20 settembre 2011

Lo Stato siamo noi

Appunti

La cosa che mi lascia più perplesso della situazione italiana è il degrado complessivo che emerge dal quadro politico.

Oggi Casini ha fatto un appello agli “uomini di buona volontà” del PdL, chiedendosi con altre parole quello che mi chiedevo io su questo blog un paio di giorni fa: “ma è mai possibile, anche solo statisticamente, che non ci siano 20 o 30 parlamentari della destra pronti a mettere da parte per pochi minuti i propri interessi personali e staccare la spina? Possibile che non ci sia un gruppo, non dico di eroi e patrioti ma almeno di persone mediamente diligenti, che si renda conto che questa situazione è ormai assolutamente insostenibile e che ci stiamo giocando il Paese?”

In realtà il degrado, il totale disinteresse per il destino della cosa pubblica lo si vede da mille altre cose. Prendiamo per esempio tutti questi figli di politici che fanno politica tipo erede-della-fabbrichetta-di-papà: il Trota sta sempre lì impalato accanto a suo padre che lo battezza pure con l’acqua del Po e già ci minacciano con Roberto Libertà. Cristiano Di Pietro che si candida a tutte le elezioni che gli capitano a tiro, tanto dell’IdV si fa tutti così. Nella prima repubblica nessuno sapeva cosa facessero i figli di Rumor, di Nenni, di Aldo Moro, di Amendola. Anzi nemmeno si sapeva se avessero dei figli. Tranne La Malfa, vero, ma questo era un buon motivo per tutti per evitare di replicare l’esperienza. Un senso proprietario della politica che fa di un partito una specie di impresa personale: ti metti l’insegna al neon col cognome sul negozio e poi la passi agli eredi. Fatto.

Ma la cosa che continua a preoccuparmi di più è questa rassegnazione rabbiosa che vedo in giro per cui troppa gente pensa che in una situazione eccezionale (eccezionalmente negativa) siano necessari comportamenti eccezionali. Che se l’avversario politico sovverte l’ordine istituzionale lo si può combattere soltanto facendo la stessa cosa in senso uguale e contrario, senza rendersi conto che alla fine in questo modo le istituzioni si logorano comunque: logoramento buono o cattivo, sempre di logoramento si tratta. Come mi ha detto una persona oggi per telefono “Per cambiare le cose in questo paese, bisogna pur rompere un po’ di uova”. Sì, peccato che le uova una volta rotte, tali restino.

Mi pare per questo sempre più prezioso e vitale l’equilibrio che il Presidente Napolitano rappresenta sulla scena pubblica. Il suo modo fermo di proteggere la Costituzione che conserva sempre, anche quando interviene in modo energico come stasera contro le scemenze secessioniste di Bossi, un’attenzione a che il bene comune rappresentato dalla nostra Repubblica non sia messo in pericolo.

Dall’estero non sanno più come fare a gridarci che stiamo affondando. I downgrading delle agenzie di rating non sono offese personali, è una cosa sconosciuta alla nostra cultura che si chiama “feed back”: un regalo che qualcuno ti fa donandoti del tempo per dirti come far meglio (o meno peggio) le cose che fai. Oggi al TG3 Giovanna Botteri ha fatto una carrellata sui pareri espressi sull’Italia nei telegiornali americani che metteva i brividi lungo la schiena. I mercati e le istituzioni internazionali non sanno nemmeno più come fare a dirci che non cresciamo abbastanza e che nessuno crede che realisticamente bilanceremo i nostri conti tra un anno o due.

Quello che ci sarebbe da fare è stringerci intorno a quello che resta in piedi del nostro paese e mettere tutti per una volta gli interessi dello Stato (che poi, a volerlo ricordare, siamo noi) al primo posto delle nostre priorità. La destra mandando a casa Berlusconi, dopo quello che ha fatto possibilmente con ignominia, la sinistra preparandosi a governare un momento veramente difficilissimo e che richiederà misure altamente impopolari e anche molto dure (vedi un bell’elettroshock contro l’evasione fiscale, per esempio). Il fatto è che secondo me da questa situazione o usciremo tutti insieme, o non usciremo affatto.

5 risposte a “Lo Stato siamo noi”

  1. Renato Favaretto ha detto:

    Andiamo per metafore ? … Vedi Ivan, se si fossero rotte alcune uova un anno fa … sarebbero già sostituite da quelle nuove fatte da una nuova (gallina) classe politica. Invece di triturarci le orecchie con i milioni di parole dell’opposizione, i parlamentari del PD dovevano dare le loro dimissioni in mano al Presidente Napolitano, come era stato prospettato anche da Rosi Bindi. Milioni di persone avrebbero approvato e seguito quel gesto. Si è invece scelta la strada più astrusa cercando un’alleanza impossibile con il terzo polo. Risultato ? Siamo alla bancarotta … e si continua solo a parlare. Una precisazione però devo farla, e cioè: quando dici che “lo stato siamo noi” … ti sbagli … il parlamento è cooptato e non rappresentativo. Lo Stato sono io e tutti gli Italiani vittime dell’incompetente quanto arrogante potere della Casta …anche nel PD.

