Dieci cose da fare subito

firma le 10 proposte di Ivan
per un'Italia più laica e inclusiva.

Scopri tutti i punti

Blog

Feed RSS

Il papà è il ragazzo della mamma

27 novembre 2008

matrimonio.jpgUna geniale idea di Tom Ackerman (via Massimo Santi, grazie!, via Andrew Sullivan) che faccio mia già da questa sera.  

I no longer recognize marriage. It’s a new thing I’m trying. Turns out it’s fun.
Yesterday I called a woman’s spouse her boyfriend. 
She says, correcting me, “He’s my husband,” “Oh,” I say, “I no longer recognize marriage.“ 
Share

I commenti a "Il papà è il ragazzo della mamma"

  1. Selfs. scrive:

    @ piergiorgio
    Un omofobo non è una persona perbene. Un omofobo è la versione aggiornata dell’antisemita di sessant’anni fa. Fiancheggia il fascismo e ritiene di non fare del male a nessuno.
    Io e Ricci non ci siamo mai scontrati in passato. Rivendico di aver sollevato la questione a seguito di ripetute considerazioni di Ricci sui diritti degli omosessuali. Ho detto “basta” e ho scritto quello che penso.
    Lei dice che ci siamo scontrati per “niente”. In Italia nel 2008 a un uomo è stata negata la patente sulla base dell’orientamento sessuale. Questo per Lei è “niente”. Per altri è quasi tutto. Una volta ho sentito dire che essere di sinistra significa sentire su di sé la sofferenza degli altri. Certe persone proprio non ce la fanno.

  2. piergiorgio scrive:

    Hahaha, mi permetta, selfs, di prenderla un pò sul ridere. Ora le spiego. Vede il fatto è che, come forse avrà capito o letto qualcuno che ricorda miei passati interventi anche se era un pò che non postavo qui, io sono omosessuale Dunque il problema lo conosco anch’io sulla mia pelle: è sofferenza anche mia per usare la sua espressione. Quindi la sentirei, volente o nolente, anche se fossi del tutto disinteressato agli altri ed un assoluto narcisista (e magari lo sono) hehehe.
    Vede com’è facile farsi pregiudizi? La sua fantasia già mi immaginava uno che se ne frega del problema perchè non è affar suo.
    E perchè? solo perchè ho scritto che la polemica mi pareva esagerata in rapporto al post. E ho scritto le parole “per niente”.
    Eh si ma le parole bisogna “leggerle” nel modo giusto. E riferirle a ciò a cui si riferiscono.
    Lei piglia “per niente” e lo riferisce (nientemeno!) all’intera questione glbt! Come se io avessi detto: la questione glbt non è nulla. …azzo!…(scusi l’espressione gergale).
    Ma chi ha mai detto una cosa simile?
    Ovviamente “per niente” voleva dire che l’argomento del topic, (quello specifico!! per carità sia chiaro! cioè questa idea di Tom Ackerman) non meritava tanta polemica. ‘E vero che si va quasi sempre oltre il topic specifico, si risale al generale ecc. ma qui si è passati subito, in maniera brusca, e quasi inspiegabile a parlare dei massimi sistemi.
    Dico solo che a me pare si potesse benissimo criticare o ritenere ininfluente o poco interessante questa idea, senza con questo voler entrare nella questione più generale del riconoscimento del matrimonio gay, o, ancor più in generale, dei diritti glbt.
    Guardi le quoto il giudizio di uno (anellidifumo) che quanto a battaglie glbt non può certo essere tacciato di omofobia : “Mah, cosa vuole che le dica, il dadaismo alle volte è puro genio, ma occorre poterselo permettere, sennò finisce che appare solo come una fesseria, e temo che questo sia il caso di cui stiamo parlando”.

  3. piergiorgio scrive:

