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Seduti sul vulcano

28 aprile 2010

Ci voleva il vulcano islandese a farci ricordare di quanta gente vive sulle falde del Vesuvio. Ho vissuto per tanti anni a Napoli e mi sono sempre chiesto, guardando le tantissime case costruite sulle pendici dell’attivissimo vulcano (ultima eruzione nel 1944, in termini geologici un battito di ciglia), cosa si sarebbe fatto in caso di eruzione. Non credo di aver mai assistito ad una prova di evacuazione, né mi risulta che le popolazioni siano mai state istruite sul da farsi: quali strade prendere e quali no, prendere la macchina oppure no, come gestire il panico, cosa fare dei bambini nelle scuole o dei malati negli ospedali. Bertolaso dice che per evacuare il milione di persone che abita in “zona rossa” si avrebbero al massimo tre o quattro giorni e che gli effetti di un risveglio avrebbero la potenza distruttiva che ha avuto il terremoto dell’Aquila ma che è più preoccupato per l’isola di Ischia che per il Vesuvio. Sarà. Facciamo che il giorno uno fosse domani, anzi adesso: cosa facciamo?

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