
Avete già letto
dell'incredibile intervista rilasciata alla
Tribuna di Treviso da questo sacerdote della comunità lefebvriana recentemente riabilitata da Ratzinger?
Io ve l'avevo detto che correvamo questo rischio... Il punto è proprio quello che faticosamente cercavo di far passare in questi giorni. Se decidiamo che esistono forme di discriminazione che in qualche modo sono accettabili o comprensibili, poi diventa difficile stabilire dove si tracci la linea di confine invalicabile, e chi abbia il diritto di tracciarla. L'unico modo per fermare la discriminazione è affermare con convinzione e senza compromessi che tutte le forme di discriminazione, senza eccezione alcuna, sono assolutamente inaccettabili. Ogni altra posizione equivale a scherzare col fuoco. Come volevasi dimostrare.
Nel commentare il voto mancato da parte di Rifondazione e del PdCi alla parte politica della mozione presentata al Comune di Milano da Pierfrancesco Majorino e Carmela Rozza in sostegno a Pietro Ichino, Marco Rizzo ha signorilmente riaffermato che Ichino è "un servo dei padroni". Tutto questo in un paese in cui una larga parte dei lavoratori, soprattutto giovani, non gode di alcuna garanzia contrattuale (ferie, malattia) o di sviluppo professionale (formazione, continuità di servizio). Nel frattempo continuiamo a tenerci un diritto del lavoro la cui facciata risale agli anni '70, e di cui dietro la facciata resta ormai poco o nulla.
Continua...

Pippo Civati ha lanciato dal suo blog
un interessante sondaggio sul tesseramento nel PD. Avete fatto la tessera? Sì? No? E perché?

The Sun, il giornalaccio popolare inglese più inglese che c'è, ha soprannominato David Beckham
"chiappedoro" dopo aver scoperto che i compagni di squadra del Milan sono convinti che toccare il sedere di Becks porti bene (immagino che a Milano la singolare credenza prenderà piede rapidamente). La cosa deve aver colpito profondamente l'immaginario locale dato che della notizia parla diffusamente anche il
Times.
Stamattina a "Omnibus Life" con Tiziana Panella e Enrico Vaime si è parlato dell'ormai celebre canzone di Povia, di omosessualità, di diritti civili e di altro con una libertà e una serenità rare per essere in televisione e in Italia. Il filmato della trasmissione è qui sotto.

Se siete a casa, domattina alle 9,20 sono ospite di Tiziana Panella e Enrico Vaime a
Omnibus Life su La7.

La Carovana del PD potrà essere seguita anche in streaming, dal sito
www.imille.tv (ce l'abbiamo anche noi una tivvù!), grazie all'eccellente direzione dei lavori di Giacomo Cariello al quale va il nostro più affettuoso ringraziamento. Appuntamento domani a mezzogiorno.

Vi aspettiamo allora a
Genova per la seconda tappa della Carovana del PD. L'appuntamento è per mezzogiorno di sabato 24 gennaio presso la sede dell'ANPI di Staglieno (
qui la mappa). Oltre ai soliti
"contemporanei" interverrano anche: Roberta Pinotti, Ministro Ombra della Difesa; Michela Tassistro, Presidente commissione pari opportunità del Comune di Genova; Gianpaolo Malatesta e Luciano Grillo Consiglieri comunali PD Genova; Oleg Curci, Segretario circolo operatori della sanità Pd Genova. L'obiettivo è di dare una scrollata a questo PD, che continua a fare così fatica. Per esempio, come la mettiamo con questa storia del
testamento biologico? Ma è possibile che
sia sempre così difficile prendere una posizione? Ma la regola democratica per cui in caso di stallo
si decide a maggioranza, che fine ha fatto?
Prima che qualsiasi cosa ci svegli, mi rivedo un'altra volta questa cosa qui. Ma avete mai pensato a quanto chi sia il Presidente degli Stati Uniti influisce sullo spirito del mondo? Gli anni di Clinton, spensierati e paciosi come gatti grassi (un po' come Bill, diciamolo) erano diversi dagli anni di Bush, così violenti e gnucchi (un po' come W, appunto), non è vero? Nell'attesa di quello che farà Obama, e a scanso di ogni equivoco, io per il momento mi rivedo questa cosa qui e me la godo ancora un po'. Il film è finito, e hanno vinto i buoni. Yes-we-can.

Mi sento un po' come rinchiuso in un angolo. Questa cosa di Povia è stata una mossa molto scaltra. A una persona dabbene verrebbe naturale pensare che, insomma, non si può mica perdere la calma per una canzonetta di Sanremo, e che sarà mai! Ma più ci penso, dico la verità, e più mi inalbero. Ma come è possibile che si possa far cantare un ciarpame razzista di quel livello davanti a quindici milioni di persone... vuoi vedere che alla prossima edizione del festival Povia ci propinerà una canzone dal titolo "Anna era ebrea"? (perché sia chiaro che se non facciamo qualcosa di concreto per cambiarla, quella è e resta la rotta della nave Italia). Non so ancora bene cosa, ma bisogna fare qualcosa. E come al solito sarebbe auspicabile che gli italiani civili non lasciassero solo sulle spalle dei gay la difesa della civiltà in questo cavolo di paese. L'omofobia, il razzismo, l'antisemitismo non riguardano solo le vittime dell'intolleranza. Riguardano la democrazia e il vivere civile, che sono patrimonio di tutti. Tutti. Capito?