono in giro cliche, non gli omosessuali (il nome dovrebbe fare intendere che quello che rappresentano non ha un fine ultimo alto).
    Il clichè dell’impiegata delle poste strafottente, il clichè del padre che vuole svegliare il figlio a suon di truffe, il clichè dei ricchi razzisti preoccupati che non si sappia in giro che lo sono, ed infine il clichè di due specifiche tipologie di gay: quello disinteressato a tutto ciò che gli capita e sa dire solo “non lo so, fai tu” e quello convinto che qualunque cosa gli vada storta sia dovuta alla sua omosessualità.
    Sono rappresentazioni, non particolarmente alte, che a me non fanno nemmeno ridere, ma rappresentano dei clichè tutto qui. non intendono rappresentare la realtà. A mio avviso si sta prendendo un abbaglio ad offendersi per loro, si prende un abbaglio a offendersi per il fatto che Morandi abbia ribadito che preferisce Belene (sarà pure vero), è un po’ più discutibile che abbia chiesto scusa solo per quella gag e non per le altre che rappresentavano identicamente delle battute non corrette politicamente.
    Poi ognuno ne tragga le conclusioni che vuole: si può osservare che non sono stati rappresentati altri personaggi: quello dei preti che fanno riunioni di marketing, o quello del bambino coi genitori disinteressati a lui; si può osservare che il bacio al conduttore abbia un’ampia tradizione sanremese, ma prendersela con dei ragazzi per motivi di opportunità di target mi pare un po’ assurdo.
    Io invece colgo una cosa molto positiva che pare nessuno abbia notato: quando hanno chiesto al pubblico gay di alzare le mani, ho visto parecchie mani alzate, considerando la diretta, le telecamere… io sarò pollyanna inside, ma questa è una cosa che ho accolto con grande piacere.

  22. Lorenzo Turrioni scrive:

    @clà: ancora una volta, non sono per nulla d’accordo sulla riduzione del problema a “erano solo cliché” e “battute politicamente scorrette”. Credo però di aver già abbondantemente argomentato il perché. Posso solo concludere che mi fa piacere si concordi tutti nel non amare “I Soliti Idioti” alla follia (ad avercelo, Ricky Gervais). Grazie a chi è intervenuto e chi interverrà.

  23. Andrea Longoni scrive:

    Amaramente triste. Più che le scuse, bisognerebbe che gli faceste una bella causa civile.

  24. clà scrive:

    Qualche settimana fa in un programma a Target simile (anche se con meno ascolti) c’è stato un episodio di bullismo durissimo: Apicella diede del “ricchione” a Malgioglio, ci restò così male da mettersi a piangere, minacciare l’uscita dal programma e smettere di parlare con il collega.
    Apicella non è un personaggio è reale, ed è ancora nel programma, il messaggio è che offendere le persone con violenza non causa l’allontanamento dalla tv pubblica? Questo atto è stato immensamente più grave,eppure il clamore minimo. Questo mi preoccupa non i soliti idioti.

  25. alberto scrive:

    già che c’erano potevano fare lo sketch coi negri che dicono “sì,buana”.hai ragione,Ivan,questo paese non si merita un cazzo.schiavi del vaticano e di una cultura sociale inchiodata al machismo imprenditoriale stile berlusconi.comprendo la tua amarezza,ma hai già fatto tanto per i diritti civili,sarebbe un peccato mollare ora,anche se comprensibile.

  26. Luciana scrive:

    Non sto seguendo Sanremo (e serata dopo serata sono sempre più felice della mia scelta), seguo i post, gli articoli di giornale …. mi sento assolutamente solidale con Ivan Scalfarotto: siamo purtroppo circondati da demenziali imbecilli ch…e non si possono nemmeno definire ignoranti nel senso letterale del termine… alcuni hanno anche studiato!
    Alcuni li paghiamo per partecipare al “servizio pubblico” e ammorbarci con una “comicità” che evidentemente riesce ancora a far ridere l’Italia peggiore.

  27. fulvio scrive:

    che stronzate, a londra dicono anche di peggio, dato che lì l’umorismo scorretto è di rigore. non ha capito tubo nessuno la provocazione dei soliti idioti, che prendono sì per il culo gli streotipi, ma quelli creati dai GAY stessi. dobbiamo ringraziare le sottoculture gay per i vari “cicli mestruali”, non i soliti idioti. loro si son limitati a sbattere in faccia alla gente quanto è stupida, in ogni categoria, peraltro. ammetto che il pubblico di sanremo non è in grado di capire certe finezze, ma evidentemente non solo loro. coda di paglia delle comunità gay? bah! ps-ah, io sono gay e arcistufo degli stereotipi.

  28. clé scrive:

    A me ha dato molto più fastidio Morandi e Papaleo che hanno ritenuto opportuno dire che “amano i gay”, affermazione che, vera o falsa che sia, rimane generica e fa insospettire che sia stata fatta per evitare accuse di omofobia. Il tutto aggravato dalla successiva “… ma preferisco Belen”, affermazione, che mette al riparo da eventuali accuse di essere omosessuali (se no, perchè farla?).
    Per quanto riguarda l’intervento dei Soliti Idioti, non mi hanno divertito come nelle loro scenette su Mtv, ma sono molto daccordo con i post di clà.

  29. idelbo scrive:

    Ivan…sono i Soliti Idioti ( in generale!)! Ci saranno sempre, anche se la speranza è che diminuiscano. Ingiustificabili, certo, ma è difficile spiegare a chi si dimentica di collegare il cervello quando spalanca la bocca che sia il rispetto! E da noi , purtroppo, ce ne sono molti…
    Utilizza il biglietto di ritorno! Hai molti estimatori.

  30. leppie scrive:

    Il problema è che i soliti idioti non fanno ridere. Dovrebbero imparare dal PD: «niente unioni civili, quest’anno viene in visita il Papa». Questa fa sí scompisciare.

  31. gigi scrive:

    @Lorenzo: molto bene, mi hai risposto. Queste cose sono evidentemente consentite SOLO ai gay. Basta saperlo.

  32. Massimo Z scrive:

    “Queste cose sono consentite SOLO agli ebrei” sarebbe stato un commento perfetto se fossi stato tedesco e fossimo negli anni 30, caro camerata Gigi.

  33. gigi scrive:

    @MassimoZ: ma che stai dicendo? non sai nemmeno di cosa parli, e sicuramente non hai letto i precedenti commenti

  34. Paolo scrive:

    Stracondivido Ivan, e che dire dell”orgia di baci etero in apertura della serata finale, ieri sera? Una velenosa risposta in diretta mondovisione, indegna di un Paese che vuol passare per civile.

  35. Tetsuoroma scrive:

    Chi parla di Little Britain come fonte di ispirazione dei soliti idioti per la satira sugli omosessuali probabilmente non ne ha mai visto neanche una puntata….