20 Novembre 2011

Bandiera bianca

Appunti

Ho avuto una lunga discussione con mio padre, che è per me una specie di cartina di tornasole dell’umore di una certa parte di opinione pubblica: quella della borghesia laica, liberale e democratica. Quella parte di Italia “azionista”, così minoritaria nell’Italia delle due grandi confessioni cattolica e comunista eppur così importante per il ruolo che ricopre nel Paese e nella formazione del sentire della nostra comunità nazionale.

Lui, che è letteralmente in estasi per la nascita del governo Monti, continua ad essere stupito del mio insistere sul fatto che questo governo rappresenta una sconfitta mortale per la politica. Così oggi ho cercato di spiegargli che io condivido assolutamente il suo entusiasmo per Monti e per le politiche che ha annunziato. Anche per le lacrime e il sangue, perché la buona politica delle volte implica le lacrime e il sangue, a condizione che siano rigorosamente equi e che siano spiegati e condivisi con chiarezza e trasparenza assolute.

Il tema, detto brutalmente, è che a me sarebbe piaciuto che queste decisioni le avessimo prese noi. Che fosse il PD a dire e a fare quello che ha annunziato il nuovo governo, che fosse la nostra leadership ad avere questo 84% di credibilità che i sondaggi attribuiscono a Monti, che avessimo utilizzato questi tre anni e mezzo di opposizione per costruire esattamente quello che stiamo vedendo succedere oggi. Che avessimo messo in piedi una classe dirigente autorevole e un programma di governo coraggioso: senza umiliare continuamente Ichino per poi far eseguire le cose che dice Ichino da qualcun altro ma sempre coi nostri voti in Parlamento, per esempio. Spiegando con pacatezza e lucidità alla gente perché la spesa pubblica così com’è oggi non regge, e che le pensioni di anzianità vanno riviste al più presto e l’ICI reintrodotta, e che queste cose vanno fatte insieme, non in alternativa, alla patrimoniale sulle grandi ricchezze. E che l’uso eccessivo del contante è un sintomo di corruzione ed evasione fiscale. Tutte cose che oggi faremo fare da Monti ma che avremmo dovuto dire noi nella campagna elettorale che ogni paese normale avrebbe affrontato in una situazione come la nostra (cfr. Madrid, oggi).

Capisco che al cittadino Gabriele Scalfarotto che un governo finalmente autorevole per questo paese arrivi dal PD o da qualsiasi altro posto possa non importare alcunché. Ma per chi come me in questo partito crede nonostante tutto, per chi ha deciso di investire nella politica nella convinzione che solo rendendo la politica efficiente e dignitosa si possa rende migliore l’Italia, questo deciso levare bandiera bianca e dichiararsi così candidamente incapaci da parte di chi sarebbe teoricamente investito della responsabilità e del dovere di gestire il paese, rappresenta una sconfitta durissima da digerire. E, francamente, non vorrei che scivolasse via senza conseguenze e responsabilità dopo che Monti e i suoi avranno ripulito la stanza e si dovrà tornare a votare.

9 risposte a “Bandiera bianca”

  1. piero filotico ha detto:

    Perfettamente d’accordo. Vorrei però farti osservare che al Pd sarebbe riuscito oltremodo difficile far digerire ai suoi elettori un programma come quello di Monti e i conseguenti provvedimenti. Per cui non ci rimane che navigare di conserva, sperando che tutto vada liscio, che si sia imparata la lezione e – sopratutto – che ci sia una nuova classe dirigente a metterla in pratica (la lezione) quando vinceremo le elezioni. Ho già le dita incrociate.