    Hahaha, mi permetta, selfs, di prenderla un pò sul ridere. Ora le spiego. Vede il fatto è che, come forse avrà capito o letto qualcuno che ricorda miei passati interventi anche se era un pò che non postavo qui, io sono omosessuale Dunque il problema lo conosco anch’io sulla mia pelle: è sofferenza anche mia per usare la sua espressione. Quindi la sentirei, volente o nolente, anche se fossi del tutto disinteressato agli altri ed un assoluto narcisista (e magari lo sono) hehehe.
    Vede com’è facile farsi pregiudizi? La sua fantasia già mi immaginava uno che se ne frega del problema perchè non è affar suo.
    E perchè? solo perchè ho scritto che la polemica mi pareva esagerata in rapporto al post. E ho scritto le parole “per niente”.
    Eh si ma le parole bisogna “leggerle” nel modo giusto. E riferirle a ciò a cui si riferiscono.
    Lei piglia “per niente” e lo riferisce (nientemeno!) all’intera questione glbt! Come se io avessi detto: la questione glbt non è nulla. …azzo!…(scusi l’espressione gergale).
    Ma chi ha mai detto una cosa simile?
    Ovviamente “per niente” voleva dire che l’argomento del topic, (quello specifico!! per carità sia chiaro! cioè questa idea di Tom Ackerman) non meritava tanta polemica. ‘E vero che si va quasi sempre oltre il topic specifico, si risale al generale ecc. ma qui si è passati subito, in maniera brusca, e quasi inspiegabile a parlare dei massimi sistemi.
    Dico solo che a me pare si potesse benissimo criticare o ritenere ininfluente o poco interessante questa idea, senza con questo voler entrare nella questione più generale del riconoscimento del matrimonio gay, o, ancor più in generale, dei diritti glbt.
    Guardi le quoto il giudizio di uno (anellidifumo) che quanto a battaglie glbt non può certo essere tacciato di omofobia : “Mah, cosa vuole che le dica, il dadaismo alle volte è puro genio, ma occorre poterselo permettere, sennò finisce che appare solo come una fesseria, e temo che questo sia il caso di cui stiamo parlando”.

  4. renato ricci scrive:

    @piergiorgio.. grazie per la boccata di ossigeno… di cuore…

  5. renato ricci scrive:

    @piergiorgio.. grazie per la boccata di ossigeno… di cuore…

  6. Selfs. scrive:

    Piergiorgio, Lei non ha capito di cosa abbiamo discusso, allora. La polemica non ha mai riguardato l’oggetto del post di Scalfarotto. Io (ripeto, legga bene) ho reagito all’ennesima uscita omofobica di Ricci. Ho detto “basta” e glie ne ho scritte quattro.
    Quello di cui abbiamo dibattuto io e Ricci, quindi, non è il post, ma le sue numerose e puntuali uscite omofobiche. Se non si fida di quello che scrivo io, si legga anche l’altro intervento di anellidifumo, quello più recente.

  7. scusa ivan di solito sono d’accordo con te ma stavolta la cosa mi pare un pò fuori fuoco.
    credo sia una ” ripicca “, nel senso : tu non consideri la mia unione valida, io non considero la tua valida, contento?
    il problema è che cosi si lotta per meno diritti per tutti ( ” ne io, ne te, e tutti scontenti ” ), invece che affermare che ce ne vogliono di piu per chi non li ha. no?

  8. scusa ivan di solito sono d’accordo con te ma stavolta la cosa mi pare un pò fuori fuoco.
    credo sia una ” ripicca “, nel senso : tu non consideri la mia unione valida, io non considero la tua valida, contento?
    il problema è che cosi si lotta per meno diritti per tutti ( ” ne io, ne te, e tutti scontenti ” ), invece che affermare che ce ne vogliono di piu per chi non li ha. no?

  9. Tommaso,
    Ancora di meno: io posso non riconoscere il matrimonio dei miei vicini di casa, ma quello ha valore legale per lo Stato.
    Loro invece non riconoscono me e il mio compagno come coppia sposata, e lo Stato neppure. Dunque c’è una asimettria evidente, se non volessi vederla mi darebbero (giustamente) del cretino.
    La battuta di Scalfa ha senso in California, invece, perché qui per un periodo il matrimonio è stato legale e ora che è stato abrogato con un referendum migliaia di coppie omosessuali potrebbero trovarsi divorziate d’ufficio.
    In Italia, invece, questa battuta è puro dadaismo – come diceva già AdF.

  10. Anellidifumo scrive:

    Ehm, veramente, Lorenzo, io dicevo che è dadaismo se uno ha genio e se lo può permettere. Altrimenti sono solo fesserie. Capito? ;-)
    Grazie a tutti per le molteplici citazioni, troppo buoni. Faccio il maestrino dalla penna rossa: non usate “quoto” al posto di “cito”. E’ solo un orrendo anglismo entrato a forza nell’italiano post-moderno. Speriamo che “cito” sopravviva e stronchi il neologismo, dal momento che è perfino più breve.

