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Non è un paese per giovani (avvocati)

29 novembre 2009

Nel disastro di un mercato del lavoro che mette i giovani italiani in una situazione dove anche la dignità (oltre che il diritto) pare persa per sempre, i giovani professionisti, e gli avvocati tra di loro, sono tra i più vessati e derelitti. Costretti a anni e anni di pratica, ad un esame in alcune sedi praticamente impossibile (vedi alla voce Gelmini), pagati nulla o quasi nulla e senza nessun diritto, messi nelle condizioni di non misurarsi mai con il mercato, protagonisti di un meccanismo di casta dove la professione si passa il più delle volte di padre in figlio, i giovani avvocati sono scesi in piazza per contrastare una proposta di riforma delle professioni che li penalizza ancora, rafforzando ulteriormente il ruolo di quei vecchi e inspiegabili arnesi che sono gli ordini professionali. Chiunque abbia a cuore l’apertura e la modernizzazione di questo paese non può che solidarizzare con loro.

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  1. Del porcellum non si butta via niente

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