  2. Giacomo Deperu ha detto:

    Caro Ivan, da Radicale sono anni che molti a sinistra (e TANTISSIMI del PD) mi attacano con la solita frase:”i Radicali vanno bene sui diritti civili, ma economicamente sono di destra”. Poi, da Radicale, mi sono politicamente formato sui temi dell’economia su tal Pietro Ichino, punto di riferimento per i Radicali. Perchè non o è mai stato per quelli del PD? Ho gioito quando ho saputo che tu, vicepresidente del PD, eri un sostenitore di Ichino. Ma la base del PD lo ritiene un “traditore”, un “fascista”, etc etc. Sai qual è il grande problema in Italia? Non la cazzata della cultura catolica contrapposta a quella comunista. Vecchia favoletta questa. Bensì la TOTALE assenza di progressismo e cultura liberale! A destra quanto a sinistra, la cultura è sempre CONSERVATRICE! Vendola sfonda a sinistra perchè è CONSERVATORE, con idee vecchie e fallimentari ma rassicuranti! Il PD non affascina e non convince perchè prevale sempre il conservatorismo. Il “centro casiniano” pesca a piene mani voti nei 30mila forestali siciliani e di certo non è con l’innovazione che potrà confrontarsi per mantenere quei voti. La destra, fra statalismo ex Msi e piccoli e grandi interessi di casta del PDL, certamente non praticano l’innovazione e il riformismo (se pensiamo a quanto NON ha fatto Berlusconi nonostante la forza della sua maggioranza….). A tanto conservatorismo ha cercato di contrapporsi una “protesta di pancia”, immatura e becera, di stampo Leghista: anche se, andando oltre la facciata, scopriamo che anche la Lega è complice del sistema. In tutti questi mesi (oltre un anno) di ipotesi di caduta di Berlusconi, si sono immaginati tutti i governi possibili: Governo Tremonti, Governo Alfano, Governo Letta, Gpverno Amato… Ti pare normale che MAI nessuno abbia ipotizzato un “Governo Bersani”??? Nemmeno nel PD che, al suo interno, invece di prepararsi ad essere alternativa si preparava a PRIMARIE, delegittimando, di fatto, il proprio Segretario mentre stava cascando il Demone Silvio? MONTI ha da sempre chiesto un GOVERNO POLITICO: la politica non ha saputo assumersi la responsabilità e ne consegue un Governo potente ma zoppo… Io davvero spero che il mio voto radicale continui ad essere voto scomodo ma partecipe per il PD. E spero che tu, Civati, Ichino e tante forze positive del PD possiate finalmente “scongelarvi”, magari grazie ad una nuova legge elettorale… Ma, per ora, continuo a votare l’unica parvenza di progresso VERO che vedo in Italia.

  3. Omar Supio ha detto:

    Questo governo nasce e viene seguìto con entusiasmo perché, nella politica, la sconfitta mortale, di cui parli tu, era emersa già PRIMA.
    Non solo a te, ma anche a molti di noi, sarebbe piaciuto che queste decisioni le avessimo prese noi. Ma eravamo capaci di questo?
    Adesso, quello che preme è tirar fuori l’Italia dalle secche. È chiarire agli italiani prima, ai francesi e a i tedeschi poi, che se c’era da ridere era per Berlusconi e non per l’Italia, e che ora non c’è più niente da ridere, perché Berlusconi è FINITO. Lo hanno fatto fuori gli Italiani.
    Dopo di che il PD dovrà fare l’esame di coscienza che tu stesso ti sei fatto con il tuo vecchio. Ma non è colpa sua, di tuo padre, se lui ritiene che il PD non sia in grado di porre rimedio ai danni prodotti dai nani e dalle ballerine (letto la Aspesi di venerdì?: le nostre ministre finalmente assomigliano tutte alla Merkel! Onoratissimi). Mi par di capire che tuo padre temesse che il PD, alla prese dirette con la catastrofe ereditata avrebbe potuto bruciarsi, e favorire il ritorno sulla scena dei Rotondi, Schifani, Gasparri, La Russa e sodali, che già tanto danno hanno provocato.
    Tuo padre par che dica che non è Monti col suo governo a provocare la sconfitta mortale della politica, ma è la sconfitta mortale della politica a imporre il governo Monti.
    Certo è che adesso le domande che ti poni tu, è bene se le ponga anche il Gotha del PD: saremo mai in grado di governare? Cosa hanno più da dire D’Alema, Veltroni, Bersani e via tromboneggiando? Matteo Renzi, l’enfant prodige, non mi sta bene. Ma certe volte tutti i torti non ce li ha.