  11. Anellidifumo scrive:

    Ehm, veramente, Lorenzo, io dicevo che è dadaismo se uno ha genio e se lo può permettere. Altrimenti sono solo fesserie. Capito? ;-)
    Grazie a tutti per le molteplici citazioni, troppo buoni. Faccio il maestrino dalla penna rossa: non usate “quoto” al posto di “cito”. E’ solo un orrendo anglismo entrato a forza nell’italiano post-moderno. Speriamo che “cito” sopravviva e stronchi il neologismo, dal momento che è perfino più breve.

  12. Lorenzo scrive:

    Caro AdF-maestrino,
    Ti ringrazio per la precisazione.
    In ogni caso, mi sembra che siamo d’accordo sul punto fondamentale: la battuta di Scalfa non è solo inefficace, ma in Italia è surreale, una piantina statunitense destinata ad avvizzire appena trapiantate in suolo italico.
    Non a caso Scalfa non ha risposto.

  13. Lorenzo scrive:

    Caro AdF-maestrino,
    Ti ringrazio per la precisazione.
    In ogni caso, mi sembra che siamo d’accordo sul punto fondamentale: la battuta di Scalfa non è solo inefficace, ma in Italia è surreale, una piantina statunitense destinata ad avvizzire appena trapiantate in suolo italico.
    Non a caso Scalfa non ha risposto.

  14. piergiorgio x AdF scrive:

    Mi scusi signor maestro ;-p
    Il fatto è che blog e chat rivendicano il loro linguaggio specialistico, come tutte le…”sette”.
    Non userei mai l’orrendo “quoto ” fuori da internet. Ma in internet temo che ormai sia incontrastabile ;-p

  15. piergiorgio x AdF scrive:

    Mi scusi signor maestro ;-p
    Il fatto è che blog e chat rivendicano il loro linguaggio specialistico, come tutte le…”sette”.
    Non userei mai l’orrendo “quoto ” fuori da internet. Ma in internet temo che ormai sia incontrastabile ;-p

  16. Anellidifumo scrive:

    Piergiorgio, ma le cattive abitudini linguistiche occorre ammazzarle in culla, sennò oggi te le ritrovi su Internet, domani sui temi.
    Lorenzo, dovessimo badare a tutte le volte che Ivan non risponde su qualcosa, buonanotte. E’ fatto così: va ogni tanto bene sulle battutine da quindici secondi, ma non appena apri il ragionamento, se non gli dài ragione, si offende e non controbatte più. Manco HMQ, guarda… L’essenziale è che si possa ragionare tra noi e i suoi fan, in modo civile e costruttivo per tutti.

  17. renato ricci scrive:

    Caro AdF, concordo con la proposta di dialogare civilmente e ringrazio il padrone di casa… tuttavia T rendi conto di quello che scrivi a proposito di Scalpha? Ke esprimi un giudizio gravemente negativo sulla sua personalità?
    Insomma, secondo te Scalpha ha un carattere infantile e permaloso.. stiamo messi bene… credi che siano buone qualità per un politico di valore?… Ma dove ci avviamo con un capo cosi’? E dire che io ci avevo creduto tanto… prestavo in giro entusista il suo bel libro…Ma tu l’hai conosciuto personalmente? E’ davvero cosi’?

  18. renato ricci scrive:

    Caro AdF, concordo con la proposta di dialogare civilmente e ringrazio il padrone di casa… tuttavia T rendi conto di quello che scrivi a proposito di Scalpha? Ke esprimi un giudizio gravemente negativo sulla sua personalità?
    Insomma, secondo te Scalpha ha un carattere infantile e permaloso.. stiamo messi bene… credi che siano buone qualità per un politico di valore?… Ma dove ci avviamo con un capo cosi’? E dire che io ci avevo creduto tanto… prestavo in giro entusista il suo bel libro…Ma tu l’hai conosciuto personalmente? E’ davvero cosi’?

  19. ugo scrive:

    Anellidifumo vuole discutere in modo civile e costruttivo: la migliore battuta della settimana. Che dico della settimana: dell’anno.

