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17 maggio 2010All’Espresso sono stati così gentili da includermi in un sondaggio tra i possibili leader del PD del futuro: la domanda posta ai lettori è intrigante: “Dopo la segreteria Bersani, il ricambio generazionale potrebbe essere inevitabile. Secondo voi chi può incarnarlo?” Molto lusingato di essere in compagnia di nomi così prestigiosi: il tema purtroppo è che di individualità nel PD ne abbiamo parecchie, così come di interessanti iniziative messe in cantiere in perfetta solitudine da taluni degli appartenenti alla lista dei candidati. Sarà che sono tra i più anziani della lista, ma io non credo proprio che nessun ricambio generazionale sia possibile se non avviene in modo corale, basta guardare quello che sta succedendo in Gran Bretagna. La risposta che manca al sondaggio, e alla quale – come immagino molti – avrei dato volentieri la mia risposta è: “Nessuno, fintanto che non si mettono a lavorare tutti insieme”.
I commenti a "La squadra che non c'è"
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E questo post fa di te il migliore della lista. e non lo dico per farti un complimento (che ti stimo lo sai già), ma per un punto tutto politico: il leader di cui abbiamo bisogno (in generale, mica solo per il ricambio) è quello capace di far crescere una squadra. Come sto per scrivere sul mio blog: ci serve Ranieri, non Mourinho (sperando di arrivare primi però)
Ottimo.
M.
la penso come Champ
e, sapendolo anche prima, per questo ho votato per Ivan
Quoto, la voglia di includere e di lavorare insieme ti fa il migliore della lista. Pure io ho votato per te