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12 luglio 2010Non vorrei fare il menagramo, ma questa prima assemblea “nazionale” dell’associazione “ufficiale” del Popolo Viola mi pare uno di quegli eventi che spesso segnano la fine di un (bel) movimento. Uno prende un meraviglioso ed enorme gruppo spontaneo e prova a mettergli le braghe. Poi, proprio perché fatte per ingabbiare qualcosa che per sua natura non vuol essere costretta, ci si accorge che non bastano delle normali braghe ma ci vogliono delle braghe di ghisa: un Ordine del Giorno degno di una riunione del Soviet Supremo, un Consiglio Direttivo già scelto prima dell’assemblea (tranne uno, che gentilmente si può eleggere in loco), tutti preventivamente etichettati (quello viene dalla CGIL, quello dal PD, quello dall’IdV. Testuale spiegazione: “Si indicano le aree di appartenenza partitica e sindacale per esigenza trasparenza e di equilibrio nel Consiglio Direttivo”, tipo il CdA della Rai, insomma). Insomma, basta leggere la convocazione per capire che non funzionerà. Buon lavoro, comunque, a quelli che ci saranno. Anzi, a quelli che riusciranno ad entrare: sembra incredibile, infatti, ma “Per accedere all’Assemblea è necessario l’accredito”.
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