18 marzo 2011

Milano, città che rischia di essere umiliata

Appunti, Comunicati stampa, Milano

Ieri le celebrazioni per l’Unità d’Italia, oggi invece le proposte scellerate tornano alla ribalta.
Qui sotto la mia dichiarazione riguardo alla proposta del Consiglio di Zona 8 di Milano per dedicare una targa alla memoria di Luisa Ferida, l’attrice che aderì alla Repubblica di Salò.

RESISTENZA: TARGA A FERIDA; SCALFAROTTO, INTERVENGA MORATTI (ANSA) – MILANO, 18 MAR – ‘Nei giorni del 150/o Anniversario dell’Unita’ d’Italia dedicare una targa a Luisa Ferida, che oltre ad appoggiare la Repubblica di Salo’ frequento’ Villa Trieste e la banda Koch pur conoscendo le torture che a tantissimi cittadini antifascisti venivano inferte in quei luoghi, e’ un atto immorale e gravissimo per la memoria della resistenza e per i valori dell’antifascismo’: cosi’ Ivan Scalfarotto, vicepresidente del Partito Democratico, interviene sulla decisione del Consiglio della Zona 8 di dedicare una targa a Luisa Ferida.
‘Come milanese sento forte, oggi, l’inaudita gravità di questo gesto. Per questo – aggiunge – mi associo alla chiara richiesta di Pierfrancesco Majorino, capogruppo PD al Comune di Milano, perche’ il sindaco intervenga immediatamente per bloccare questa decisione’.
‘La Resistenza, i valori democratici e antifascisti che scaturirono e si rafforzarono da quella tragica esperienza del nostro Paese, devono rimanere indelebili e essere ribaditi come nucleo unitario e imprescindibile per l’Italia e per tutti i cittadini. Vergognose operazioni come quella di Milano – conclude – non possono far passare messaggi di revisionismo irresponsabili e antistorici’. (ANSA).

3 risposte a “Milano, città che rischia di essere umiliata”

  1. gianluca ha detto:

    condivido in pieno la presa di posizione di ivan! ricordando che cosa è stato il fascismo e cosa è stato l’antifascismo…

  2. Giuseppe Lojacono ha detto:

    Mio nonno era un medico.

    Un giorno i Fascisti gli bussarono alla porta e gli chiesero di andare a visitare un camerata ferito in un attentato partigiano.

    Mio nonno medico ando’ e salvo’ la vita del camerata fascista amputandogli il braccio.

    Ritornando a casa trovo’ i partigiani COMUNISTI ad aspettarlo. Lo uccisero a freddo con tre colpi alla nuca “PERCHE’ AVEVA SALVATO LA VITA DI UN FASCISTA”.

    Il capo di quella brigata partigiana e’ ancora vivo e ha fatto una brillante carriera politica e professionale.

    Forse era uno di quelli che hanno fischiato l’antifascista e anticomunista Berlusconi e applaudito l’ex-comunista Napolitano il giorno del 150esimo anniversario dell’Unita’ d’Italia.

    L’attrice Luisa Ferida frequento’ Villa Trieste e la banda Koch e sapeva che cola’ si torturavano i cittadini antifascisti.

    Tutta la dirigenza comunista italiana sapeva dei crimini di Stalin e di quelli di Mao.

    E molti di loro fanno ancora politica attiva riempendosi la bocca di Democrazia, Resistenza e di Antifascismo.

    Uno di essi si chiama Giorgio Napolitano ed e’ il Presidente della Repubblica Italiana.

    Una persona rispettabilissima: come anche l’attrice Luisa Ferida.

    Viva l’Italia unita che guarda avanti!

  3. Tiziana ha detto:

    Luisa Ferida fu riconscuta inncoente dei crimini di cui era stata accusata dallo stesso pertigiano che la giustiziò.
    A lei e a Valenti fu riservato un processo sommario e di parte che tra le altre cose non permise che venissero chiamati i testimoni nominati dai due attori, che avrebbero potuto discolparli.
    dopo più di 60 anni sarebbe anche ora di guardare avanti e riconoscere che la Resistenza, come in tutte le guerre, perpetrò anche molti crimini ingiusti.