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I Contemporanei

26 dicembre 2008

logo_pd.jpg“Noi, che al PD abbiamo sempre creduto, pensiamo però che il partito nuovo sia un viaggio che deve ancora in buona parte cominciare.“ 

Mi pare questa la frase chiave dell’invito (il testo integrale è in fondo a questo post) che ho firmato – con Teresa Cardona, Pippo Civati, Michele Dalai, Francesco Laforgia, Pierfrancesco Majorino e Marella Reitani – per un’assemblea aperta a tutti i democratici (milanesi e lombardi, ma non solo) che pensano che il Partito Democratico non abbia ancora nemmeno cominciato a rispondere alle domande e alle aspettative che la sua stessa creazione ha sollevato nel Paese.


Credo si debba avere chiaro che esiste una risposta concreta da dare alla crescente stanchezza che gli elettori e i simpatizzanti democratici cominciano apertamente a denunciare. Alle persone che mi dicono che alle europee voteranno Di Pietro (e cominciano a diventare parecchie) mi viene da dire che c’è una terza possibilità, che è quella di contribuire direttamente a determinare le politiche del partito. Il PD è nato esattamente per questo, per essere un partito più vicino ai suoi elettori e ai suoi simpatizzanti: non dimentichiamoci quanto il ricorso alle primarie sia importante per la nostra stessa identità, soprattutto nel momento in cui a Roma qualcuno vorrebbe frettolosamente disfarsene. 

Ecco: proprio nello spirito delle primarie penso che si possa – che si debba – dire oggi la nostra. Chiedere al partito e a chi lo dirige di decidere, di mostrare coraggio, di prendere posizioni chiare. Le nostre posizioni sui temi etici, sulla nostra collocazione in Europa, sulla legalità e la trasparenza, sul lavoro, sull’economia, sull’ambiente devono diventare più lineari e comprensibili. Come ha detto giustamente Renato Soru, nella sua famosa intervista da Fabio Fazio, non bisogna confondere la capacità di mediare tra interessi e posizioni diverse con il continuo compromesso al ribasso, o, si direbbe, con la paralisi, a giudicare dalla nostra incisività degli ultimi otto mesi. 
Abbiamo chiamato questa riunione “la riscossa dei contemporanei”, perché riteniamo che sia giunto il momento in cui chi vive in questo tempo, e in questo mondo, faccia sentire la sua voce direttamente all’interno del Partito. E l’abbiamo chiamata così perché vorremmo che contemporaneamente all’evento di Milano, o immediatamente dopo, altri contemporanei si riunissero in altre città per contribuire a ridare al nostro partito entusiasmo ed energie che sembrano perduti per sempre. 
Come ha giustamente detto Pippo Civati «non è più tempo di lamentarsi del Pd, dei vertici romani e della distanza del nostro partito dalla vita delle persone. E’ il tempo di accorciarla, questa distanza, e di darsi da fare, al di là delle formule e delle burocrazie». Possiamo partire tutti insieme dal Circolo del PD di Via Archimede al 13 a Milano, il 10 di gennaio 2009, alle cinque della sera. 
************ 

I CONTEMPORANEI – PARTE LA CAROVANA DEL PD 

Il Partito Democratico è un grande progetto di cui l’Italia ha bisogno. Può essere l’occasione per dare finalmente un senso alle parole dell’innovazione, del cambiamento radicale, della lotta alla precarietà, della valorizzazione dei talenti, e per dar vita ad azioni che guardino davvero al futuro del nostro Paese. Tutto ciò ha poco a che fare con la discussione spesso surreale e autoreferenziale a cui si è dato vita in questi mesi all’interno del partito.
Noi, che al PD abbiamo sempre creduto, pensiamo però che il partito nuovo sia un viaggio che deve ancora in buona parte cominciare. Per questo vogliamo mettere a disposizione le nostre idee e le nostre energie per dare una risposta alle grandi aspettative che la nascita del Partito Democratico ha creato nel Paese. E’ il contributo di chi crede che l’Italia, il Nord, Milano, abbiano bisogno di un progetto audace e coraggioso, costruito insieme ai tantissimi che credono nel partito democratico come motore del cambiamento.
Ecco perchè vi proponiamo di parlarne. Sabato 10 gennaio, a Milano, nella prima tappa del viaggio, e nelle tante altre che verranno dopo. 

Teresa Cardona 
Giuseppe Civati 
Michele Dalai 
Francesco Laforgia 
Pierfrancesco Majorino 
Marella Reitani 
Ivan Scalfarotto
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I commenti a "I Contemporanei"

  1. mario scrive:

    Alberto, non ho detto che lo condivido, ma solo che capisco che a chi si considera portatore del nuovo (e non ho detto che lo sia) non sia piaciuto vedersi messo sullo stesso piano di Binetti, D’Alema, Latorre et similia, cioè con il vecchio che avanza, gente che tu stesso consideri “oligarchici e fascioedonisti”. Tutto qui.
    Per me se uno risponde con un vaffanculo su un blog ha già torto a prescindere.

  2. mario scrive:

    Alberto, non ho detto che lo condivido, ma solo che capisco che a chi si considera portatore del nuovo (e non ho detto che lo sia) non sia piaciuto vedersi messo sullo stesso piano di Binetti, D’Alema, Latorre et similia, cioè con il vecchio che avanza, gente che tu stesso consideri “oligarchici e fascioedonisti”. Tutto qui.
    Per me se uno risponde con un vaffanculo su un blog ha già torto a prescindere e non varrebbe neanche la pena starne a discutere.

