Archivio per 5.2008

Sincero stupore

29 maggio 2008

Un filmato non nuovissimo ma ancora molto attuale per la possibilità di vivere direttamente il senso di sincero stupore che la nostra politica suscita nel resto del mondo. La persona che parla dell’Italia è Alexander Stille. Cliccare per credere. 

{ Continua a leggere / 7 Commenti }

Carta canta

29 maggio 2008

Una cosa che la nuova Russia nella sua rincorsa al mondo occidentale non ha ancora abbandonato è l’attaccamento ad un’idea assolutamente anni ’50 della burocrazia. Qui non c’è computer che tenga: il potere è saldamente nelle mani di chiunque abbia un modulo o, preferibilmente, un timbro da brandire. Esiste addirittura una parola per indicare l’atteggiamento prevaricatore, [...]

{ Continua a leggere / 3 Commenti }

Perché abbiamo perso?

26 maggio 2008

C’è scritto qui.

{ Continua a leggere / 44 Commenti }

L'idiosincrasia degli inglesi per le vocali

26 maggio 2008

Eccellente review dei film italiani a Cannes (needless to say: quello dal libro di Roberto Saviana e quello su Giulio Andreotto) da parte del critico del Guardian: “Both are outstanding films, and both will be must-see releases”.

{ Continua a leggere / 3 Commenti }

Messaggi astrali

26 maggio 2008

Il mio oroscopo di questa settimana dice: “Senza chiedere permessi o aspettarti in cambio dei riconoscimenti, coltiva qualcosa di bello e prezioso in un posto abbandonato o in rovina” e ho come la netta impressione che qui si stia parlando di politica…

{ Continua a leggere / 1 Commento }

10 a 1

25 maggio 2008

Hanno ragione quelli de “Il primo cerchio“: “Era l’uomo sbagliato, nel posto sbagliato, al momento sbagliato” – altro che dieci motivi per aver perso Roma: uno basta e avanza – ma non è vergognoso che invece di prendersi almeno un turno di riposo Rutelli abbia preteso e sia stato messo a fare il presidente di [...]

{ Continua a leggere / 15 Commenti }

Il mondo è fatto a scale

25 maggio 2008

E così sabato scorso sono andato per la prima volta ad una riunione al famoso loft. E ho scoperto che per entrarci bisogna salire una scala di una ventina di gradini stretti e ripidi, assolutamente impossibili per una sedia a rotelle. E mentre salivo quelle scale pensavo alla nostra idea della sinistra, alla nostra idea dell’inclusione [...]

{ Continua a leggere / 13 Commenti }