  2. Claudio ha detto:

    Caro Ivan, condivido le tue preoccupazioni e aggiungo però che dal più grande partito dell’opposizione mi aspetterei una maggior capacità di presentarsi come punto di riferimento forte per la fuoriuscita da questa impasse, il che vorrebbe dire aver già da un bel po’ scelto le alleanze, redatto un programma di governo a grandi linee e comunicato in modo capillare l’idea di società che si vuole costruire… (ma non ci si stava rimboccando le maniche un po’ di mesi fa?). Ripetere ogni giorno da un mese quasi esclusivamente:”Se ne deve andare” sta diventando stucchevole se poi non seguono proposte costruttive e comportamenti CHIARI. Credo che il senso di “rassegnazione rabbiosa” nasca proprio dall’impotenza e dalla constatazione della debolezza dell’opposizione tutta, divisa e incapace di raccogliere ed incentivare la voce e le energie migliori della società che anziché “esplodere” e riempire di energia creativa questo Paese, stanno implodendo con dolore.
    Per quanto riguarda poi questa storia del figlio di Di Pietro, francamente mi sembra un po’ troppo semplicistico e demagogico accostarlo al “Trota”. Una forzatura quasi da gossip. Io sapevo a malapena che esistesse fino a ieri, ma se è vero che è impegnato in politica da dieci anni forse è sinceramente animato dalla passione politica, esattamente come succede a te e perché non dovrebbe seguire questa sua passione? Basterebbe il fatto che porti lo stesso cognome del padre per essere obbligato a fare il macellaio piuttosto che il commercialista? Preferirei sinceramente leggere di idee e programmi condivisi con IDV e SEL (sembra che la scelta si stata fatta … o no?) per cominciare a vedere realizzato quello che indicavo nelle prime righe di questo intervento.

  3. marco ha detto:

    l’ analisi mi pare incompleta. Metti in evidenza le scelte degli altri ma io non vedo nessun tipo di autocritica in quello che è diventato (o lo è sempre stato?) il PD. Non esiste un’ alternativa credibile a questa maggioranza, si sentono solo slogan per le dimissioni, ma non si percepiscono idee, e sottolineo idee, per mandare avanti la baracca. La sinistra, anzi l’ opposizione tutta, si trincera dietro la voglia di B. di non farsi processare. Direi quasi che il tentativo di B. di non farsi processare sia più dettato dal fatto che gli porta voti prima ancora del fatto che sia colpevole o meno…sinceramente la classe politica nazionale attuale non mi rappresenta, vedo solo gente che pensa al proprio tornaconto personale, sia a destra che a sinistra (non scordiamoci il caso Penati…fino a prova contraria è innocente…ma lo è pure B.). Oggi essere di destra o di sinistra conta poco o nulla…per rialzarsi da questo squallore in cui è caduta l’ italia servono azioni radicali e pure impopolari (rivoluzionare il settore pubblico…ad esempio). Quale poltico avrà mai il coraggio di farlo???

  4. Lorenzo M. ha detto:

    Il PD in Sicilia ha deciso di suicidarsi, rifiutando ogni forma di consultazione con i propri militanti e sostenitori, anzi minacciando di espulsione chi prova a farlo.
    Il PD, di fatto, rinnega il suo statuto.
    Ha smesso quindi di rappresentarmi. A vedere i sondaggi, sono in ottima, nutrita e numerosissima compagnia.
    Mi associo con @Renato: chi siede in Parlamento oggi rappresenta solo se’ stesso, ed e’ stato rotto da tempo ogni legame con la societa’ che ne e’ fuori. Io , e gli altri come me, sono lo Stato.
    La mia priorita’, oggi, e’ sopravvivere tanto al B. quanto al PD, a questo PD che ha smesso di voler essere la soluzione, ma si e’ impegnato al massimo per essere parte del problema.

  5. Lorenzo L. Gallo ha detto:

    Se Napolitano è energico, la Minetti è una suora laica. Questo borbottìo del presidente della Repubblica, carico d’anni e di privilegi, non sposta di una virgola la scena. Da massimo garante della Costituzione, mi sembra che interpreti in modo minimal il suo ruolo, sollevando sospetti di collusione che non sono facilmente accantonabili.