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8 marzo 2011Passa anche quest’otto marzo con l’Italia al 74° posto del Gender Gap Index, l’indice del World Economic Forum che misura la distanza tra uomini e donne in ciascun paese del mondo. Si tratta di una vergogna assoluta che dovremmo tutti vivere come una macchia (un’altra) sull’immagine della nostra nazione. Anche i tentativi meritori che si fanno, come l’approvazione della legge per portare al 30% le donne nei consigli di amministrazione firmata da Lella Golfo e Alessia Mosca, vengono subito messi sotto attacco: sì, va bene, ma parliamone nel 2018. In un paese non governato da una classe dirigente decrepita, maschilista e patriarcale decideremmo tutti insieme di riscattarci subito e di mettere in atto norme immediate per risalire la classifica. Questo dovremmo fare oggi, tutti insieme, e mi rivolgo direttamente al Ministro Carfagna e al Presidente del PD, Rosy Bindi. Stabilire che in due anni, entro il 2012, attraverso l’approvazione di una serie di leggi bipartisan sulle quali Carfagna e Bindi garantiranno il sostegno dei due partiti di appartenenza e dei rispettivi schieramenti (a partire dal congedo di paternità esclusivo) l’Italia sarà al almeno 30° posto del Gender Gap Index, agganciandoci al gruppo dei principali paesi europei, Stati Uniti e Canada. Altrimenti smettiamo di prenderci in giro e facciamola finita con tutte questa mimose. Per favore, non fiori ma opere di bene.
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