  3. Moreno Puiatti scrive:

    Nel manualetto “Il metodo antistronzi” di Sutton c’è un paragrafo che descrive un branco di babbuini in cui ci si tira addosso le feci per dimostrare la propria superiorità.
    Chissà perchè mi è venuto in mente?

  4. Moreno Puiatti scrive:

    Nel manualetto “Il metodo antistronzi” di Sutton c’è un paragrafo che descrive un branco di babbuini in cui ci si tira addosso le feci per dimostrare la propria superiorità.
    Chissà perchè mi è venuto in mente?

  5. Moreno Puiatti scrive:

    Nel manualetto “Il metodo antistronzi” di Sutton c’è un paragrafo che descrive un branco di babbuini in cui ci si tira addosso le feci per dimostrare la propria superiorità.
    Chissà perchè mi è venuto in mente?

  6. Fabio scrive:

    Cari ragazzi
    sono d’accordo, 9op sarò con voi.
    Il pD è necessario all’Italia e se vogòliamo un partito pulito e aperto non ci resta che partecipare.
    Non ci resta che fare in modo che il peso specifico degli affaristi sia sempre minore…
    Per questo bisogna partecipare, non scappare.
    Forza ragazzi, forza PD.

  7. Fabio scrive:

    Cari ragazzi
    sono d’accordo, 9op sarò con voi.
    Il pD è necessario all’Italia e se vogòliamo un partito pulito e aperto non ci resta che partecipare.
    Non ci resta che fare in modo che il peso specifico degli affaristi sia sempre minore…
    Per questo bisogna partecipare, non scappare.
    Forza ragazzi, forza PD.

  8. Anellidifumo scrive:

    E siamo anche tutti abbastanza d’accordo sul fatto che chi manda a fare in culo l’interlocutore è un minus habens, tanto più se riveste un ruolo pubblico in politica o nel giornalismo in virtù di diritti di sangue blu.
    Caro Luca Sofri, stendo un cappotto pietoso su come tuo padre è diventato famoso, ma almeno lui scrive cose interessanti da vent’anni e non mi risulta che di recente abbia mandato a fare in culo un suo interlocutore dalle colonne di Repubblica. L’avesse fatto, gliel’avrebbero levata, la collaborazione. Tu cosa sei? Il nulla-figlio, ma molto maleducato e molto bambino viziato.

  9. Anellidifumo scrive:

    E siamo anche tutti abbastanza d’accordo sul fatto che chi manda a fare in culo l’interlocutore è un minus habens, tanto più se riveste un ruolo pubblico in politica o nel giornalismo in virtù di diritti di sangue blu.
    Caro Luca Sofri, stendo un cappotto pietoso su come tuo padre è diventato famoso, ma almeno lui scrive cose interessanti da vent’anni e non mi risulta che di recente abbia mandato a fare in culo un suo interlocutore dalle colonne di Repubblica. L’avesse fatto, gliel’avrebbero levata, la collaborazione. Tu cosa sei? Il nulla-figlio, ma molto maleducato e molto bambino viziato.

  10. grazia scrive:

    L’unica cosa che riuscite di dire a Luca Sofri è: sei figlio di papà, sei figlio di, il nulla figlio blablabla…ma un concetto serio in opposizione a quello che ha detto Luca no.
    E poi questa cosa di Sofri in Bignardi è veramente da bambini dell’asilo.
    Cioè se avessi mandato a fanculo io Biraghi, io per dire X qualunque, davvero non so a cosa vi sareste appigliati. Visto che non mi conoscete.
    Ah giusto. Ha usato il termine “a fanculo”, che non è proprio politically correct, ma forse forte sicuramente esaustivo per esprimere posizione opposta. Direi.
    Bè complimenti a tutti voi. Anzi forse noi, perchè in questo paese ci vivo anch’io.
    E prima che lo diciate: IO NON CONOSCO LUCA SOFRI, NON SIAMO PARENTI E NON LAVORIAMO INSIEME.
    in bocca al lupo,
    grazia

  11. grazia scrive:

    L’unica cosa che riuscite di dire a Luca Sofri è: sei figlio di papà, sei figlio di, il nulla figlio blablabla…ma un concetto serio in opposizione a quello che ha detto Luca no.
    E poi questa cosa di Sofri in Bignardi è veramente da bambini dell’asilo.
    Cioè se avessi mandato a fanculo io Biraghi, io per dire X qualunque, davvero non so a cosa vi sareste appigliati. Visto che non mi conoscete.
    Ah giusto. Ha usato il termine “a fanculo”, che non è proprio politically correct, ma forse forte sicuramente esaustivo per esprimere posizione opposta. Direi.
    Bè complimenti a tutti voi. Anzi forse noi, perchè in questo paese ci vivo anch’io.
    E prima che lo diciate: IO NON CONOSCO LUCA SOFRI, NON SIAMO PARENTI E NON LAVORIAMO INSIEME.
    in bocca al lupo,
    grazia

  12. Pierfrancesco Majorino scrive:

    Mi pare che alla fine l’iniziativa sia andate bene. Abbracci a Biraghi che continuo a ritenere graffiante, simpatico – ha perfino accettato la mia richiesta di amicizia su FB – e legato a schemi tragici grazie ai quali la sinistra non avrebbe senso. Perchè la ricerca del punto di vista dell’altro per me è un motivo per fare politica. Non un cedimento.

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