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Le ultime lettere di S. B.

31 gennaio 2011

Quello che fa specie, nella lettera del Presidente del Consiglio oggi al Corriere, sono il contenuto, il fatto che l’abbia scritta e anche il tono da statista che ha deciso di utilizzare. Dopo un’eternità al governo e dopo aver avuto una maggioranza che gli permetteva di fare sostanzialmente ciò che gli pareva (e che ha utilizzato soltanto per mettere in piedi leggi assurde e di nessuna rilevanza per il Paese), Berlusconi si ricorda di Bersani e del PD. Non più “comunisti” ma addirittura partner con cui affrontare, prima ancora che con Casini e Fini, una riforma costituzionale che metta l’Italia sulla strada dell’efficienza tedesca. Posso sbagliarmi ma io credo che l’intervista di Pisanu il 29, quella di D’Alema ieri (con l’apertura di Casini) e quella di Maroni oggi stiano indicando che Berlusconi scricchiola. Diciamoci la verità: questa compattezza dietro la figura di un uomo ormai privo di qualsiasi credibilità e con un’immagine pubblica devastata quanto può durare? Cosa succederebbe se si aprisse improvvisamente una fronda dentro il PdL? Quanti berluscones stanno soltanto aspettando che accada qualcosa?

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I commenti a "Le ultime lettere di S. B."

  1. mmc scrive:

    Voglio sperare che la linea del PD rimanga ferma, ma ho paura che qualcuno dei soliti (D’Alema? Letta? Latorre?) comincerà a valutare la proposta di B. come qualcosa di serio.

  2. Zanna Bianca scrive:

    Caro mmc,
    non ci sarebbe nulla di male se la valutassero.
    Ma credete veramente che andato via il berlusca si apriranno le cateratte del cielo e la luce prenderà il posto delle tenebre tra uccellini cinguettanti e mandorli in fiore?
    Se non ci si mette d’accordo, questa volta finisce veramente male.
    E non si può pensare di andare ad elezioni senza aver democraticamente mandato a casa un governo eletto e che per di più ha ricevuto per 3 volte in un mese la fiducia.
    Ignorare questi aspetti significherebbe mettere i presupposti per un’ulteriore periodo indeterminato di veleni e reciproche accuse.
    Gli anni passati ci hanno insegnato che le battaglie dei duri e puri antiberlusconiani sono finalizzate solo all’autocelebrazione di singoli sedicenti rivoluzionari a cui gliene frega solo della cadrega e del portafglio; e le ultime performance della coppia Dipietro/DeMagistris oppure dei vari Travaglio/Santoro/Gomez, ne sono una prova lampante.
    Quindi mediare e mettersi d’accordo; senza paura e con la coscienza di fare solo il bene del paese.
    Un saluto

  3. Sinceramente non penso che i Berluscones abbiano molta voglia di (altre) fronde interne. Molti di loro sanno che a Lui devono molto (tutto). E che senza di Lui sono vere e proprie nullità.

    Cercheranno di tenerselo stretto il più possibile perchè sanno che dopo molti di loro perderebbero la cadrega. Quello che temono di più costoro non è tanto l’innocuo (ed assai confuso) PD, ma soprattutto la concorrenza della Lega.

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