  4. Zanna Bianca ha detto:

    Tirar fuori l’Italia dalle secche è una pia illusione finchè rimarremo nell’euro.
    Sentite un pò questo discorso e riflettiamo su cosa sia oggi l’Unione Europea e su quanto siano inetti gli europarlamentari italiani
    http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=v-vgp0g42xI

  5. giovanni ha detto:

    E’ proprio così caro Ivan. Relativamente alla proposta di Ichino ti racconto questa breve storiella. In estate 2010, in una festa democratica vicino a casa mia, venne a parlare di lavoro un nostro deputato che si occupa di questo settore da sempre e che prima di fare il politico è stato rappresentate sindacale della Fiom-Cgil. Alla mia domanda su cosa ne pensasse del contratto unico mi ha risposto:
    1) “non capisco la proposta di Ichino”;
    2) “non capisco se è un contratto unico o un unico contratto” (?)
    3″da sempre mi batto per il contratto a tempo indeterminato e per la difesa dello statuto del 1970 che fu un grande accordo”.

    Ci sono alcuni argomenti, come il lavoro, che nel nostro partito sono un tabù. Quando parlo di contratto unico o nuove forme di tutela dei lavoratori molti dirigenti locali del partito legati spesso ad un sindacato storcono il naso. Non si rendono conto che le forme per difendere i valori possono cambiare. E che alcune forme passate possono non essere indicate per il presente e per il futuro.

  6. gabriele.spr0uts ha detto:

    E’ liberatorio: sono d’accordo in tutto, lettera per lettera, con il tuo post e con il commento di Giacomo Deperu.

    La mia speranza è che davvero il PD riesca ad avere uno scatto, ad uscire dalla melma (nazional-democratica direbbe qualcuno) in cui si è immerso per scelta e a valorizzare ciò che di buono ha in sé, e non è poco, nonostante faccia di tutto per nasconderlo.

    Finché ciò non succederà, mi dispiace, ma io di votare turandomi il naso proprio non sono capace.

    Continuerò a votare Radicale, con il rimpianto di non poter votare PD perché diverso, deludente rispetto a ciò in cui io e i radicali speravamo.

  7. Ale ha detto:

    Caro Scalfarotto, in un paese che non fosse l’Italia Lei, Ichino e i commentatori qui sopra, sarebbero in un partito liberale (la FDP tedesca, i Lib-Dem inglesi), ma di certo non in uno che si dice di centro-sinistra. Essere di sinistra non significa essere dei fossili ma credere in una società più equa e più attenta ai diritti dei soggetti deboli, che spesso sono quelli ECONOMICAMENTE deboli. Monti, Ichino & Co. di questi ultimi se ne sbattono e lo si vedrà chiaramente nei prossimi mesi. Io non avrei mai votato il PD finché c’era dentro gente come la Binetti. Ma non lo voterò neanche finché ci sono dentro dei liberisti come Lei, pur condividendo la Sua battaglia sui diritti civili, così come non voterei la FDP in Germania, ma la SPD.

  8. giovanni ha detto:

    Caro Ale,
    dato che si è riferito anche a me colgo l’occasione di risponderle. Penso che all’interno di un grande partito di centro sinistra ci possano stare i liberal-democratici e il PD non nasce per essere una copia di un partito socialdemocratico.Per quanto riguarda il mondo del lavoro e la proposta di Ichino penso questo:
    1) introdurre forme di tutela progressiva è condizione di allargamento dei diritti per 5.5 milioni di lavoratori atipici;
    2)il salario minimo garantito permeterebbe di avere standard inderogabili imposti a tutti i rapporti di lavoro che si costituiscono, anche quelli non protetti da un contratto collettivo.
    3) Consideri che la proposta di un contratto unico mira a sfoltire i troppi contratti precari(e non) garantendo a ciascun nuovo assunto una forma contrattuale stabile e a tempo indeterminato, rinunciando alle vecchie garanzie di illicenziabilità a fronte però di una stabilità immediata e a un congruo risarcimento economico in caso di risoluzione del contratto.
    Tutto ciò per me è realizzabile ed è chiaramente una forma progressista di centro-sinistra che non ha nulla a che vedere con il liberismo da lei citato.

  9. Francesco ha detto:

    caro Scalfarotto, oggi i liberal hanno chiesto in modo staliniano la testa di Fassina (ma si sa, si è liberal quando conviene), io sono liberista e socialdemocratico ed ormai è palese: il governo Monti disintegrerà il PD, sarà il più grosso harakiri della politica italiana di sempre….

    una roba così si stenta persino a crederla…