  20. giovanni scrive:

    @ Anelli di fumo
    “le cattive abitudini linguistiche occorre ammazzarle in culla”
    Dal punto di vista della forma questa è senz’altro una cattiva abitudine linguistica, ma soprattutto è un errore da matita rossa.
    Si scrive:
    “occorre ammazzare in culla le cattive abitudini linguistiche”
    saluti

  21. Anellidifumo scrive:

    Giovanni, mi dispiace, ma sbagli, e te lo dico da editor. Tu fai un rilievo di stile e, come dovresti sapere, lo stile è soggettivo. Le due frasi in questione sono tutt’e due correttissime, ma hanno una leggera differenza: la mia è più elegante e letteraria, la tua è più piatta ed elementare. Attento: non significa affatto che la tua sia peggiore della mia. Dipende dal pubblico che si ha. Se dovessi scrivere a un pubblico di stranieri che studia l’italiano a livello principianti, direi: “occorre ammazzare in culla le cattive abitudini linguistiche”, in modo che la frase sia il più elementare possibile, e quindi ben comprensibile. Se invece ho davanti un pubblico di lettori madre-lingua, che si suppone abbia una certa familiarità con l’uso dei pronomi, preferisco la forma che ho usato, col pronome in fondo al verbo per sottolineare il concetto e conservare maggiore pathos sul verbo “ammazzare” unito al complemento “in culla”.
    In ogni caso, io me la prendevo con l’entrata di un orrendo anglismo, il “quoto” al posto di “cito”, che non è una questione di stile ma di difesa della propria lingua. Che ne dici di rimanere sulla stessa discussione? :-)

  22. Anellidifumo scrive:

    Giovanni, mi dispiace, ma sbagli, e te lo dico da editor. Tu fai un rilievo di stile e, come dovresti sapere, lo stile è soggettivo. Le due frasi in questione sono tutt’e due correttissime, ma hanno una leggera differenza: la mia è più elegante e letteraria, la tua è più piatta ed elementare. Attento: non significa affatto che la tua sia peggiore della mia. Dipende dal pubblico che si ha. Se dovessi scrivere a un pubblico di stranieri che studia l’italiano a livello principianti, direi: “occorre ammazzare in culla le cattive abitudini linguistiche”, in modo che la frase sia il più elementare possibile, e quindi ben comprensibile. Se invece ho davanti un pubblico di lettori madre-lingua, che si suppone abbia una certa familiarità con l’uso dei pronomi, preferisco la forma che ho usato, col pronome in fondo al verbo per sottolineare il concetto e conservare maggiore pathos sul verbo “ammazzare” unito al complemento “in culla”.
    In ogni caso, io me la prendevo con l’entrata di un orrendo anglismo, il “quoto” al posto di “cito”, che non è una questione di stile ma di difesa della propria lingua. Che ne dici di rimanere sulla stessa discussione? :-)

  23. Ugo, io non ti conosco, per cui non so il motivo del tuo astio. So solo che con un blog da 630.000 contatti – più cliccato di questo, nonostante io sia molto meno noto di Ivan – probabilmente c’è parecchia gente che apprezza i toni e i contenuti del mio argomentare.
    Posso essere polemico e tagliente ma, a dire dei miei interlocutori, incivile lo sono proprio di rado, nemmeno con i peggiori troll. Ivan lo conosco bene: siamo stati ottimi amici e abbiamo avuto una profonda stima uno dell’altro, finché gli ho dato ragione. Qui a Roma, poi, ero uno dei suoi maggiori sostenitori; per lui ho raccolto centinaia di firme, l’ho presentato a tantissimi amici e gli ho organizzato vari eventi. Poi, da quando ho cominciato a non condividere più alcune sue mosse politiche – per dirne solo tre: il modo in cui ha sciolto Io Partecipo, l’entrata nel PD e la sua attuale permanenza nell’implodente PD stesso – ha deciso che ero diventato dalla mattina alla sera nulla. Anzi, di peggio: mi considera un troll del suo blog. Una cosa che prima mi ha fatto arrabbiare, perché lo consideravo appunto una persona amica. Poi mi ha fatto invece sorridere, perché ne ho visto tutti i limiti infantili.
    Alla fine, io sono un semplice lettore che gli dà ragione tutte le volte che se lo merita (e càpita, prima capitava di più, ma continua a capitare), ma quando non sono d’accordo su qualcosa, glielo faccio notare in modo chiaro e franco. Mal me ne incolse, ma il punto è che a me non mi interessa di essere nell’agenda dei “buoni” di Ivan. Non devo ottenere proprio nulla da lui, anche se naturalmente so che da un punto di vista di tornaconto personale farei meglio a lisciargli il pelo, anche qualora dovessi mostrarmi ipocrita. Ma io non sono quel genere di uomo lì, e sono fiero del mio modo di essere libero. A me preme scrivere ciò che penso, piaccia o non piaccia anche ai miei amici. Sarà per questo che ne ho così tanti, alla fine? L’Italia è un paese ricchissimo di opportunisti e di signorsì, e se Ivan preferisce circondarsi di quel genere di collaboratori non avrà nessuna difficoltà a trovarne a decine. A cominciare da una parte consistente dei commentatori di questo blog, eh.
    Il problema è che poi, in genere, i signorsì oltre a dire sempre sì non sanno aggiungere molto altro. E allora: o pensi che il tuo cervello, da solo, possa affrontare tutto, oppure ti fai un bel bagno d’umiltà e accetti di ascoltare il parere di gente che ogni tanto ti dice: guarda, questa cosa qui è sbagliata per questo motivo qui. Tanto, alla fine, quello che decide cosa fare sei sempre tu, no? Si chiama capacità di leadership, che include il saper ascoltare le campane avverse tra i propri sostenitori, e Obama in questo è un grandioso modello da seguire.
    O pensate che con Hillary Clinton Segretario di Stato saranno sempre e solo rose e fiori?

  24. renato ricci scrive:

    @ Anelli, grazie molte per la lettera chiara e franca…. aiuta a capire tanto.. con stima…. Renato

  25. giovanni scrive:

    Anelli di fumo, la forma che hai usato non è corretta. Se poi desideri usarla, fallo pure; ma non è italiano corretto. Da “editor” dovresti prenderne atto.

  26. giovanni scrive:

    Anelli di fumo, la forma che hai usato non è corretta. Se poi desideri usarla, fallo pure; ma non è italiano corretto. Da “editor” dovresti prenderne atto.

  27. Giovanni, non siamo proprio d’accordo, che vuoi che ti dica? Le lingue non sono dei corpi immutabili nel tempo, ci sono almeno ottocento anni di teorie linguistiche a riguardo. Forse cento anni fa la mia frase poteva suonare stonata alla maggioranza, ma oggi è così che si scrive e che si parla. In un blog, va da sè, uso un linguaggio parlato, perché più efficace. Tu sei libero di dirmi: non mi piace. Ma non puoi dirmi: è sbagliato. O meglio: me lo puoi dire, ma fai una figura che non meriti.
    In ogni caso, vedo che non vuoi stare sul tema della questione, ne prendo atto. Pazienza, e peccato. E ora vienimi a scrivere che la “e” congiunzione dopo la virgola non si mette, o che le frasi non si iniziano con la “E”, dài. :-)

  28. giovanni scrive:

    Anelli di fumo, inutile tentare di fare il simpatico per nascondere un errore.
    E’ un errore e tale rimane. Prendine atto.

  29. renato ricci scrive:

    ma non è possibile…non x difendere Anelli che si difende benissimo da solo.. ma come? Uno dice cose ineterssantissime su Scalpha e il melgio che troviamo da fare è correggergli i presunti errori di grammatica….stiamo messi malissimo in questo Forum e nella sinistra in generale…

  30. renato ricci scrive:

    ma non è possibile…non x difendere Anelli che si difende benissimo da solo.. ma come? Uno dice cose ineterssantissime su Scalpha e il melgio che troviamo da fare è correggergli i presunti errori di grammatica….stiamo messi malissimo in questo Forum e nella sinistra in generale…

  31. francesco paolo scrive:

    Chi di rottura di coglioni ferisce, di rottura di coglioni perisce…

  32. Anellidifumo scrive:

    Giovanni, va bene, allora la smetto di fare il simpatico. Sei un ignorante, perché io non ho fatto alcun errore di grammatica in quella frase lì. Non solo sei ignorante perché ignori l’uso di un pronome a scopo rafforzativo di un concetto già espresso, forma usatissima nell’italiano degli ultimi 50 anni, che puoi trovare in ogni buona grammatica (ti consiglio la Dardano Trifone, che sui pronomi è fatta benissimo) e in alcune centinaia di romanzi del Novecento, ma sei anche disonesto perché cerchi di far passare una cosa che sbagliata non è per sbagliata. Io con gli ignoranti dibatto, con i disonesti no. Per cui fine dello scambio.
    Francesco Paolo, io ho invitato Giovanni a rimanere o sull’argomento del post oppure su quello collaterale dell’introduzione di termini inglesi nell’italiano. Ma Giovanni non ha voluto, prenditela con lui.

Lascia un commento

I campi contrassegnati da un asterisco (*) sono obbligatori.

Nel tuo commento puoi utilizzare i seguenti tag HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Attenzione cliccando su "Invia il commento" accetti i termini dell'informativa sulla privacy.